(AGENPARL) - Roma, 27 Gennaio 2025 - (AGENPARL) – lun 27 gennaio 2025 Cordialmente,
Ufficio Stampa – Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri
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Comunicato Stampa
ROMA – ANOMALIE ALL’INTERNO DEL SERVIZIO PER LE DIPENDENZE (SER.D.) DEL CARCERE DI REBIBBIA CIRCA LA CONCESSIONE DI BENEFICI PENITENZIARI AI DETENUTI.
IN CORSO LA NOTIFICA DI MISURE CAUTELARI NEI CONFRONTI DI 32 PERSONE
Dalle prime luci dell’alba, circa 300 Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Frascati e dei Comandi dell’arma territorialmente competenti, stanno dando esecuzione, in maniera contestuale, a due ordinanze di custodia cautelare emesse dal G.I.P. del Tribunale Ordinario di Roma, su richiesta della locale Procura della Repubblica, Direzione Distrettuale Antimafia, una unitamente al Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria, nei confronti di 4 soggetti (2 sottoposti agli arresti domiciliari e 2 alla misura interdittiva della sospensione dal pubblico servizio per la durata di un anno), gravemente indiziati, a vario titolo, per i reati di false dichiarazioni o attestazioni in atti destinati all’autorità giudiziaria (art. 374-bis c.p.), falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (art. 479 c.p.), corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio (art. 319 c.p.) e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente (art. 353-bis c.p.).
Nell’ambito delle attività, che hanno interessato diversi quartieri della città di Roma e alcune province sul territorio nazionale (Napoli, Avellino, Viterbo, L’Aquila, Teramo, Imperia e Bergamo) sono stati inoltre notificati 5 avvisi di fissazione di interrogatorio preventivo (ex art. 291 co.1 quater c.p.p.) nei confronti di altrettanti ulteriori indagati (di cui 2 già detenuti per altra causa) ed eseguite complessivamente 44 perquisizioni.
Le investigazioni, avviate nel giugno 2017 e condotte in piena sinergia dai reparti investigativi operanti, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Roma Direzione Distrettuale Antimafia, hanno consentito di sviluppare parallelamente due filoni di indagine, strettamente collegati tra loro.
In particolare, in una prima fase di indagini, poi terminata nel novembre 2020, personale del NIC – Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria ha raccolto gravi elementi indiziari in ordine alle dinamiche delittuose che si celavano dietro ad alcune anomalie riscontrate all’interno della Casa Circondariale di Roma Rebibbia, circa l’illecita concessione di benefici penitenziari ai detenuti (quali la prosecuzione dell’espiazione della pena con misure alternative alla detenzione e meno afflittive, quali il collocamento in comunità terapeutiche). A tal proposito sono stati raccolti gravi elementi indiziari circa l’esistenza, all’interno del Servizio per le Dipendenze (Ser.D.) dell’ASL Roma 2 operante presso la Casa Circondariale di Rebibbia, di un sistema, promosso in particolare da uno psicologo (destinatario di misura cautelare agli arresti domiciliari), finalizzato all’avvio dei detenuti a trattamenti terapeutici funzionali all’ottenimento di misure alternative alla detenzione, basate sulla redazione di mendaci certificazioni attestanti un abuso di stupefacenti/stato di tossicodipendenza o comunque precarie condizioni psicologiche.
In un’occasione è stato anche registrato un episodio di corruzione, consistito nel pagamento allo psicologo della somma di € 1.000,00, da parte di un detenuto, in cambio della redazione – peraltro nei tempi dettati dallo stesso detenuto – di un’apposita relazione psicologica con cui veniva espresso un parere favorevole alla fruizione dei benefici penitenziari.
È stato inoltre ipotizzato e circostanziato il rapporto intrattenuto dallo psicologo con alcuni detenuti – anche per il tramite di alcuni operatori volontari del Ser.D. – finalizzato a rintracciare “nuovi” detenuti da agevolare, con lo scopo di ottenere maggiori compensi in denaro dall’Azienda Sanitaria di riferimento, compensi che venivano erogati sotto forma di retribuzione per le ore lavorative prestate per il contenimento del rischio suicidario dei detenuti.
Gli investigatori del NIC hanno inoltre raccolto gravi indizi di colpevolezza in ordine all’esistenza di un disegno criminoso escogitato dallo psicologo – anche con la complicità di altri professionisti sanitari – diretto a reperire fondi di natura pubblica (circa 100.000,00 euro) tramite una turbata libertà del procedimento di scelta del contraente relativo al bando per un progetto della Regione Lazio denominato “Progetto Sportello”, effettivamente poi assegnato a un’associazione, costituita dai citati operatori volontari del Ser.D. su input dello psicologo. I fondi non sono alla fine mai stati erogati e l’assegnazione del bando è stata revocata a seguito del riscontro di alcune anomalie circa l’organizzazione dell’associazione, ritenuta non “congrua e sostenibile” dal presidente della commissione giudicatrice.
La seconda fase di indagini, avviata dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Frascati nel marzo 2018 è scaturita proprio dal monitoraggio – all’interno del carcere di Roma-Rebibbia – di un detenuto, personaggio di spicco del narcotraffico romano, che si ipotizza, intrattenesse contatti con lo psicologo del Ser.D..
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