(AGENPARL) - Roma, 20 Ottobre 2025 - (AGENPARL) – Mon 20 October 2025 *Comunicato Stampa*
*Disagio crescente tra il personale dell’Azienda Ospedale – Università di
Padova: RSU e sindacati chiedono un tavolo permanente di confronto*
Partecipazione alta e clima di forte preoccupazione all’assemblea sindacale
generale del personale del comparto dell’Azienda Ospedale – Università di
Padova, convocata oggi dalla RSU aziendale con la partecipazione di FP
CGIL, CISL FP, UIL FPL, NURSIND e Nursing Up.
L’incontro ha rappresentato un momento di ascolto e confronto molto
partecipato, in cui centinaia di lavoratrici e lavoratori hanno espresso
con forza il proprio disagio di fronte a un contesto organizzativo sempre
più complesso.
Il malessere diffuso nasce soprattutto dalle riorganizzazioni in corso e
dalla carenza di personale, in particolare infermieristico, che nelle aree
più delicate come sale operatorie e rianimazioni sta mettendo a rischio la
qualità e la sicurezza dell’assistenza.
Le preoccupazioni si estendono anche ad altri reparti – Chirurgia Plastica,
Otorinolaringoiatria e Chirurgia Pediatrica – dove i carichi di lavoro sono
diventati ormai insostenibili. Con l’apertura della nuova Pediatria
prevista per l’inizio del 2026, il personale teme di non essere
numericamente sufficiente per garantire un avvio in sicurezza delle
attività.
Durante il dibattito, i sindacati hanno espresso in modo unitario una
posizione chiara: serve un cambio di passo nell’organizzazione del lavoro,
con una visione più partecipata e rispettosa delle professionalità.
La scelta aziendale di inserire operatori socio-sanitari (OSS) in contesti
ad alta complessità, dove oggi mancano infermieri, è stata giudicata
rischiosa e potenzialmente dannosa per la qualità dell’assistenza e per
l’equilibrio dei reparti.
“Il malessere che abbiamo raccolto oggi non può più essere ignorato – ha
dichiarato Achille Pagliaro, segretario aziendale della CISL FP –. La
sanità non può reggersi sull’abnegazione di pochi. Servono scelte
organizzative coraggiose, che mettano al centro il benessere di chi lavora
e la sicurezza di chi viene curato. Se non si invertirà la rotta, sarà
impossibile trattenere e motivare i professionisti.”
Sulla stessa linea, Alessandra Stivali della FP CGIL ha sottolineato che
“la carenza di personale è ormai cronica e l’aumento dei carichi di lavoro
sta generando un disagio diffuso. Non si possono coprire i vuoti di
organico spostando personale o sostituendo infermieri con OSS. Serve una
programmazione seria, che parta dall’ascolto di chi lavora ogni giorno nei
reparti.”
Per Luigi Spada della UIL FPL, “oggi i lavoratori chiedono solo di poter
lavorare con dignità, in condizioni di sicurezza e con un’organizzazione
che ascolti davvero chi è sul campo. È tempo che l’Azienda apra un
confronto vero e continuativo con chi rappresenta i lavoratori.”
Anche Luigi Ceoldo del Nursing Up ha evidenziato come “il personale sia
stremato. L’assistenza di qualità si garantisce solo se c’è un equilibrio
tra risorse, professionalità e carichi di lavoro. Oggi quell’equilibrio è
saltato, e serve un intervento immediato per ristabilirlo.”
A chiudere, Marika Zilio del Nursind ha ribadito la necessità di un cambio
culturale: “I lavoratori vogliono essere parte attiva dei processi
organizzativi, non spettatori passivi di decisioni calate dall’alto. Il
benessere organizzativo deve diventare una priorità vera, non un tema
accessorio.”
Nel corso dell’assemblea è emersa con forza anche la volontà del personale
di essere più partecipe nelle scelte organizzative, di poter contribuire
alla costruzione di modelli di lavoro più umani, sostenibili e orientati
alla qualità.
Il tema del benessere organizzativo è stato indicato come elemento centrale
per la retention del personale, condizione imprescindibile per ridurre le
fughe di professionisti verso altre aziende o verso il settore privato.
Le Organizzazioni Sindacali e la RSU chiedono ora con urgenza all’Azienda
di istituire un tavolo permanente di confronto, per affrontare insieme le
criticità e trovare soluzioni concrete.
In assenza di risposte rapide e misure adeguate, è stato deciso di valutare
azioni sindacali unitarie, a tutela delle lavoratrici, dei lavoratori e
della qualità dell’assistenza offerta ai cittadini.
Nicole Zamprogna, coordinatrice della RSU aziendale, ha espresso con
fermezza la posizione del personale:
“Quello che oggi è emerso non è solo disagio: è un grido d’allarme. I
lavoratori sono allo stremo, schiacciati da carichi insostenibili, turni
impossibili e continue riorganizzazioni calate dall’alto. Non possiamo più
accettare che tutto venga deciso senza ascoltare chi ogni giorno garantisce
la tenuta dei reparti. Se l’Azienda pensa di poter andare avanti ignorando
la voce dei lavoratori, si sbaglia di grosso.
Chiediamo risposte immediate e fatti concreti, non promesse. E se non
arriveranno, la RSU insieme alle organizzazioni sindacali metterà in campo
tutte le iniziative necessarie per difendere la dignità, la sicurezza e il
futuro di chi lavora in questo ospedale.”
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