
(AGENPARL) - Roma, 16 Maggio 2026 - Hezbollah rompe gli indugi e lancia un duro monito al governo di Beirut, intimando di interrompere ogni negoziato con Israele. In una nota ufficiale rilasciata nel 43° anniversario dell’accordo del 17 maggio 1983 – definito “di umiliazione e vergogna” – il movimento sciita ha accusato l’autorità libanese di aver intrapreso un “percorso deviante”, offrendo concessioni gratuite al nemico e violando la Costituzione nazionale.
L’attacco politico al Governo Nella lunga dichiarazione, Hezbollah respinge categoricamente ogni “tutela o dettame americano”, accusando il governo libanese di aver messo da parte le lezioni della storia. “L’accettazione di negoziati diretti serve solo a rafforzare i guadagni israeliani a spese del nostro popolo”, si legge nel testo. Il movimento mette sotto accusa l’operato delle autorità dall’accordo di cessate il fuoco del 27 novembre 2024, chiedendo provocatoriamente quali risultati siano stati ottenuti oltre a “più pressione, aggressioni e distruzione”.
Secondo Hezbollah, il governo avrebbe perseguito la via diplomatica con il pretesto di fermare gli attacchi, ma il risultato sarebbe stato un’espansione del targeting israeliano verso villaggi e città libanesi. Da qui l’appello a cessare la “serie di concessioni libere” e a dare priorità alla resistenza armata come unico strumento di sovranità.
L’escalation militare e l’ufficiale ucciso Il rifiuto della via politica è stato immediatamente ribadito sul campo. Nel settore occidentale della Blue Line, i combattenti di Hezbollah hanno sferrato un assalto coordinato contro il quartier generale israeliano ad Al-Bayyadah, utilizzando artiglieria e droni suicidi. L’operazione è stata presentata come una risposta diretta all’uccisione a Gaza del comandante delle Brigate al-Qassam, Izz ad-Din al-Haddad.
La conferma della violenza degli scontri arriva anche da fonti nemiche: la Radio dell’esercito israeliano ha ufficializzato l’uccisione di un ufficiale nell’area del fiume Litani, colpito da un “drone-trappola” che ha aggirato le difese aeree. Per Hezbollah, questo è il segnale che “l’occupazione non sarà mai stabile finché esisterà la Resistenza”.
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