(AGENPARL) - Roma, 7 Luglio 2026 - TEHERAN – Il clima geopolitico che circonda l’Iran si fa incandescente. Una serie di dichiarazioni incrociate conferma l’inasprimento dei rapporti con l’Occidente. Teheran ha deciso di non arretrare, rispondendo con durezza alle pressioni di Europa e Stati Uniti.
Lo scontro diplomatico con Berlino Il primo fronte riguarda la Germania. Il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmaeil Baqaei, ha criticato le recenti posizioni espresse da Berlino sullo Stretto di Hormuz. Il governo tedesco, per bocca della sua rappresentanza diplomatica, aveva sollevato dubbi e critiche sulla sicurezza e la gestione del passaggio marittimo, definendo le mosse iraniane come destabilizzanti. Baqaei ha replicato definendo tali osservazioni “vergognose” e una “grottesca distorsione della realtà”, accusando la Germania di voler sviare l’attenzione dalle proprie responsabilità in ambito militare.
La retorica della vendetta Sul piano interno, il messaggio di Teheran rimane fermo. Il Presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha parlato durante i funerali della leadership martirizzata. Ghalibaf ha ribadito che gli aggressori della nazione iraniana affronteranno dure ritorsioni. Ha poi collegato la necessità di vendetta all’obiettivo strategico della liberazione di Gerusalemme. Secondo il Presidente, questo è un passaggio decisivo verso la vittoria definitiva della Rivoluzione.
La replica alle minacce di Trump Infine, arriva la risposta diretta a Donald Trump. Mohammad Bagher Zolghadr, Segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale, ha commentato le minacce USA sulle infrastrutture energetiche. Zolghadr ha ricordato la storia millenaria della civiltà persiana, contrapponendola alla breve storia degli Stati Uniti. Ha quindi avvertito Washington: gli iraniani non sono abituati al linguaggio dell’intimidazione. Il monito è netto: ogni azione ostile riceverà una risposta diversa.
