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Aduc – lettera mensile – Marzo 2026
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La nota politica
L’anomalo tepore climatico di fine febbraio / inizio marzo dovrebbe mettere in dubbio lo scetticismo di chi imperversa, avendo anche potere per farlo, contro le politiche che arginano i cambiamenti climatici.
E’ in corso la campagna referendaria per modificare la Costituzione sulla separazione delle carriere dei magistrati e gli organismi di autogoverno degli stessi: “vampate” di motivazioni che, a parte pochi tenaci garantisti e sostenitori della riforma a prescindere, mostrano una politica incapace di affrontare i problemi in quanto tali, ma solo parteggiare populisticamente per un presunto buono che – meteora divina – dovrebbe risolvere i problemi. Qualche decennio fa si diceva “adda venì Baffone” oppure “quando c’era Lui” (Stalin, Mussolini).
Si chiude il festival di Sanremo, quello che dicono essere della canzone italiana, ma che noi – razionali, snob o incapaci? – riusciamo a stento a leggere come festival di cantanti e giocolieri italiani che provano a divenir famosi sulle glorie di altri del passato.
Settimana canora di share televisivo in calo che conferma la crescita della sfiducia degli italiani su quanto arriva dalle istituzioni, politiche o canore che siano. Non lo auspichiamo, ma ci monta la certezza che altrettanto calo di “share” ci sarà per la partecipazione al voto referendario. Che comunque sancirà un vincitore e un perdente visto che non c’è quorum e pur se non fanno votare chi è fuorisede. Ma è questo che vogliamo, soprattutto per modificare il patto fondante degli italiani, la Costituzione?
L’economia barcolla. Si riscoprono i rider del cibo e non solo che hanno paghe da fame, mentre si continua a non dire nulla sugli stipendi medi fermi da venti anni, fanalino di coda dei Paesi Ue. La produzione industriale è al palo e si dà al vasto popolo delle doppie case (molto surclassato da aziende che lo usa) la possibilità – affitti brevi turistici – di guadagnare distruggendo città e imprenditoria. Mentre il cosiddetto carrello della spesa contiene sempre meno prodotti che costano di più. Le bollette servono solo a far guadagnare chi le emette. Molti dei figli, anche appena laureati, preferiscono andarsene all’estero per non essere precari e poveri in patria. E il diritto alla salute? Regge coi denti (Calabria: in fondo alle classifiche anche per questo) lì dove ci sono i medici cubani, e sparisce nei meandri di liste d’attesa prodromiche alle cure fai da te, portafoglio incluso.
Insomma, niente di nuovo anche a marzo 2026. Un’occasione potrebbe essere il referendum ma – lo chiediamo senza noia – siamo un Paese per le riforme?
Aduc,
1- sul piano esecutivo
* le multe dei Comuni per fare cassa sono sempre all’ordine del giorno e noi aiutiamo a fare ricorsi e rilevare, con estrema difficoltà, cosa dovrebbe cambiare.
* il telemarketing, essenzialmente per telefonia ed energia, continua imperterrito.
* contese condominiali.
* verifica e ricorsi per operazioni bancarie e finanziarie.
* verifiche e ricorsi per le disfunzioni della pubblica amministrazione.
* rapporti e servizi con artigiani
* viaggi andati male.
* acquisti non conformi e difettosi
* diritti degli immigrati
* diritti sanità pubblica, in particolare Rsa.
2- sul piano informativo e denuncia
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