(AGENPARL) - Roma, 27 Luglio 2026 - L’asse strategico tra Teheran e Pechino si rafforza con il supporto satellitare, mentre le milizie irachene si mobilitano nel sud dell’Iran. Sul fronte diplomatico, duro avvertimento alla Bulgaria per il supporto logistico agli Stati Uniti
Intelligence e supporto satellitare: L’asse Teheran-Pechino
Il governo iraniano riceve un supporto di intelligence cruciale dalla Cina. Questo include l’assistenza strategica dei sistemi satellitari di Pechino. La conferma ufficiale arriva da Ahmad Bakhshayesh Ardestani, membro del comitato di sicurezza nazionale del parlamento iraniano.
- Nessun acquisto di armi: Teheran ha precisato di non aver acquistato armi da Pechino. L’Iran si affida invece ai sistemi di intelligenza e satellitari cinesi.
- La rete di alleanze: Ardestani ha sottolineato un punto chiave. Cina e Russia neghino formalmente il proprio supporto all’Iran. Tuttavia, la cooperazione sul campo risulta concreta.
- Il ruolo dell’Iran nel conflitto Russia-Ucraina: Lo stesso parlamentare ha confermato un altro dettaglio. Teheran ha fornito supporto a Mosca nel conflitto in Ucraina tramite la fornitura di droni.
Mobilitazione delle Forze Irachene (PMF) in Iran
Fonti militari confermano la presenza di personale delle Forze di Mobilitazione Popolare irachene nel territorio iraniano. Queste forze sono note anche come PMF o Hashd al-Shaabi. Un comandante dell’organizzazione ha parlato a Iran International. Secondo lui, questa presenza potrebbe prefigurare i preparativi per un conflitto di terra tra Iran e Stati Uniti.
- Natura della presenza: I combattenti non sono schierati come parte di un’organizzazione ufficiale. Si trovano nel sud dell’Iran spinti da motivazioni religiose, ideologiche e di supporto alla Repubblica Islamica.
- Parallelo con gli Houthi: Il comandante ha paragonato la situazione al precedente supporto fornito agli Houthi nello Yemen. Egli ha anticipato una svolta imminente. L’impegno di Teheran in quella direzione potrebbe ridursi nei prossimi giorni. Questo calo coinciderà con la fine della crisi yemenita.
- Disponibilità di milizie: Su richiesta dell’Iran o delle Guardie Rivoluzionarie, la situazione è chiara. Un numero elevato di combattenti ideologicamente leali rimane pronto alla mobilitazione.
Diffide diplomatiche: L’avvertimento dell’Iran alla Bulgaria
Il fronte diplomatico registra una forte presa di posizione di Teheran contro Sofia. Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha ammonito la Bulgaria. Il motivo è la decisione di ospitare sul proprio suolo aerei di rifornimento dell’aeronautica statunitense.
- Accusa di complicità: Secondo Teheran, i funzionari bulgari devono rispondere di una scelta grave. La mossa è definita ingiustificata e pericolosa. Essa rischia di rendere il paese complice degli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran.
- Precedenti logistici: Il portavoce ha ricordato un fatto passato. La Bulgaria aveva già permesso l’utilizzo dell’aeroporto di Sofia ad aeromobili americani. Questi aerei erano impegnati nel supporto alle operazioni contro l’Iran.
Nel frattempo, l’Iran ha chiarito la propria posizione negoziale. Non sono state avanzate richieste per riprendere i negoziati diretti con gli Stati Uniti per la fine delle ostilità. Lo Stretto di Hormuz resta inoltre chiuso. Questo avviene nonostante i colloqui positivi condotti con l’Oman. Questo quadro complesso evidenzia una strategia multilaterale di Teheran. L’obiettivo è consolidare le alleanze regionali e globali. Al contempo, Teheran irrigidisce le proprie posizioni nei confronti dei partner occidentali.
