(AGENPARL) - Roma, 5 Marzo 2025 - (AGENPARL) – mer 05 marzo 2025 **Appalti pubblici, Giani: “Svolta della Regione per assicurare il
salario minimo di 9 euro”**
**La giunta ha approvato una proposta di legge che prevede valori premiali
per incoraggiare in maniera decisa le ditte che partecipano alle gare
regionali a riconoscere e garantire la paga del salario minimo
/Scritto da Walter Fortini, mercoledì 5 marzo 2025 alle 14:07/**
L’obiettivo è tutelare gli stipendi dei dipendenti delle aziende che
lavorano, in appalto, per la pubblica amministrazione. La giunta regionale
toscana ha approvato una proposta di legge, ora inviata all’esame del
Consiglio regionale, che nell’ambito dei bandi di gara – anche quelli che
riguardano enti strumentali e dipendenti, incluse aziende sanitarie e
società in house – prevede che nella valutazione delle offerte si tenga
conto e si possano attribuire punteggi premiali alle aziende che pagheranno
i propri lavoratori non meno di nove euro lordi l’ora. Uno strumento per
tutelare i salari, ad esempio, delle addette ed addetti alle pulizie o di
chi si occupa di guardiania, portierato e fattorinaggio.
La competenza sui salari è e rimane nazionale: lo impone la Costituzione e
la Regione non può dunque imporre un salario minimo nei bandi di gara
propri o dei suoi enti ed organismi strumentali, dove si deve scegliere e
fare riferimento ad un contratto nazionale o al combinato disposto di una
legge e ad un contratto nazionale. La Regione può però inserire negli
appalti condizioni tecniche e dunque tenere di conto e premiare, nella
valutazione, le aziende che applicheranno ad esempio ai propri dipendenti
un trattamento economico minimo predefinito. Ed è quello che la giunta
regionale si propone appunto di fare, non appena la proposta di legge sarà
auspicabilmente approvata dal Consiglio regionale. La possibilità varrà
chiaramente per i bandi futuri.
A settembre 2024 il Consiglio regionale aveva già approvato una mozione
che impegnava la giunta a verificare che i contratti indicati nelle
procedure di gara prevedessero un trattamento minimo inderogabile pari a
nove euro l’ora. Un segnale politico rivolto al Governo nazionale, che ha
scelto di non istituire il salario minimo.
Per rendere concretamente operativa quella mozione la giunta regionale ha
approvato adesso la proposta di legge che permetterà di premiare, nelle
valutazioni, le aziende che si impegneranno a pagare i propri dipendenti
non meno di quella cifra.
“Di più e diversamente era impossibile fare – commentano con
determinazione il presidente della Toscana Eugenio Giani e l’assessore
Stefano Ciuoffo -. La competenza sui salari è nazionale e un bando di gara
non può derogare le disposizioni della normativa vigente. Il rischio era
l’illegittimità della norma e il conseguente annullamento degli esiti del
bando di gara. Lo possono però fare le aziende che partecipano alla gara,
come loro autonoma scelta, e con questa proposta di legge non abbiamo fatto
nient’altro che incentivarlo, visto che accresce la possibilità di
aggiudicarsi l’appalto”.
Giusto per fare un esempio, numeri alla mano, il personale impiegato nei
servizi di portierato è per lo più inquadrato nei livelli 2° (nel più
alto dei due previsti) e 3° e la Regione nei propri bandi ha scelto il
contratto, per quel tipo di attività e servizi messi a gara, con le
migliori tutele e condizioni economiche, ovvero quello del personale
dipendente da imprese esercenti servizi di pulizia, disinfestazione,
servizi integrati e multiservizi. La retribuzione media per il più alto
dei due livelli 2° è di 8,23 euro lordi all’ora e 8,38 per il livello
3°. La paga oraria del livello 1° (i neossunti, che dopo nove mesi
possono salire di inquadramento) è 7,59 euro lordi all’ora, 7,98 per il
primo livello 2°, 8,82 euro per il livello 4°. I livelli 5° e 6°
superano già nel contratto nazionale i nove euro l’ora.
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