(AGENPARL) - Roma, 15 Luglio 2026 - Dal 18 al 31 luglio 2026, il Radicondoli Festival celebra un traguardo
storico: quarant'anni di attività culturale, di visioni e di avanguardia.
Da alcuni anni con la direzione artistica di Massimo Luconi, il borgo
toscano e il suo paesaggio si confermano un laboratorio culturale
internazionale e un crocevia privilegiato del dialogo interculturale e
generazionale.
Il cuore concettuale di questa edizione risiede nei versi di Margherita
Guidacci: Lascia sia il vento. Più che un titolo, è un invito a ritrovare
il tempo dell'interiorità, a chinare il capo per ascoltare il silenzio e
trovarvi nutrimento, cercando un contatto con la parte più autentica del
nostro essere in un equilibrio costante tra tradizione e nuova scrittura.
Il festival è stato presentato questa mattina nella sala Esposizioni della
Regione Toscana dall'assessora alla cultura Cristina Manetti insieme al
sindaco di Radicondoli Francesco Guarguaglini, il presidente
dell'associazione Radicondoli Arte Marco Rossi e dal direttore del Festival
Massimo Luconi.
"Quarant'anni di Radicondoli Festival – ha detto Manetti- raccontano una
storia di visione, coraggio e amore per la cultura. Questo festival
dimostra come anche un piccolo borgo possa diventare un punto di
riferimento nazionale e internazionale per il teatro, la musica e la
ricerca artistica, trasformando la cultura in uno strumento di crescita,
identità e sviluppo del territorio. La Regione Toscana è orgogliosa di
essere accanto ad una realtà che da quattro decenni investe sulla
qualità, sull'innovazione e sul dialogo tra generazioni, mantenendo un
forte legame con la propria comunità. Radicondoli è uno degli esempi più
belli della Toscana diffusa: un luogo dove arte, paesaggio e partecipazione
si incontrano e dove la cultura continua a generare futuro".
"Radicondoli festival da 40 anni rende il nostro borgo un palcoscenico
europeo e protagonista di una grande officina creativa culturale – ha
aggiunto il sindaco Guarguaglini – I giorni del Festival ci proiettano in
una panorama di sperimentazione, ricerca, di visione, dentro noi stessi e
gli altri per non smettere di guardare oltre, di costruire un mondo
diverso. Il nostro borgo ha radici profonde nella sua storia, ma è anche
una comunità calda e dinamica, capace di includere e mettersi in
discussione. Il Radicondoli Festival nasce da questa sinergia, una sintesi
che ha la capacità di parlare di una visione, di una cultura, di un modo
di raccontarsi che parla di sé ai viaggiatori che scelgono di immergersi
nella nostra realtà e vivere l'atmosfera di quel palcoscenico proiettato
verso il mondo che è il Radicondoli Festival".
Il programma si presenta ricco di teatro, di nuove proposte drammaturgiche
e di musica, pensato per unire il rigore della performance d'autore alla
spontaneità della festa popolare: 27 titoli , impreziositi da ben 8 prime
nazionali con l' alternarsi di 17 compagnie, giovani e affermate.
In cartellone maestri affermati della scena italiana, grandi narratori e
talenti emergenti: dal ritorno attesissimo dei Marcido Marcidoris,
all'intensità di un grande maestro della narrazione come Marco Paolini;
dalle grandi signore del teatro come Laura Marinoni, Mariangela D'Abbraccio
e Paola Pitagora, alla grande firma di Dacia Maraini. A dare voce
all'impegno civile e alla poesia saranno interpreti come Arianna Scommegna,
Mattia Fabris, Elena Arvigo, Francesca Di Martino, la raffinata
espressività della cantante e attrice Flo e le parole di Erri De Luca, le
architetture sonore di Mirio Cosottini .
Non mancherà lo spirito della festa colta e popolare con l'ironia surreale
di Maria Cassi, il teatro-canzone di Peppe Voltarelli, i musicisti acrobati
del Teatro Necessario, il trio di Giulia Bertasi e la lirica internazionale
di Sabina Martin.
Accanto ai maestri, il Festival si conferma un autorevole osservatorio per
la nuova scena contemporanea e internazionale, ospitando attori come il
senegalese Abdou Gueye, la drammaturgia di Nicola Russo, di Francesca
Ritrovato, e di Nicola Zavagli (con il fuoriclasse della pallavolo mondiale
Andrea Zorzi e Beatrice Visibelli), fino ai registi e autori emergenti come
Ciro Gallorano, Carlo Caracciolo, Francesco Dendi e Davide Nicolini.
