(AGENPARL) - Roma, 29 Gennaio 2025 - Buongiorno a tutti,
è con particolare soddisfazione che sono qui a presentare i risultati dell’attività svolta nel primo anno di operatività dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentari, che ho l’onore di presiedere.
Vorrei innanzitutto salutare e ringraziare il Presidente della Camera Lorenzo Fontana, per la sua partecipazione alla presentazione di oggi, il Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Giovanni Melillo. i componenti della Commissione, le autorità, i parlamentari e gli ospiti presenti.
Mi limiterò a illustrare sinteticamente i punti salienti dell’attività d’inchiesta sin qui svolta, rimandando per un’analisi puntuale alla relazione approvata all’unanimità dalla Commissione nella seduta del 17 dicembre 2024 che ha lo scopo di rendere conto al Parlamento dell’attività svolta dalla Commissione dal settembre 2023, quando si è formalmente costituita, al primo dicembre 2024.
Ricordo che la Commissione, composta da 18 senatori e 18 deputati, nominati rispettivamente dal Presidente del Senato della Repubblica e dal Presidente della Camera dei Deputati, in proporzione al numero dei componenti dei gruppi parlamentari, opera sulla base della legge 53 del 10 maggio 2023 che l’ha istituita con l’obiettivo di svolgere indagini su attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentari, anche con riguardo al ruolo della criminalità organizzata da cui l’importanza della sinergia con le direzioni distrettuali antimafia e alla verifica di eventuali comportamenti illeciti di soggetti pubblici o privati operanti nella gestione del ciclo dei rifiuti da cui potrebbero nascere sviluppi da sottoporre anche all’Organo di giustizia contabile.
Tematiche che spaziano dai traffici illeciti di rifiuti alla gestione dei siti inquinati, dalle attività di bonifica al trattamento dei cosiddetti “rifiuti emergenti” per passare alle attività illecite nel settore agricolo e agroalimentare.
La progressiva affermazione del “made in Italy” agroalimentare anche nei mercati internazionali è infatti andata di pari passo con attività illegali, comprese quelle connesse a forme di criminalità organizzata, che agiscono con operazioni di contraffazione e sofisticazione che sfociano non solo nella messa a rischio dell’integrità dell’ambiente, del territorio e dei prodotti che da esso derivano, ma anche in gravi e concrete ripercussioni nei confronti dei produttori italiani e dei consumatori.
Un altro campo di ampliamento delle attività della Commissione è legato al fenomeno delle zoomafie e alla verifica della corretta applicazione del Titolo IX bis del codice penale, comprendente gli articoli da 544-bis a 544-sexies, in merito ai delitti contro il sentimento per gli animali.
Partendo da questo ampio quadro normativo, la Commissione ha avviato la propria attività esercitando i poteri d’inchiesta che le sono attribuiti ai sensi dell’articolo 82 della Costituzione e della legge istitutiva, intrattenendo anche costanti rapporti con l’autorità giudiziaria.
L’obiettivo è analizzare i complessi fenomeni oggetto d’indagine, identificando eventuali punti critici dell’attuale quadro ordinamentale e operativo per poi sottoporre al legislatore proposte di soluzioni normative che possano prevenire ulteriori danni ambientali e sociali.
Non pretendo di fornire, in questa sede, un quadro esaustivo dell’attività svolta in questo primo anno, vorrei però sottoporre alla vostra attenzione alcuni dati che, credo, potranno darvi un’idea dell’impegno profuso nell’attuare i compiti attribuiti dalla legge.
L’attività di inchiesta propriamente detta si è sviluppata differenziando ambiti di indagine e approfondimenti di carattere tematico o di natura territoriale, secondo linee di indirizzo approvate di volta in volta dall’Ufficio di Presidenza della Commissione, integrato dai rappresentanti dei Gruppi.
Una volta individuate e definite le fattispecie oggetto di inchiesta, la Commissione ha articolato i propri lavori avviando approfondimenti sia attraverso lo svolgimento di audizioni in sede, sia attuando missioni sul territorio, nonché richiedendo e acquisendo la documentazione ritenuta utile, poi depositata nell’Archivio della Commissione, sotto la supervisione del personale della Guardia di Finanza a ciò deputato che ringrazio per la professionalità con cui opera.
Per fornire alcuni dati:
-la Commissione ha svolto presso la propria sede, a Palazzo San Macuto, 71 audizioni, a cui si devono aggiungere 14 audizioni effettuate nel corso delle missioni sui territori presso le locali Prefetture.
Vale la pena di evidenziare come i contenuti di queste audizioni, documentati tramite i resoconti di seduta, contengano dati e testimonianze indispensabili per comprendere l’entità dei fenomeni illeciti ed eventualmente individuare e proporre soluzioni mirate.
Tali contenuti costituiscono un patrimonio conoscitivo di grande valore, che la Commissione mette a disposizione del Parlamento e dei cittadini.
