(AGENPARL) - Roma, 3 Marzo 2026 - (AGENPARL) – Tue 03 March 2026 **Chiuso in pareggio il bilancio 2025 del servizio sanitario regionale **
**Aggiornata la stima del gettito dell’addizionale Irpef per l’anno in
corso: 30 milioni in più **
/Scritto da Walter Fortini, martedì 3 marzo 2026 alle 15:42/
Con 80 milioni di euro aggiuntivi la Regione chiude in pareggio il bilancio
consolidato 2025 del servizio sanitario toscano. Le risorse arrivano dalla
prima variazione del triennio in corso che prevede, per il 2026, un aumento
di 30 milioni di euro sui volumi complessivi di entrata e spesa, tutti
relativi all’ambito sanitario. Le maggiori entrate sono la conseguenza di
un adeguamento della previsione di gettito dell’addizionale regionale
Irpef, ad aliquote invariate, sulla base di stime del Ministero
dell’economia e delle finanze. Ai 30 milioni si aggiungono 25,72 milioni
accantonati a garanzia del pagamento delle rate di mutuo di enti del
servizio sanitario, non più necessari, e 24,27 milioni prelevate dal fondo
di riserva. Complessivamente fanno per l’appunto 80 milioni.
La proposta di legge è stata approvata nei giorni scorsi dalla giunta ed
inviata all’esame del Consiglio regionale. Alla tutela della salute e alla
copertura dello squilibrio di bilancio 2025 del servizio sanitario
regionale erano già stati destinati 132 milioni di euro di addizionale
Irpef 2026. Altri 52 milioni di euro erano in bilancio. Complessivamente le
risorse utilizzate per la chiusura in pareggio dei conti della sanità
ammontano a 264 milioni.
“La sanità pubblica ha bisogno di più risorse e gli stanziamenti
nazionali sono insufficienti: il fondo sanitario cresce troppo poco,
rispetto anche ai costi che aumentano in conseguenza dell’inflazione –
commenta il presidente della Toscana, Eugenio Giani -. Il problema non è
solo della Toscana: da noi diventa più visibile perché garantiamo
assistenza oltre i livelli essenziali nazionali di assistenza.
Ma rivendichiamo con orgoglio la scelta di investire in sanità. convinti
dell’importanza di un servizio sanitario pubblico e universalistico capace
di venire incontro ai bisogni di salute delle persone senza fare
differenze”. “Un investimento – ribadisce Giani – e non una spesa”.
“Queste risorse – dettaglia l’assessora Monni – vanno a coprire bisogni
che non vengono riconosciuti dal Fondo sanitario Nazionale, cure che noi
decidiamo di offrire comunque ai cittadini e alle cittadine toscane perché
le riteniamo indispensabili. Per fare alcuni esempi, una parte del
trasporto sanitario è coperta con le risorse aggiunte dalla Regione, le
terapie Abba per i bambini autistici sono finanziate così: anche le
parrucche per le malate oncologiche, una misura che ci serve a dire alle
pazienti che non sono soltanto la malattia che portano. Lo stesso potremo
dire di una larga parte dei medicinali e delle cure di cui hanno bisogno i
bambini e le bambine che soffrono di malattie rare: necessità importanti,
di cui la nostra Regione decide di farsi carico”.
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