IL PROGRAMMA
Il viaggio del quarantennale inizia sabato 18 luglio alle 16.00 con
l'inaugurazione di Paesaggi Contemporanei. Un dialogo tra Arte e
Territorio. Nel segno di Fabio Gori, il progetto di arte ambientale del
di Maria Cassi e il suo Avanzi di Balera, un viaggio surreale e comico tra
musica e memorie personali, alle 22,30 la giornata si conclude con un
concerto Jazz a cura di Francesco Fiorenzani. Il giorno successivo,
domenica 19 luglio, lo spirito della festa si sdoppia: il borgo di Belforte
viene invaso alle 18.00 dai musicisti-acrobati del Teatro Necessario,
Collegiata per il concerto di Peppe Voltarelli, uno degli chansonnier più
originali del teatro-canzone contemporaneo, capace di unire idealmente la
Calabria a Leo Ferrè e Bob Dylan.
Lunedì 20 luglio al Teatro dei Risorti (ore 19.00) con la forte tensione
emotiva di Francesca Ritrovato con Aleniate, entriamo nel mondo dei
manicomi con storie di donne recluse e abbandonate. La sera stessa, Piazza
della Collegiata (21.15 ) si concede agli appassionati di lirica con Sotto
le stelle dell'opera, il recital della soprano Sabina Martin un omaggio al
teatro musicale da Puccini a Schubert. Martedì 21 luglio alle 21.15 i
riflettori sono tutti per Marco Paolini: il grande narratore porta in
attraversa l'ecologia, l'evoluzione e le contraddizioni del progresso
umano.
Mercoledì 22 luglio, un doppio appuntamento di grande rilievo. Si comincia
alle 18.30 a Palazzo Bizzarrini con l'anteprima nazionale di Trace/ traccia
dall'opera di Felwine Sarr con l'interpretazione dell'attore e regista
senegalese Abdou Gueye, un monologo cruciale sul rapporto tra Europa e
Africa. In serata, alle 21.15, il Teatro dei Risorti ospita il dirompente
ritorno dei Marcido Marcidoris con lo storico e iconico successo Le Serve
di Jean Genet, interpretato da Maria Luisa Abate e Paolo Oricco.
Il teatro si fa strumento di impegno civile giovedì 23 luglio: alla Pieve
Vecchia della Madonna (ore 21.15) Arianna Scommegna e Mattia Fabris portano
in scena Resto qui, dando corpo e voce alle minoranze dimenticate della
Storia raccontate nel bellissimo romanzo di Marco Balzano. Nella stessa
giornata, alle 19.00 al Teatro dei Risorti, la nuova scena fa il suo
esordio con la prima nazionale di Francesco Dendi, un autore attento a far
dialogare la narrazione con le nuove tecnologie.
Il giorno successivo, venerdì 24 luglio, l'umanità dei sans papier e
l'incontro tra culture diverse sono al centro di Christophe, un racconto
dolce e nostalgico di Nicola Russo ospitato nella Chiesa di Santa Caterina
(ore 21.15). Nel pomeriggio (ore 19.00, Teatro dei Risorti), il festival
propone un'altra importante novità con la prima nazionale di Davide
Nicolini, promessa emergente della drammaturgia italiana.
Il weekend del 25 e 26 luglio vede protagoniste le grandi interpreti
femminili: sabato 25 il Teatro dei Risorti (ore 19.15) accoglie il prezioso
e costante contributo al festival di Dacia Maraini con l'attrice Federica
di Martino che darà voce a Corpo felice, un testo di straordinaria
sensibilità sulla condizione delle donne. In serata, l'atmosfera si fa
mistica nella Chiesa di Santa Caterina (ore 21.15) con Solo andata: la
straordinaria voce di Flo, accompagnata da un coro di dieci donne,
interpreta le parole poetiche che Erri De Luca ha dedicato al viaggio dei
migranti nel Mediterraneo.
Domenica 26 luglio si apre alle 18.00 a Palazzo Lolini con la prima
nazionale del regista Ciro Gallorano (già vincitore della Biennale College
Teatro), per poi proseguire ai Risorti (ore 19 ) con la forza teatrale di
Elena Arvigo nell'Ismene di Ghiannis Ritsos. La serata si chiude alla Pieve
Vecchia della Madonna con la magnetica presenza di Laura Marinoni,
splendida protagonista di una intensa Madre Coraggio.
L'ultima settimana del Festival si apre lunedì 27 luglio all'insegna delle
contaminazioni: dopo l'anteprima nazionale dell'attore napoletano Carlo
Caracciolo a Palazzo Lolini (ore 19.00), la Pieve Vecchia ospita La
magnifica imperfezione (ore 21.15). Lo spettacolo, firmato dal regista
toscano Nicola Zavagli per la compagnia Teatri d'Imbarco, porta in scena un
fuoriclasse assoluto della pallavolo mondiale, Andrea Zorzi, affiancato sul
palco da Beatrice Visibelli.
Martedì 28 luglio il Teatro dei Risorti (ore 21.15) ospita Paola Pitagora
e Fernando Maraghini in VAI PURE. Autocoscienza di una coppia,
un'immersione negli anni '70 tra arte e femminismo attraverso la storica
relazione tra l'artista Pietro Consagra e la teorica del femminismo Carla
Lonzi.