Segnalo anche che le audizioni non si sono svolte solo in forma libera.
La Commissione, nell’esercizio dei propri poteri, ha infatti ritenuto di procedere a 4 audizioni a testimonianza, esaminando persone e soggetti informati dei fatti in qualità di testimoni con le conseguenti responsabilità previste dalla legge penale in caso di falsa testimonianza o reticenza.
Passando alle missioni:
-nel periodo considerato, la Commissione ha effettuato con proprie delegazioni 21 missioni in 8 regioni italiane, nonché una all’estero, nei Paesi Bassi, a fini di studio e confronto con la realtà italiana.
Le missioni rappresentano un fondamentale strumento istruttorio non solo per acquisire cognizione diretta dello stato dei luoghi interessati dall’attività d’inchiesta e interagire con le autorità competenti, ma anche per dialogare direttamente con i cittadini e le associazioni locali.
Infine, solo per dare l’idea della mole di atti che costituiscono la base documentale dell’attività della Commissione, a dicembre 2024 ammontava a quasi 56.000 pagine, oltre alla documentazione già raccolta nelle passate legislature e acquisita dalla Commissione.
Un numero ovviamente in costante aumento parallelamente al procedere dell’attività d’inchiesta.
Un ultimo aspetto di carattere generale che mi preme sottolineare è la fondamentale importanza del supporto istruttorio garantito alla Commissione per il buon esito dell’attività d’inchiesta.
Per questo motivo i componenti della Commissione sono affiancati da consulenti esperti nelle diverse materie trattate, tra cui magistrati, agenti e ufficiali delle forze dell’ordine, esperti universitari e professionisti dell’area tecnico-scientifica che ringrazio per il costruttivo e autorevole apporto.
Nella medesima ottica, la Commissione ha sottoscritto protocolli di intesa con altri enti, tra cui la Fondazione “Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare” e l’Università degli Studi di Bergamo.
Prezioso è stato anche il contributo di ISPRA, mediante il supporto tecnico offerto dalle singole agenzie per la protezione dell’ambiente, nonché dei Ministeri competenti per materia e degli altri enti pubblici di volta in volta coinvolti.
La Commissione ha organizzato anche iniziative di carattere scientifico, convegnistico e di studio.
Cito per esempio il convegno, organizzato dalla Commissione in collaborazione con l’Università di Bologna-Dipartimento Scienze Giuridiche e con Aiga, intitolato ‘Reati ambientali e prospettive di riforma del D,Lgs 231/2001.Giuristi, legislatori e imprese a confronto’, svoltosi il 14 giugno 2024.
Vorrei ora entrare nel merito di alcuni dei fronti d’indagine avviati dalla Commissione, anche in questo caso senza pretesa di esaustività data la natura complessa delle varie inchieste in corso di svolgimento che possono ricondursi a due aree principali:
-quella della gestione dei rifiuti e dei fenomeni illeciti ad essa connessi, ambito di indagine di tradizionale interesse della Commissione;
-quella degli altri illeciti ambientali e agroalimentari, ambito di indagine, come detto, di recente attribuzione;
Nell’ambito della prima area tematica, ricordo che nella seduta del 17 dicembre 2024 la Commissione ha approvato una prima relazione dal titolo “I rifiuti di Roma Capitale e il sito di Malagrotta”, con relatori il sen. De Priamo per la maggioranza e l’on. Simiani per l’opposizione.
Si tratta di una relazione di oltre 400 pagine che fotografa l’attuale situazione del sistema rifiuti di Roma Capitale con particolare attenzione al sito di Malagrotta e i cui dati sono stati elaborati grazie a un’approfondita attività di indagine, nell’ambito di uno specifico ‘filone’ d’inchiesta promosso dalla Commissione nell’autunno 2023.
Parliamo di uno studio analitico, corredato da dati e documenti anche recentissimi, che disegna oggettivamente la super-emergenza che investe la gestione dell’intero ciclo dei rifiuti di Roma Capitale, gestito per il tramite della società controllata AMA SpA.
Sono stati indagati non soltanto i fenomeni illeciti ad esso connessi, e in particolare le occasioni di infiltrazione della criminalità organizzata, ma anche ulteriori profili quantitativi, economici, impiantistici.
Il quadro complessivo emerso è quello di un significativo deficit impiantistico del Comune di Roma e dell’intera regione Lazio rispetto alle necessità di gestione derivanti dai quantitativi di rifiuti prodotti.
Evidenzio come il risultato di tale lavoro, che ho ripercorso solo per sommi capi, sia una relazione ricca di dati e basata su elementi oggettivi, per la quale ringrazio sia i relatori che i consulenti che vi hanno lavorato.
