(AGENPARL) - Roma, 26 Ottobre 2026 - "Con il governo Meloni l'Italia è meno sicura. I dati pubblici del ministero dell'Interno indicano che negli ultimi quattro anni i reati sono aumentati di quasi il 5%. Numeri che smentiscono la propaganda del governo e dimostrano che la moltiplicazione dei decreti sicurezza non sta producendo i risultati promessi".
Così Matteo Mauri, deputato e responsabile nazionale Sicurezza del Partito Democratico intervistato questa mattina su Radio24.
"Quanto accaduto domenica scorsa a Milano è stato di una gravità assoluta e lo abbiamo condannato senza ambiguità. Ma è necessario distinguere tra chi manifesta pacificamente per rivendicazioni politiche e contro il caro vita e chi si rende protagonista di devastazioni e violenze. Non si possono confondere le due cose.
Il problema è che il governo continua a rispondere con nuovi reati, pene più alte e decreti securitari, senza affrontare le cause concrete dell'insicurezza. Se questa strategia funzionasse, non ci sarebbe bisogno di varare otto decreti sicurezza dall'insediamento a oggi.
Mancano invece gli investimenti necessari per rafforzare davvero le forze dell'ordine. Le assunzioni effettuate non sono sufficienti nemmeno a compensare pienamente il turnover. Oggi gli organici effettivi di polizia e carabinieri sono inferiori di circa 29mila unità rispetto a quelli previsti, contro una carenza di circa 28mila quando si è insediato il governo Meloni. Significa che il divario è aumentato di altre mille unità.
La conseguenza è che si ricorre ai militari dell'Esercito per svolgere compiti che dovrebbero essere assicurati dalle forze di polizia. I militari fanno con professionalità il proprio lavoro, ma hanno una formazione e funzioni diverse. Noi chiediamo più forze dell'ordine sul territorio, non misure di facciata.
La sicurezza non si garantisce moltiplicando i reati sulla carta, ma attraverso una grande azione di prevenzione e mettendo gli operatori nelle condizioni di prevenire i crimini, presidiare le strade e intervenire. Dopo quattro anni, i risultati del governo Meloni raccontano una realtà diversa dalla propaganda".
Roma, 26 ottobre 2026