(AGENPARL) - Roma, 14 Ottobre 2026 - A meno di tre settimane dalle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, un nuovo sondaggio NewsNation-Decision Desk HQ, realizzato dalla piattaforma di ricerca TrueDot.ai, indica un vantaggio di 7 punti percentuali per i Democratici nel cosiddetto generic congressional ballot, la domanda con cui agli elettori viene chiesto quale partito voterebbero per il Congresso.
Secondo la rilevazione, i Democratici raccolgono il 49% delle preferenze, contro il 42% dei Repubblicani, mentre l’8% degli intervistati resta indeciso. Il sondaggio è stato condotto tra il 5 e il 9 ottobre su 974 probabili elettori nazionali, con un margine di errore di ±3,2 punti percentuali.
Democratici avanti anche sulla domanda “chi merita il voto”
La rilevazione ha chiesto agli intervistati anche quale partito, indipendentemente dalla loro intenzione di voto immediata, avesse fatto di più per meritare il loro sostegno.
In questo caso il 46% ha indicato il Partito Democratico, contro il 40% che ha scelto il Partito Repubblicano. Circa il 7% ha indicato candidati indipendenti e l’8% ha risposto “nessuno dei precedenti”.
Il dato suggerisce quindi un vantaggio democratico non soltanto nella preferenza elettorale dichiarata, ma anche nella valutazione più generale dei due principali partiti.
Anche la media dei sondaggi mostra un vantaggio democratico
Il risultato della singola rilevazione è coerente con il quadro più ampio mostrato dal tracker nazionale di The Hill e Decision Desk HQ.
Al 13 ottobre, la media aggregata del voto generico assegnava ai Democratici circa il 49%, contro il 41,3% dei Repubblicani. Alcuni dei sondaggi più recenti inclusi nel tracker mostravano vantaggi democratici compresi tra 7 e 9 punti.
Il voto generico, però, non determina direttamente quanti seggi ciascun partito conquisterà: le elezioni per Camera e Senato si decidono collegio per collegio e Stato per Stato.
Trump: 38% di giudizi favorevoli, 60% contrari nel sondaggio
La stessa rilevazione NewsNation-DDHQ ha misurato anche l’immagine del presidente Donald Trump.
Il 38% degli intervistati ha espresso un giudizio favorevole, mentre il 60% ne ha dato uno sfavorevole.
Il dato è molto vicino alla media nazionale raccolta da Decision Desk HQ, che il 12 ottobre indicava un’approvazione presidenziale intorno al 38,5% e una disapprovazione del 59,4%.
Inflazione ed economia dominano le preoccupazioni degli elettori
Nel sondaggio, il tema indicato più frequentemente come urgente è l’inflazione, scelta dal 28% degli intervistati.
Seguono lavoro ed economia, con il 20%, e immigrazione e sicurezza del confine, con il 12%.
Il costo della vita emerge come un tema centrale anche in altre rilevazioni recenti. Un sondaggio AP-NORC condotto tra il 24 e il 28 settembre ha rilevato che soltanto il 17% degli americani approvava la gestione del costo della vita da parte di Trump, mentre il 26% approvava complessivamente la gestione dell’economia. Circa il 65% attribuiva alle politiche dell’amministrazione almeno parte della responsabilità per i prezzi elevati.
I Democratici recuperano terreno sui temi economici
Un’altra indagine AP-NORC pubblicata nello stesso periodo ha mostrato un miglioramento della posizione democratica sui principali temi economici.
Sul costo della vita, il 38% degli elettori registrati indicava i Democratici come il partito di cui si fidava maggiormente, contro il 27% che preferiva i Repubblicani. La stessa ricerca evidenziava però una forte insoddisfazione nei confronti di entrambi i partiti e una diffusa sfiducia sulla loro capacità di risolvere i problemi del Paese.
Il quadro suggerisce quindi che il vantaggio democratico non coincide necessariamente con un entusiasmo generalizzato verso il partito, ma può riflettere anche una maggiore insoddisfazione verso l’amministrazione e il GOP sui temi economici.
L’affluenza resta un fattore decisivo
Geoffrey Skelley, responsabile dell’analisi elettorale di Decision Desk HQ, ha sottolineato che nelle ultime settimane di campagna una delle questioni decisive sarà la capacità dei partiti di mobilitare i propri elettori.
Secondo Skelley, resta da vedere se il vantaggio democratico crescerà ulteriormente o se i Repubblicani riusciranno a recuperare attraverso una maggiore mobilitazione della propria base e degli elettori che in passato hanno votato GOP.
Anche tra i Repubblicani il tema dell’entusiasmo della base viene considerato centrale. Fox News ha rilevato che il partito sta concentrando la campagna finale soprattutto su costo della vita, inflazione ed energia, mentre alcuni osservatori segnalano un possibile divario di entusiasmo rispetto ai Democratici.
Un vantaggio nazionale che non equivale automaticamente al controllo del Congresso
Il sondaggio offre dunque una fotografia favorevole ai Democratici sul piano nazionale, ma non può essere trasformato direttamente in una previsione sulla composizione futura del Congresso.
La Camera viene eletta attraverso centinaia di collegi separati, mentre il Senato dipende dalle singole competizioni statali. Inoltre, il campione di 974 elettori e il margine di errore di ±3,2 punti ricordano che si tratta di una stima, non di un risultato elettorale.
A tre settimane dal voto, però, il quadro dei sondaggi nazionali mostra chiaramente una fase in cui i Democratici stanno registrando un vantaggio nel voto generico, mentre inflazione, costo della vita ed economia rimangono tra le principali questioni in grado di orientare l’ultima parte della campagna.
