(AGENPARL) - Roma, 26 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Mon 26 January 2026 **Territorio e risorse idriche, accordo fra Regione ed Enti di settore.
Giani: ‘Passo storico’**
/Scritto da Marcello Ferreri, lunedì 26 gennaio 2026 alle 17:38/
Salvaguardia del suolo, gestione e mitigazione del rischio idrogeologico e
tutela e gestione della risorsa idrica. Queste sono le principali attività
che riguardano il protocollo d’intesa siglato oggi a Firenze nella sede
della Giunta regionale a Palazzo Strozzi Sacrati fra l’Autorità di bacino
distrettuale dell’Appennino settentrionale, i rappresentanti nazionali e
regionali dell’Anbi (l’Associazione Consorzi di Gestione e tutela del
territorio e delle acque irrigue) e la Regione Toscana, alla presenza del
presidente Giani e del sottosegretario alla presidenza Bernard Dika.
“Un accordo – dichiara il presidente Eugenio Giani – che segna una pietra
miliare nella collaborazione fra i diversi soggetti istituzionali che hanno
il compito di gestire funzioni importanti nella difesa del suolo e nella
tutela delle risorse idriche. Si apre adesso una nuova stagione dove gli
interventi, prima realizzati in autonomia dai diversi Enti, trovano modo di
essere organizzati per un utilizzo efficiente e puntuale delle risorse
economiche e delle attività che con esse vengono finanziate, in funzione
di un coordinamento in grado di produrre risultati ancora più efficaci”.
Il protocollo mette a regime, fra l’altro, la collaborazione fra Regione e
gli Enti firmatari nelle attività di monitoraggio e raccolta delle
plastiche presenti nei corsi d’acqua, la cura coordinata delle forme di
vegetazione che hanno il proprio habitat naturale sulle rive di corsi e
specchi d’acqua ed il controllo dei sedimenti.
Nel dettaglio, tra le attività di interesse comune previste dal protocollo
c’è la gestione delle risorse idriche ai fini irrigui, con l’impegno a
collaborare per garantire la disponibilità per le colture anche nei
periodi più siccitosi, riducendo al minimo l’impatto sulla risorsa idrica,
e a consentire l’accumulo di acqua utilizzabile per scopi irrigui,
contribuendo anche a mitigare eventuali colmi di piena. L’accordo punta
anche a promuovere e favorire sistemi di riuso delle acque reflue e
interventi di ricarica della falda.
“Quanto oggi sottoscritto – dichiara Francesco Vincenzi, presidente di
Anbi (Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del
Territorio e delle Acque Irrigue) – avvia un’esperienza pilota nel segno
della condivisione di competenze presenti nel capitale umano di tutti i
soggetti firmatari: riteniamo che sia questo il primo obiettivo da
perseguire, affinché si concretizzino programmi per aumentare la
resilienza dei territori di fronte all’incedere della crisi climatica.
Tutti temi che vedono da tempo impegnati i Consorzi di bonifica e che ora
sono affermati come patrimonio comune”.
«Un’intesa importante – spiega Gaia Checcucci, segretario generale
dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Settentrionale –
soprattutto nella parte che riguarda la gestione delle risorse idriche per
garantire la disponibilità per le colture nei periodi di siccità: come
nel caso di Montedoglio, progetto per assicurare 15 milioni di metri cubi
d’acqua l’anno alla Val di Chiana, mettendo in sicurezza le falde e
riducendo i prelievi sotterranei”.
“È indispensabile aggiunge Checcucci – promuovere sistemi innovativi di
riuso delle acque reflue, come quello dedicato al florovivaismo della zona
di Pistoia ed anche di gestione dei sedimenti per i quali l’autorità di
bacino ha avviato la collaborazione con l’Università di Firenze, attivando
studi su aste pilota di Arno, Ombrone Grossetano, Serchio e Magra. Da non
dimenticare, infine l’attività di raccolta delle plastiche, anche
attraverso la legge SalvaMare del Ministero dell’ambiente e il progetto
didattico con le scuole che stiamo sviluppando in tutto il territorio
distrettuale dell’Autorità».
“Il ruolo dei Consorzi – precisa Paolo Masetti, presidente di Anbi
Toscana – è strategico nel concretizzare i grandi obiettivi di
sostenibilità: che si tratti di attuare azioni di mitigazione del rischio,
di garantire l’acqua alle imprese agricole nei momenti di siccità, di
gestire i sedimenti con criteri scientifici o di pulire i nostri fiumi
dalle plastiche, oggi abbiamo uno strumento che garantisce uniformità
d’azione. In questo scenario, i Consorzi portano in dote la concretezza di
chi vive il campo ogni giorno, essenziale per passare dalla cultura
dell’emergenza a quella della prevenzione”.
“Si tratta di un protocollo quadro che riunisce tutti gli enti che
operano nella difesa del suolo e nella gestione delle acque – spiega Fabio
Zappalorti, direttore generale di Anbi Toscana -. Oggi più che mai, visti
i cambiamenti climatici, è necessario lavorare in modo sinergico. Un
aspetto che in Toscana è stato colto perfettamente già da tempo e che
adesso viene ulteriormente rafforzato con questo importante passaggio fra
soggetti diversi che operano per la mitigazione del rischio idrogeologico e
tutela e gestione della risorsa idrica”.
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