(AGENPARL) - Roma, 29 Maggio 2025 - (AGENPARL) – Thu 29 May 2025 Immigrazione, accoglienza fondata su inclusione e dialogo istituzionale
Il presidente della Regione e l’assessore regionale alle Politiche per i
cittadini stranieri hanno confermato la posizione critica della Toscana
rispetto alle normative nazionali che hanno rafforzato l’approccio
repressivo e indebolito le politiche dell’inclusione
Scritto da Marco Ceccarini, giovedì 29 maggio 2025
Negli ultimi cinque anni la Regione ha proseguito un lavoro iniziato oltre
un decennio fa, finalizzato alla costruzione di un modello di accoglienza
ed inclusione fondato su solidi principi di governance territoriale,
dialogo istituzionale e prossimità. Questo percorso si è sviluppato
attraverso strumenti quali il Libro Bianco sulle politiche di accoglienza e
il processo partecipativo #AccoglienzaToscana che hanno rafforzato il
coinvolgimento diretto dei territori e delle Amministrazioni locali. Il
modello toscano ha puntato e punta sulla valorizzazione del ruolo degli
Enti locali, sulla promozione di reti e alleanze territoriali e su un
approccio integrato alle politiche di accoglienza, inclusione, welfare e
cittadinanza. I risultati sono soddisfacenti. Lo scopo di iniziative come
quella odierna è fare il punto sui percorsi di inclusione dei cittadini di
Paesi terzi e con background migratorio in Toscana. È un momento di
confronto sui dati raccolti e su analisi già realizzate, utile a definire
le priorità strategiche per il futuro, anche a partire dalla
valorizzazione delle esperienze in corso. In un’ottica in cui l’inclusione
viene letta non solo come obiettivo sociale, ma anche come processo
trasversale, occorre fare sintesi e rilanciare politiche inclusive più
efficaci, coordinate e sostenibili.
Questo, in sintesi, è il pensiero espresso dal presidente della Regione
Toscana al convegno “Immigrazione e inclusione in Toscana: bilancio,
progetti, prospettive” che si è svolto oggi, giovedì 29 maggio, a
Palazzo Strozzi Sacrati, sede della Presidenza della Giunta regionale.
All’incontro, organizzato dalla Regione Toscana assieme tra gli altri
all’Anci Toscana e all’Università di Firenze, è intervenuto anche
l’assessore regionale alle Politiche per i cittadini stranieri, il quale ha
evidenziato che le modifiche normative adottate negli ultimi anni a livello
nazionale hanno frammentato e indebolito il sistema di accoglienza e
inclusione, sfavorendo la crescita di un piano stabile per le politiche di
asilo. In questo contesto la Regione, secondo l’assessore, ha ribadito la
necessità di rafforzare i sistemi di governance promuovendo un approccio
strutturale e non emergenziale alle politiche migratorie. Viene confermata
la priorità di costruire un sistema territoriale capace di adattarsi a
scenari mutevoli e complessi, investendo sulla capacità programmatoria e
sulla solidità dei servizi pubblici. Alcuni recenti decreti legge, sempre
dal punto di vista dell’assessore, hanno ridotto i canali di
regolarizzazione, limitato l’accesso al sistema di accoglienza e
integrazione e ridimensionato i servizi nei centri di accoglienza
straordinaria aumentando il rischio di irregolarità e sfruttamento
lavorativo. Le recenti norme, inoltre, hanno rafforzato un approccio
repressivo: limitazioni alle Ong, estensione dei trattenimenti nei centri
di permanenza per il rimpatrio e procedure accelerate in frontiera. Il
protocollo Italia-Albania del 2023 rappresenta un ulteriore passaggio verso
l’esternalizzazione della gestione. La Regione Toscana ha più volte
espresso contrarietà all’istituzione dei centri per il rimpatrio sul
territorio, ritenendoli strumenti non coerenti con una gestione umana e
integrata delle politiche migratorie. A fronte di un contesto nazionale
segnato da approcci emergenziali e misure restrittive, la Regione ha scelto
di rafforzare strumenti operativi territoriali, promuovendo risposte
concrete alle emergenze umanitarie, come l’accoglienza della popolazione
ucraina, la gestione coordinata dei flussi nei porti toscani designati come
‘sicuri’ e il consolidamento di un sistema di governance condiviso con i
territori toscani. L’Osservatorio sociale regionale, ha concluso
l’assessore, svolge in collaborazione con l’Anci Toscana un ruolo
fondamentale in questo senso, offrendo analisi, dati e strumenti a sostegno
delle scelte pubbliche.
