(AGENPARL) - Roma, 25 Novembre 2025 - (AGENPARL) – Tue 25 November 2025 CNEL APPROVA DOCUMENTO DI OSSERVAZIONI E PROPOSTE SUL PIANO D’AZIONE NAZIONALE DELL’ECONOMIA SOCIALE
Approvato dall’Assemblea del CNEL un documento di Osservazioni e Proposte sul “Piano d’Azione Nazionale dell’Economia Sociale”. Il Piano, presentato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze il 17 ottobre 2025, segna un punto di svolta per l’Italia, rappresentando il primo documento strategico nazionale organico dedicato all’ambito dell’economia sociale. È un’iniziativa che si colloca all’interno di un quadro europeo più ampio, rispondendo alla Raccomandazione del Consiglio UE del 27 novembre 2023. Con il documento approvato oggi il CNEL intende offrire il proprio contributo alla riflessione sul Piano nazionale. Il Consiglio rappresenta, infatti, in modo strutturale e continuativo le organizzazioni dell’economia sociale grazie alla presenza, nella propria composizione, di esponenti designati dalle principali reti cooperative, mutualistiche, associative e del Terzo settore. Inoltre, accanto alla rappresentanza interna, il CNEL assicura un dialogo costante con l’insieme degli attori dell’economia sociale attraverso audizioni, consultazioni, gruppi di lavoro e momenti di confronto pubblico.
RAFFORZARE LA GOVERNANCE MULTILIVELLO E IL COINVOLGIMENTO DELLE PARTI SOCIALI
Il documento di Osservazioni e Proposte approvato dal CNEL nella seduta odierna dell’Assemblea intende: valorizzare l’impianto del Piano d’Azione Nazionale dell’Economia Sociale, evidenziandone i punti di forza in rapporto al percorso europeo e alla Raccomandazione del 2023; segnalare alcune criticità e margini di miglioramento, in particolare con particolare riferimento al perimetro dell’economia sociale, al coordinamento tra i diversi regimi normativi e fiscali, alla piena attuazione del conto satellite e alla strutturazione degli strumenti finanziari e del social procurement; formulare proposte operative per rafforzare la governance multilivello e il coinvolgimento delle parti sociali e delle organizzazioni dell’economia sociale, anche riconoscendo il CNEL quale sede di partecipazione e di valutazione delle politiche pubbliche.
MALLEN (CNEL): UN ECOSISTEMA CHE UNISCE ECONOMIA E SOLIDARIETÀ
“L’economia sociale – ha dichiarato la consigliera CNEL Marcella Mallen, relatrice del documento di Osservazioni e Proposte approvato dall’Assemblea – è nata in Italia, con la sua storia e la ricchezza delle esperienze del terzo settore, delle cooperative mutue, associazioni, fondazioni e delle imprese sociali, una pluralità di attori che operano nei campi più diversi: dai servizi alla persona alla sanità, dall’educazione all’inclusione lavorativa, dalla cultura alla rigenerazione urbana. Il Piano Nazionale dell’Economia Sociale si propone di rafforzare questo vivace ecosistema, che unisce economia e solidarietà, competenze e valori, innovazione e prossimità, per costruire un’economia dove il benessere collettivo e la giustizia sociale vengano integrati nei processi produttivi. L’economia sociale non coincide con un unico settore, non è tanto un perimetro da circoscrivere, quanto un insieme da alimentare, con l’obiettivo di restituire piena visibilità e valore a quelle istituzioni sociali, economiche e culturali che da sempre costituiscono l’ossatura del nostro pluralismo. È in questo orizzonte, in cui assume un particolare rilievo il ruolo dei corpi intermedi, che il CNEL può dare impulso allo sviluppo del Piano, facilitando la ricomposizione della relazione tra istituzioni e società, coinvolgendo regioni e comuni nella progettazione congiunta e misurando l’impatto delle politiche sociali”.
PAIS (CNEL): COOPERAZIONE TRA STATO, MERCATO E COMUNITÀ PER GENERARE VALORE CONDIVISO
“Il CNEL accoglie con favore il Piano nazionale, che riconosce il contributo dell’economia sociale come leva strategica per orientare l’economia italiana verso modelli più inclusivi e sostenibili. Nel parere – ha sottolineato la consigliera CNEL Ivana Pais, relatrice del documento di Osservazioni e Proposte approvato dall’Assemblea – si apprezza il richiamo alla necessità di politiche capaci di valorizzare la biodiversità degli attori e le specificità dei territori. Il Piano valorizza il ruolo delle organizzazioni dell’economia sociale, ne chiarisce l’identità e ne rafforza la visibilità istituzionale. Allo stesso tempo, si segnala la necessità di una più forte integrazione multilivello e di una strategia più strutturata sull’innovazione tecnologica. L’obiettivo è sostenere un ecosistema in cui Stato, mercato e comunità cooperano per generare valore condiviso”.
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