(AGENPARL) - Roma, 3 Marzo 2026 - L’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) ha pubblicato un rapporto in cui si evidenzia che l’attuale escalation regionale sta avendo un impatto diretto sulla situazione umanitaria nella Striscia di Gaza, aggravata dalla chiusura di tutti i valichi di frontiera, incluso quello di Rafah.
Secondo la dichiarazione dell’agenzia, la rotazione del personale delle Nazioni Unite è stata rinviata, con conseguente sospensione delle evacuazioni mediche e ritorno di alcuni residenti. Nonostante gli sforzi per garantire il flusso di rifornimenti, l’ufficio ha avvertito che il proseguimento del blocco totale potrebbe interrompere ulteriormente le operazioni umanitarie.
OCHA ha inoltre segnalato una razionalizzazione del consumo di carburante a causa della diminuzione delle scorte, con effetti sul funzionamento di panetterie, ospedali e impianti di desalinizzazione dell’acqua. Sono stati riportati anche disagi nei servizi di raccolta dei rifiuti. In alcune aree di Gaza, la disponibilità di acqua potabile sarebbe limitata a soli due litri al giorno per persona, mentre i prezzi dei beni di prima necessità continuano ad aumentare.
Per quanto riguarda la Cisgiordania, il rapporto indica la chiusura della maggior parte dei posti di blocco, con conseguenti difficoltà negli spostamenti della popolazione palestinese e ripercussioni sui mezzi di sussistenza, sui servizi essenziali e sulle operazioni umanitarie.
L’agenzia delle Nazioni Unite ha ribadito la necessità di proteggere i civili e di garantire l’accesso e la libera circolazione degli aiuti umanitari, in conformità con il diritto internazionale umanitario.
