(AGENPARL) - Roma, 12 Agosto 2025 - Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in una conversazione telefonica con il primo ministro indiano Narendra Modi, ha sollecitato l’India a interrompere gli acquisti di petrolio russo, ribadendo la posizione espressa dal presidente statunitense Donald Trump. Zelensky ha ringraziato Modi per le “calde parole di sostegno” rivolte all’Ucraina e ha sottolineato che Nuova Delhi ha un potenziale ruolo maggiore nell’influenzare la Russia sul piano internazionale. Ha evidenziato l’urgenza di “limitare l’esportazione di energia russa, in particolare di petrolio”, considerando che l’India è diventata uno dei principali acquirenti di greggio russo dopo le sanzioni europee al settore energetico di Mosca. La richiesta di Zelensky arriva dopo l’annuncio di Trump di imporre una tariffa del 50% sui prodotti indiani, anche in risposta ai legami energetici di Nuova Delhi con la Russia. I negoziati commerciali tra Stati Uniti e India restano in corso, ma le questioni legate al petrolio russo e alle misure protezionistiche indiane, soprattutto in agricoltura, rappresentano ostacoli significativi. Nonostante la fermezza sul tema, Zelensky ha mantenuto un tono cordiale, affermando che i due leader hanno discusso a fondo la cooperazione bilaterale e la situazione diplomatica globale. Ha insistito sull’importanza che l’India sostenga gli sforzi di pace dell’Ucraina e ha annunciato un possibile incontro con Modi a New York durante l’Assemblea generale ONU di settembre. Modi, nella sua dichiarazione ufficiale, non ha menzionato il tema del petrolio russo né l’incontro con Putin o quello a New York, limitandosi a ribadire la posizione dell’India per una “risoluzione rapida e pacifica” del conflitto e il rafforzamento dei legami con Kiev. La telefonata di Modi a Zelensky è avvenuta pochi giorni dopo un colloquio con Vladimir Putin, con il quale l’India mantiene rapporti storicamente stretti, anche attraverso il blocco BRICS. Mentre Mosca e Nuova Delhi confermano la loro partnership strategica, fonti indiane rivelano che le raffinerie statali stanno gradualmente riducendo gli acquisti di greggio russo e aumentando le importazioni dagli Stati Uniti, con un incremento del 51% nei primi sei mesi dell’anno.
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