Analisi relative al ciclo dei rifiuti, ai suoi profili impiantistici e alle connesse attività illecite sono materia di ‘filoni’ di approfondimento in altre realtà territoriali, tra cui la Campania, con particolare riguardo alla cosiddetta Terra dei Fuochi, e la Sicilia.
Con riferimento alla Campania, la Commissione si è posta l’obiettivo di fornire un quadro aggiornato degli elementi di criticità tuttora esistenti, tra cui l’esistenza di significativi flussi di rifiuti illecitamente diretti verso altre regioni, in particolare la Puglia, e la verifica dell’inquinamento delle falde acquifere.
Con riferimento alla Sicilia, la Commissione, svolgendo tre diverse missioni, ha acquisito cognizione diretta dello stato delle principali discariche presenti sul territorio regionale, spesso riscontrando situazioni di grave criticità.
Il focus territoriale adottato dalla Commissione non è rivolto solo alla dimensione regionale, ma pone specifica attenzione anche a singole situazioni locali particolarmente problematiche.
Mi riferisco ad esempio al caso relativo alla realizzazione di una discarica in località Riceci, in provincia di Pesaro-Urbino.
È stata svolta una missione sui luoghi e sono state organizzate diverse audizioni, anche testimoniali, per chiarire ragioni e iter amministrativo per realizzare la discarica. Nell’attesa dei relativi sviluppi e mentre i lavori al riguardo proseguono, si può affermare che l’intervento della Commissione è stato determinante per cercare di chiarire i complessi profili della vicenda.
L’attenzione ai profili regionali e locali è stata inoltre affiancata da un ulteriore importante focus sulla dimensione transnazionale dei traffici di rifiuti che hanno portato la Commissione a instaurare, tra l’altro, un dialogo con Europol ed Eurojust.
Per quanto riguarda gli altri illeciti ambientali e agroalimentari i principali approfondimenti avviati riguardano:
–la produzione e la contraffazione di prodotti agroalimentari e agroindustriali su cui sono già state svolte diverse audizioni e avviate alcune attività conoscitive instaurando rapporti con esperti del settore e associazioni di produttori;
–le attività illecite legate al fenomeno delle cosiddette ‘zoomafie’. In questo ambito, la Commissione sta rivolgendo particolare attenzione a diversi reati ad opera di organizzazioni criminali. In particolare, durante una missione in Sicilia, una delegazione della Commissione ha effettuato un sopralluogo in strutture fatiscenti sotto sequestro adibite a stalle per cavalli destinati a corse clandestine.
–la diffusione delle sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) per verificare lo stato dell’arte e la tecnologia attualmente disponibile per una più puntuale individuazione e un corretto smaltimento di queste sostanze;
–le attività illecite nel settore agricolo con riferimento alle condizioni di lavoro in relazione al fenomeno del caporalato. A questo riguardo una delegazione della Commissione ha effettuato alcuni sopralluoghi e audizioni nel territorio di Latina interessata dal fenomeno;
–lo stato di attuazione delle bonifiche in alcuni SIN situati in diverse zone del Paese. A tal fine, una delegazione della Commissione ha svolto un sopralluogo al SIN di Gela iniziando ad acquisire ampia documentazione e a valutare lo stato di avanzamento delle bonifiche avviate.
Mi rendo conto che il quadro fornito non è esaustivo, né può rappresentare la complessità e la vastità dei temi affrontati, spero tuttavia di essere riuscito nell’intento essenziale di comunicare ciò che costituisce il ‘core business’ della Commissione e di spiegare pur a grandi linee l’attività svolta in questo primo anno di operatività.
A distanza di circa un mese dall’approvazione della relazione che ho avuto il piacere di presentare, l’attività d’inchiesta è ovviamente ancora in pieno corso.
L’ufficio di presidenza della Commissione, integrato dai rappresentanti dei gruppi, ha convenuto di avviare un ulteriore filone d’inchiesta riguardante il noto “caso Keu” in Toscana, nonché, prendendo spunto dall’inchiesta appena conclusa su Roma Capitale, un filone d’inchiesta concernente le evidenze critiche e virtuose degli impianti di termovalorizzazione presenti in Italia e in Europa.
Mentre si avvia l’attività d’indagine su questi filoni e si prosegue quella sui filoni già in essere, altri temi d’interesse potranno essere valutati dai membri della Commissione, tra cui quello dei cosiddetti “rifiuti emergenti” derivanti dallo smaltimento degli impianti per la produzione di energia rinnovabile, a cui ho già accennato.
Parallelamente, la Commissione, alla luce delle audizioni e degli incontri effettuati da cui sono emerse lacune normative e in attesa di un’auspicata riforma della complessa disciplina ambientale, ha avviato un’interlocuzione con esperti in diversi settori per elaborare progetti di riforma chirurgici da sottoporre, grazie alle prerogative dei suoi componenti nel ruolo di parlamentari, al Parlamento o al legislatore delegato.