(AGENPARL) - Roma, 21 Gennaio 2025 - (AGENPARL) – mar 21 gennaio 2025 PORTA (PD): L’INPS “RATIFICA” L’ELIMINAZIONE DELL’INDENNITÀ DI DISOCCUPAZIONE PER I RIMPATRIATI
Con un messaggio breve ed asettico (ma non poteva essere altrimenti) l’Istituto previdenziale italiano ci ha ricordato che questo Governo con la Legge di Bilancio per il 2025 ha abrogato la legge che prevedeva e disciplinava la concessione dell’indennità di disoccupazione a favore dei nostri connazionali residenti all’estero, lavoratori e lavoratrici, i quali tornano in Italia dopo aver perso il lavoro all’estero.
Il Messaggio n. 184 del 17/01/2025 ci informa che la legge n. 402 del 1975 “Trattamento di disoccupazione in favore dei lavoratori rimpatriati” è disapplicata per le cessazioni del rapporto di lavoro che interverranno a partire dal 1° gennaio 2025 con l’inibizione appunto della procedura che dava la possibilità di presentare le domande di disoccupazione da parte del cittadino e degli Istituti di patronato, riguardanti cessazioni di lavoro intervenute dal 1° gennaio 2025.
La nuova norma ora recepita anche dall’Inps infatti stabilisce che le disposizioni previste dalla legge n. 402 del 1975 – che riconoscevano il trattamento ordinario di disoccupazione (compresi anche gli assegni familiari e l’assistenza sanitaria per se’ e per i familiari a carico) per un periodo di 180 giorni ai lavoratori italiani rimpatriati, nonché ai lavoratori frontalieri, in caso di disoccupazione derivante da licenziamento ovvero da mancato rinnovo del contratto di lavoro stagionale da parte del datore di lavoro all’estero – non si applichino alle cessazioni del rapporto di lavoro intervenute a partire dal 1° gennaio 2025.
Giova quindi ribadire che il Governo ha cancellato l’unica misura di sostegno economico prevista dalla legislazione italiana a favore degli emigrati che rimpatriano e si trovano in una situazione di disagio economico e di difficoltà occupazionale (va infatti rilevato che né l’assegno di inclusione né il supporto per la formazione e il lavoro – i nuovi strumenti post Reddito di cittadinanza – sono accessibili agli italiani che rientrano in quanto i connazionali che rientrano sono ovviamente sprovvisti del requisito di residenza richiesto dalla legge e cioè dei due anni di residenza continuativa in Italia nel periodo immediatamente precedente la presentazione della domanda).
La misura abrogata era stata introdotta con l’obiettivo di sostenere i lavoratori e le lavoratrici che tornano in Italia dopo aver perso il lavoro all’estero, mentre il nuovo intervento mira evidentemente ed esclusivamente a fare cassa penalizzando il mondo dell’emigrazione senza prevedere strumenti di sostegno alternativi.
ON. FABIO PORTA
CAMERA DEI DEPUTATI
Ufficio: Palazzo Valdina
www.fabioporta.com
Tweets by porta2020
https://www.facebook.com/fabioporta.it
https://www.instagram.com/f.porta/
Trending
- Comunicato Stampa 1837/2026 DIGITALmeet 2026. Assessore Giacinti, “L’intelligenza Artificiale è una sfida strategica. Investire su competenze, infrastrutture e imprese per governare l’innovazione
- Alberta, chiuse le urne sul referendum che potrebbe aprire la strada a un voto sulla secessione
- Codice giallo per temporali con rischio idrogeologico/idraulico del reticolo minore
- Vance guarda al 2028: «Se mi candidassi, penso che Trump mi appoggerebbe»
- Biodiversità, il mondo è in ritardo sul 30% di natura protetta entro il 2030
- MILANO, SQUERI (FI): «DEVASTAZIONI VERGOGNOSE, FERMARE I VIOLENTI E GARANTIRE LA SICUREZZA»
- Vance contrario all’Ucraina nella NATO: «Partner degli USA, ma senza un’alleanza formale»
- Magistratura, Varchi: Da toga insulti scomposti a Meloni, CSM valuti provvedimenti
- Artico, Kallas chiede un fronte con USA e Canada per contrastare Russia e Cina
- Ucraina, il Washington Post: manca il via libera USA ai trasferimenti di missili Patriot