(AGENPARL) - Roma, 17 Settembre 2025 - (AGENPARL) – Wed 17 September 2025 GUARDIA DI FINANZA
Comando Provinciale Mantova
COMUNICATO STAMPA
17/09/2025
GdiF BRESCIA E MANTOVA: FATTURE FALSE PER OLTRE 100 MILIONI DI EURO,
PERQUISITE AZIENDE E ABITAZIONI NELLE PROVINCE DI BRESCIA E MANTOVA.
La Compagnia di Desenzano del Garda e la Tenenza di Castiglione delle Stiviere, attraverso una complessa
indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brescia, hanno ricostruito un esteso
sistema di frode fiscale con riguardo a molteplici settori economici tra cui, prevalentemente, quello del
commercio e della lavorazione di metalli ferrosi, incentrato sull’emissione di fatture false per oltre 100 milioni di
euro, procedendo a numerose perquisizioni all’interno di abitazioni e uffici aziendali.
L’attività investigativa, svolta congiuntamente dai due Reparti, avrebbe permesso di individuare un sodalizio
criminale operante tra le province di Brescia e Mantova, in grado di fornire ai clienti un servizio “all inclusive”
di emissione di fatture per operazioni inesistenti e di riciclaggio dei proventi illeciti generati.
Il gruppo criminale investigato, dalle indagini condotte, risulterebbe aver costituito numerose imprese e società
cartiere, sia italiane che estere, amministrate da “prestanomi” compiacenti, utilizzate per emettere fatture per
operazioni inesistenti, provvedendo al successivo riciclaggio del denaro mediante “monetizzazione” dei bonifici
emessi dai clienti destinatari delle false fatture.
In particolare, l’ingente flusso di denaro bonificato dai “clienti” del sodalizio per il pagamento delle fatture per
operazioni inesistenti, in una prima fase sarebbe stato trasferito su conti correnti esteri e successivamente
prelevato in contanti per essere, infine, restituito (c.d. “monetizzazione”) agli “utilizzatori” delle fatture false, al
netto della provvigione incassata dal sodalizio criminale, oscillante tra il 5% ed il 22% dell’importo oggetto di
falsa fatturazione. In una seconda fase, invece, il gruppo criminale avrebbe fatto ricorso a soggetti di origine
cinese, in grado di fornire il denaro contante richiesto per alimentare la frode e consentire la “monetizzazione”,
in cambio di una provvigione del 3% calcolata sul totale del denaro trasferito.
Al fine di cristallizzare le ipotesi investigative e consentire di individuare ulteriori elementi di prova a carico
degli indagati, sono state eseguite perquisizioni presso le abitazioni ed uffici aziendali in uso agli ideatori della
frode, impiegando oltre trenta militari in forza ai Comandi Provinciali di Brescia e di Mantova.
Il provvedimento di perquisizione è stato emesso sulla scorta degli elementi probatori allo stato acquisiti,
pertanto, in attesa della definitività del giudizio, sussiste la presunzione di non colpevolezza degli indagati.
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