
(AGENPARL) - Roma, 16 Maggio 2026 - Un avvertimento gelido scuote le cancellerie del Golfo Persico. Mohammad Mokhber, consigliere senior della Guida Suprema, ha rotto il silenzio diplomatico con un messaggio diretto agli Stati arabi: la moderazione mostrata dall’Iran durante gli scontri di aprile non deve essere scambiata per debolezza, né sarà permanente.
L’accusa di Teheran In una nota diffusa nelle ultime ore, Mokhber ha accusato esplicitamente i vicini arabi di aver tradito i legami di “amicizia e fratellanza” per trasformarsi in basi logistiche per gli interessi degli Stati Uniti e di Israele. Il riferimento è alla gestione del territorio e delle infrastrutture messe a disposizione del CENTCOM americano, definito dal funzionario iraniano come il vero nemico della stabilità regionale e della causa palestinese.
Il precedente di aprile L’Iran ricorda i recenti attacchi di rappresaglia contro le basi statunitensi nella regione. Mokhber ha rivelato un dettaglio strategico cruciale: durante quella fase di conflitto, Teheran avrebbe deliberatamente risparmiato numerosi obiettivi sensibili, specialmente negli Emirati Arabi Uniti, per esercitare una forma di pressione controllata. Tuttavia, questo “rispetto della sovranità” è ora vincolato a un cambio di rotta dei paesi ospitanti.
L’aut-aut strategico Il messaggio finale è un ultimatum velato: se i paesi del Golfo continueranno a fungere da “roccaforti affittate” per il comando centrale statunitense, la risposta della Repubblica Islamica non sarà più contenuta. “La nostra moderazione non è certamente permanente”, ha concluso Mokhber, segnando un punto di non ritorno nella diplomazia della regione.
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