Il culmine poetico dell'intero festival si tocca mercoledì 29 luglio. Alle
19.30, nel magico scenario del Boschetto al Pianetto, la natura si
trasforma in drammaturgia viva per la prima nazionale dello spettacolo
dedicato a Margherita Guidacci. L'architettura sonora di Mirio Cosottini,
l'interpretazione di Sandra Bedino e un coro di voci bianche daranno vita
al manifesto di questa edizione: Lascia sia il vento. La sera stessa, alla
Pieve Vecchia (ore 21.15) l'intensità drammatica continua con Mariangela
D'Abbraccio in un omaggio struggente alla leggenda del jazz Billie Holiday.
21.15) ritrova la leggerezza del circo contemporaneo con il ritorno del
Teatro Necessario e il loro acclamato Clown in libertà. Alle 19 il
boschetto del pianetto è ancora il luogo dell'introspezione e del
raccoglimento interiore con il progetto Armonie nel bosco curato da
Laetitia Fauconnier
Venerdì 31 luglio (ore 19 ) nella dimensione intima e raccolta della
chiesa di Santa Caterina, un progetto di ricerca musicale a cura di Mirio
Cosottini – tromba e flicorno soprano e Tonino Miano – pianoforte
Il sipario sul quarantennale cala ufficialmente alle 21,15 nel centro
storico di Belforte con il concerto del Giulia Bertasi Trio, un viaggio
acustico e suggestivo dentro le più belle sonorità cinematografiche.
Il Premio Radicondoli per il teatro, per questa edizione osserva una pausa
progettuale in attesa di una rinnovata edizione. Il festival di Radicondoli
per la sua 40 esima edizione sottolinea, per la sezione maestri del teatro
italiano, il lavoro e l'impegno di grande interprete di Laura Marinoni.
PAESAGGI CONTEMPORANEI – Un dialogo tra Arte e Territorio
Nel segno di Fabio Gori – inaugurazione, sabato 18 luglio dalle ore 16.00
Se il palcoscenico è il luogo della parola, il territorio diventa il corpo
vivo dell'arte grazie a Paesaggi Contemporanei, l'anima speculare del
Festival. Questo percorso di arte ambientale, nato nel 2021 e curato con
rara sensibilità da Fabio Gori (recentemente scomparso), ha saputo
trasformare Radicondoli in un museo a cielo aperto di respiro
internazionale grazie alla stretta collaborazione con la Fattoria di Celle.
I progetti di quest'anno, si collocano idealmente nella scia della cultura
di Fabio Gori, raffinato collezionista:
Moussa Traore presenta negli spazi degli ex lavatoi L'inferno di Dante,
un'imponente scultura in ferro riciclato nata durante una residenza nel
borgo: un cavallo tagliato a metà che racchiude al suo interno le viscere
dei personaggi danteschi. Opera permanente
Nel centro storico di Belforte prendono vita le opere di Giuliano Tomaino
con il progetto PICASSO CI GUARDA…E ACCENDE UNA SIGARETTA. Si tratta di
figure ancestrali, ironiche e magiche – come cavalli a dondolo, cimbelli e
mani intrecciate – che emergono dalla materia colorata per riportarci al
mondo dei sogni e dell'infanzia.
Nella sala mostre di Palazzo Bizzarrini, il fotografo Luca Gilli propone
Abitare l'arte, omaggio a Fabio Gori, una rielaborazione visiva di grande
sensibilità che immortala la casa d'arte pratese che Gori aveva concepito
insieme ai massimi esponenti del contemporaneo.
L' installazione Vedere me in te del duo artistico Antonello Ghezzi trova
una nuova e valorizzata collocazione in uno spazio coperto lungo la via
principale di Radicondoli.
Infine, la sezione Paesaggi Futuri, curata da Lorenzo Vanda, accoglie otto
artisti under 35 (Alessia Lastella, Marta Cornacchia, Roberto Orlando,
Nicolò Andreatta, Davide Mariani, Silvia Cotugno, Laura Angela Gelsomini,
Angelica Picco). Le loro opere nascono dal dialogo con la terra toscana
all'interno delle prestigiose residenze della Fondazione Gori – Celle,
sviluppate in partenariato con PromoPA Fondazione e sostenute dalla Regione
Toscana nell'ambito di Giovanisì.
FORMAZIONE ED ECO-SOSTENIBILITÀ
Parallelamente alla scena, il Festival vive di una linfa vitale dedicata
alla formazione per i giovani che si avvicinano ai mestieri dello
spettacolo. Radicondoli si trasforma in un'aula a cielo aperto grazie a una
solida rete di partenariati universitari e istituzionali che coinvolge le
Università di Siena, Arezzo, Firenze e Prato, la Scuola di Musica di
Fiesole, il progetto Reset e la Rete Museale Senese.
Tutto il programma si sviluppa in un'ottica rigorosamente green: il
festival rispetta e non sfrutta la natura, integrando scenografie minimali,
semplici e sostenibili nel tessuto storico e paesaggistico del borgo.
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