(AGENPARL) - Roma, 13 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Fri 13 February 2026 GUARDIA DI FINANZA
Comando Provinciale Brescia
COMUNICATO STAMPA
13/02/2026
GdiF BRESCIA: CONTRASTO AL RICICLAGGIO, INDIVIDUATE OLTRE 500 OPERAZIONI
ILLECITE PER UN AMMONTARE DI CIRCA UN MILIONE DI EURO E OLTRE 9 MILIONI DI
EURO DI SOMME TRASFERITE IN CONTANTI SOPRA LA SOGLIA NORMATIVAMENTE
PREVISTA.
Nell’ambito della costante attività di monitoraggio dei flussi finanziari e di prevenzione dell’utilizzo del sistema
economico a scopo di riciclaggio, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Brescia, a
seguito di mirate attività info-investigative, hanno concluso due importanti operazioni atte ad intercettare fondi di
origine illecita in grado di inquinare l’economia legale.
In un primo contesto, i militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Brescia hanno concluso un
controllo ispettivo nei confronti di un operatore attivo nel settore dei servizi di pagamento (cc.dd. money
transfer) che avrebbe effettuato trasferimenti di denaro fuori dall’ordinario circuito bancario.
L’intervento eseguito ha consentito di valorizzare gli esiti dello scambio informativo con l’O.A.M. – Organismo
Agenti e Mediatori, individuando una sistematica condotta del citato operatore economico che avrebbe aggirato i
presidi di legge previsti per il trasferimento di denaro contante.
L’attività illecita sarebbe stata condotta attraverso la tecnica del cosiddetto “smurfing” (frazionamento), che
l’agente controllato ha operato attraverso plurimi trasferimenti di fondi suddividendoli in più operazioni sottosoglia e avvalendosi di diversi canali finanziari, al fine di eludere i controlli e le limitazioni previste dall’art. 49
comma 2 d.lgs. 231/2007 che impongono trasferimenti effettuati tramite agenzie, entro il limite massimo di
1.000 euro.
Complessivamente, sono state ricostruite oltre 500 operazioni sospette anomale, veicolate attraverso diversi
asiatici.
Nella medesima attività, i finanzieri hanno altresì accertato reiterate carenze nelle procedure di “adeguata
verifica della clientela”, in quanto l’agente ha ripetutamente omesso la corretta identificazione del titolare
effettivo del trasferimento. Tale inosservanza comporta la contestazione di sanzioni amministrative fino a un
massimo di 70 mila euro.
Nell’ambito di un secondo e distinto contesto, sviluppato dalla Compagnia di Rovato, è stato invece disvelato un
collaudato meccanismo di frode fiscale e riciclaggio che si è concretizzato nell’esecuzione di 35 interventi
finalizzati a verbalizzare numerose condotte emerse in merito al trasferimento sopra soglia di denaro contante.
In questo ambito è stata accertata la creazione e gestione di numerose società operanti nel settore edile, che
hanno emesso fatture per operazioni inesistenti pari a oltre 250 milioni di euro, connesse – in alcuni casi – anche a
fenomeni di interposizione fittizia di manodopera.
E’ stato così ricostruito un sistema di riciclaggio per oltre 96 milioni di euro, realizzato attraverso lo schema
dell’«underground banking» che comporta la circolazione di rilevanti quantitativi di denaro contante tramite
canali non ufficiali.
Lo schema in parola, infatti, prevede la sistematica veicolazione all’estero dei pagamenti ricevuti a fronte delle
fatture per operazioni inesistenti emesse. Le somme veicolate sono, poi, sistematicamente monetizzate e rimesse
in Italia sotto forma di denaro contante per tramite di una rete di “intermediari” e “corrieri di valuta”,
determinando, così, una continua violazione dei presidi anti-riciclaggio vigenti previsti sulla limitazione all’uso
del denaro contante. Pertanto, le successive attività ispettive hanno consentito di verbalizzare 25 soggetti,
individuando somme oggetto di indebito trasferimento per un valore complessivo superiore ai 9 milioni di euro.
L’attività ispettiva conclusa testimonia la validità del modello operativo della Guardia di finanza, attuato
attraverso l’azione di prevenzione e contrasto al riciclaggio basata su una proficua strategia che consente di
concentrare le risorse verso soggetti e fenomeni più a rischio, evitando controlli generalizzati.
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