Il rappresentante di Anci Toscana, assessore al Welfare del Comune di
Livorno, ha osservato che quello odieno è stato un incontro importante,
utile a fare il punto sulla qualità della convivenza interculturale sul
territorio toscano ed a mettere a fuoco numeri, strategie e buone pratiche.
Occorre rilanciare, secondo l’esponente dell’Anci, la sfida di una società
inclusiva e plurale: sappiamo bene che l’impegno dei Comuni, insieme alla
Regione e al Terzo Settore, è quello di creare sul territorio una rete
diffusa ed efficace per la formazione linguistica e civica, l’inserimento
lavorativo, il diritto alla casa. L’obiettivo è continuare nella sinergia,
consapevoli che l’immigrazione non è un’emergenza, ma una realtà da
governare anche con strumenti innovativi.
Il Rapporto sull’immigrazione in Toscana 2024, presentato nell’occasione,
è uno strumento a sostegno e servizio dei territori e delle
Amministrazioni per sviluppare politiche rispondenti a necessità reali e
individuare piste di lavoro innovative e integrate. Esso evidenzia che la
presenza straniera al 1° gennaio 2024 era di circa 424 mila stranieri
residenti (11,6% della popolazione). Se si conta la presenza di circa 146
mila residenti nati all’estero che hanno ottenuto la cittadinanza italiana,
abbiamo circa 570 mila persone con background migratorio (15,6% della
popolazione). Il trend di lungo e breve periodo evidenzia che il numero di
stranieri residenti è quadruplicato dal 2001 e fino al 2014 gli stranieri
hanno garantito ricambio generazionale a contrasto del progressivo
invecchiamento (la Toscana ha raggiunto il suo massimo storico di 3 milioni
700 mila abitanti). Il recente rallentamento dei flussi migratori ha
riavviato le dinamiche di declino demografico.
Per quanto riguarda la partecipazione al lavoro della popolazione
immigrata, al 2023 gli stranieri occupati in Toscana erano 194 mila (12%
degli occupati e 15% dei lavoratori dipendenti) e dal 2008 gli occupati
stranieri sono cresciuti di 47 mila unità (più 2,7%), a fronte di meno 6
mila tra gli italiani. Persiste la forbice stranieri-italiani nella
disoccupazione, tra gli uomini (8% contro 4%) ma soprattutto tra le donne
(15% vs 5%).
La Regione Toscana, è stato detto durante il convegno, continuerà
l’impegno a supporto dei territori nel mettere a sistema il vasto
patrimonio di conoscenze, competenze e buone pratiche già disponibile, a
partire dall’esperienza dei tanti Enti locali, Istituzioni pubbliche ed
Enti del Terzo settore che in questi anni si sono impegnati per promuovere
un’ accoglienza e un’inclusione reale.
Durante l’incontro, alcune ricercatrici del Dipartimento di Scienze
Politiche e Sociali dell’Università di Firenze hanno presentato il volume
“From the ‘White Paper’ of the Tuscany Region to Replicable Best
Practices in the Reception of Persons in Need of International
Protection” (dal Libro Bianco della Regione Toscana alle buone pratiche
replicabili nell’accoglienza delle persone bisognose di protezione
internazionale, ndr) che nasce da una ricerca condotta nell’ambito di un
progetto europeo di studi comparati, coordinato dall’Università di Granada
e di cui è partner l’Università di Firenze, volto a promuovere lo scambio
di buone pratiche nel settore del lavoro sociale e della mobilità umana in
Europa.
Il volume raccoglie una selezione di esperienze sviluppate in Toscana
nell’ambito dell’accoglienza e dell’integrazione dei migranti, ispirate al
Libro Bianco della Regione Toscana e dell’Anci Toscana nel 2017 con
l’obiettivo di valorizzare modelli efficaci e promuoverne la diffusione in
altri contesti.
Nel volume, hanno affermato le docenti, sono analizzati alcuni progetti
realizzati ed esperienze significative sviluppate nell’ambito
dell’accoglienza e dell’integrazione dei migranti, ispirate al citato Libro
Bianco. Il testo è nato nell’ambito del progetto di ricerca europeo
Horizon ‘Global Social Work and Human Mobility, comparative studies on
Local Government and Good Social Work Practices in the Euro-Mediterranean
Region’, coordinato dall’Università di Granada, ci ha partecipato anche
l’Ateneo fiorentino.
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