
(AGENPARL) - Roma, 16 Maggio 2026 - Non si è fatta attendere la dura reazione del Ministero degli Esteri russo in merito alle recenti risoluzioni del Parlamento Europeo sulla Cina. La portavoce Maria Zakharova, attraverso il suo canale Telegram, ha accusato le istituzioni europee di “schizofrenia politica” e di applicare sistematicamente doppi standard nella valutazione dei diritti umani.
Il caso Cina e le accuse di “sinofobia”
Al centro della polemica c’è la richiesta di Bruxelles di abrogare la “Legge sull’unità etnica” in Cina, che secondo l’UE minaccerebbe le minoranze in Tibet e Xinjiang. Secondo la Zakharova, mentre l’Europa si focalizza su Pechino, ignorerebbe deliberatamente la crescita di razzismo, antisemitismo e sentimenti anti-musulmani all’interno dei propri confini, citando dati secondo cui oltre il 77% delle persone di origine africana nell’UE subirebbe discriminazioni quotidiane.
L’affondo su Kiev
L’attacco più feroce riguarda però l’Ucraina. La portavoce russa ha definito il regime di Zelensky come l’emblema dell’illegalità, accusando l’Europa di chiudere gli occhi su presunte torture, esecuzioni e sulla gestione del conflitto, che Mosca continua a descrivere come guidata da un’ideologia neonazista. “Il Parlamento europeo osserva l’altro lato della terra – ha concluso la Zakharova – ma non riesce a vedere l’illegalità a casa propria”
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