(AGENPARL) - Roma, 15 Ottobre 2025 - (AGENPARL) – Wed 15 October 2025 *COMUNICATO STAMPA*
*Donne in Campo-Cia: un piano d’azione per le imprenditrici agricole e i
territori rurali*
*Dal co-manager aziendale ai consultori familiari fino a una legge quadro,
l’associazione lancia dall’Assemblea le sue proposte per sostenere le donne
protagoniste delle aree interne*
Roma, 15 ott – Dalla ripresa degli incentivi dedicati all’introduzione del
co-manager aziendale, passando per il rilancio dei consultori familiari
rurali. Sono queste alcune delle proposte presentate da Donne in Campo-Cia
nella sua Assemblea nazionale, “Donne rurali: energia vitale per un
territorio in salute”, oggi a Roma in Auditorium Giuseppe Avolio. Proposte
non solo politiche ed economiche, ma anche sociosanitarie, pensate per dare
risposte concrete e complete alle aziende agricole femminili, soprattutto
nelle aree interne del Paese.
“Vogliamo costruire un piano d’azione che parte dalle esigenze reali delle
imprenditrici agricole -ha detto la presidente di Donne in Campo, Pina
Terenzi- pilastri di un’agricoltura sostenibile e multifunzionale e motore
dei territori rurali, ma troppo spesso dimenticate dalle politiche di
welfare e sviluppo”.
In Italia il 31,5% delle imprese agricole è guidato da donne, circa 355
mila aziende, e le lavoratrici rappresentano il 32% della manodopera, pari
a 470 mila persone. In totale, oltre 800 mila donne che contribuiscono ogni
giorno alla vitalità economica e sociale delle aree interne. Eppure, ha
sottolineato Terenzi, “questa forza diffusa opera in contesti dove la
desertificazione dei servizi – dall’assistenza sanitaria ai trasporti,
dagli asili ai consultori – limita pesantemente la possibilità di
conciliare vita e lavoro, sovraccaricando le imprenditrici, spesso madri o
caregiver di familiari anziani o con bisogni speciali, con conseguenze su
produttività e salute fisica e mentale”.
Per questo, Donne in Campo-Cia ha messo in fila un insieme di interventi
“fondamentali per sostenere la permanenza della donna e della sua famiglia
agricola nei territori -ha ribadito Terenzi- e per trasformare l’impegno
quotidiano delle imprenditrici in sviluppo per tutto il Paese”.
Tra le proposte, l’introduzione del co-manager dell’imprenditrice agricola,
per garantire la continuità dell’attività durante i periodi di gestazione,
maternità o assenza forzata, consentendo alla donna di scegliere personale
di fiducia. Centrale anche la richiesta di mantenere e potenziare i punti
nascita nelle aree interne, superando lo scoglio demografico che oggi ne
determina la chiusura. Altro punto chiave è il rilancio dei consultori
familiari rurali, come presidi di medicina di genere e sostegno psicologico
per donne e giovani agricoltori. Fra le priorità, inoltre, valorizzare il
ruolo sociale delle imprese agricole femminili, riconoscendo la loro
capacità di offrire servizi educativi e di assistenza nelle comunità:
fattorie didattiche e sociali, agriasili e agriturismi come centri di
welfare di prossimità. Altrettanto necessario è prevedere una congrua
dotazione finanziaria dedicata a livello nazionale e una legge quadro per
l’imprenditoria agricola femminile, oggi marginale nei principali fondi e
programmi come la Pac e il Pnrr, oltre a un pieno riconoscimento dei
bisogni delle donne nel ridisegno della politica agricola europea.
Tutti interventi che si affiancano alle alleanze strategiche costruite da
Donne in Campo-Cia con il mondo dell’associazionismo, della ricerca e della
cultura e portate in Assemblea: la collaborazione con Cittadinanzattiva per
il diritto alla salute delle donne nelle aree interne, la partnership con
l’Università di Cassino e SIDEA sull’impresa femminile, la sinergia con la
Fondazione Lagostena Bassi per la prevenzione della violenza di genere
attraverso il lavoro e l’indipendenza economica.
“In un momento di grande trasformazione per il mondo agricolo,
il lavoro di Donne in Campo rappresenta un segnale concreto di innovazione
e di visione -ha chiosato il presidente di Cia, Cristiano Fini-. La
transizione verso sistemi agroalimentari più inclusivi, resilienti e
sostenibili passa dal pieno riconoscimento del ruolo delle donne. Garantire
loro pari accesso alle risorse, alla terra, al credito non è solo una
questione di equità, ma una leva strategica per l’efficienza dell’intero
settore. Sostenere il contributo delle donne in agricoltura significa
investire nell’energia vitale dei territori e nel futuro delle nostre
comunità rurali”.
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*Settore Comunicazione e Immagine *| Cia-Agricoltori Italiani
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