(AGENPARL) - Roma, 15 Gennaio 2025 - (AGENPARL) – mer 15 gennaio 2025 **Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano**
Comunicato del 15/01/2025, ore 18:00
Consiglio
Lavori Consiglio: Esposizione delle bandiere, Voto in un comune differente, Direzione amministrativa nelle scuole, Parco naturale dello Stelvio
**Proposte di Süd-Tiroler Freiheit, Team K/Partito Democratico, Team K.**
È ripresa oggi in Consiglio provinciale la trattazione del Ridisciplinare autonomamente l’esposizione delle bandiere sugli edifici pubblici in provincia di Bolzano (presentato dai conss. Zimmerhofer, Rabensteiner, Knoll e Atz Tammerle il 12/01/2024); (inizio trattazione il 07/11/2024 – continuazione), già avviata il . Con la versione emendata, Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) evidenziando che determinate regole sono nazionali e che bisogna guardare al futuro immaginando un’Europa delle Regioni, chiedeva di incaricare la Giunta provinciale di intervenire presso il Governo al fine di ottenere una modifica della legge 5 febbraio 1998, n. 22, e del decreto del Presidente della Repubblica 7 aprile 2000, n. 121, affinché in provincia di Bolzano la disciplina concernente l’esposizione delle bandiere sugli edifici pubblici sia vincolante solo in occasione delle festività statali. In tutte le altre occasioni la Provincia di Bolzano disciplina autonomamente l’esposizione delle bandiere.
Secondo Harald Stauder (SVP) la bandiera non è uno strumento per sottomettere una minoranza, ma è il simbolo di uno Stato. Vero è che si sta cercando una buona soluzione per la provincia; va considerato che ci sono varie iniziative in merito portate avanti anche da altre Regioni. Importante è quindi non portare avanti un’iniziativa come singola provincia, ma muoversi insieme ad altre regioni con storia e consapevolezza simili.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), cofirmatario, ha detto che nelle parole di Stauder ravvisava poco coraggio, e chiarito che si deve poter dire che non ci si identifica con una bandiera. L’Alto Adige si sente una piccola Europa e deve osare di più. Per esempio, non è necessaria l’esposizione di una bandiera nazionale in occasione delle sedute comunali, o esporre la bandiera italiana quando se ne espongono altre di nazioni diverse.
Invitando a un confronto oggettivo, il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha evidenziato che gli stati in Europa hanno le proprie regole, e che non solo l’Italia espone la propria bandiera in determinate giornate e festività. Da un po’ di tempo egli si muove con altre Regioni per cercare di ampliare le norme statali, in modo per esempio da poter esporre la bandiera provinciale in certe occasioni. In questo senso si era già mossa anche la Regione Veneto, ma le era stato risposto che non si poteva muovere autonomamente. Lo stesso Stato però potrebbe dire “nei giorni di festa esponete la bandiera italiana, negli altri giorni ciò che volete”. Per questo si lavorerà nella Conferenza Stato-Regioni, e quindi non è opportuno approvare il voto. Zimmerhofer si è detto disponibile a una sospensione della proposta, chiedendo però informazioni sulla tempistica il presidente Kompatscher ha chiarito che entro 6 mesi si saprà se la proposta verrà presentata. Il proponente ha quindi sospeso il voto.
Di seguito, Paul Köllensperger (Team K) ha presentato il Garantire il diritto di voto attraverso la possibilità di esercitarlo in un comune differente da quello di iscrizione nelle liste elettorali (presentata dai conss. Köllensperger, Ploner A., Ploner F., Rieder e Repetto il 08/02/2024), cofirmata dal Partito Democratico, al fine di sollecitare Parlamento e Governo ad approvare in tempi congrui la legge che delega il Governo in materia di esercizio del diritto di voto, per promuovere una riforma volta ad introdurre, nel rispetto dell’art. 48, comma 2, Cost., delle modalità per l’esercizio del diritto di voto in un Comune diverso da quello di iscrizione nelle liste elettorali in occasione delle elezioni politiche, delle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo e dei referendum ex art. 75 e 138 Cost. Köllensperger ha ricordato che per le Europee dello scorso anno la presidente Meloni aveva previsto che gli studenti fuori sede potessero votare laddove si trovano: un precedente che dimostra che questo è possibile dal punto di vista tecnico. Estendere questa possibilità sarebbe auspicabile in un periodo in cui sempre meno persone vanno a votare.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha accolto la proposta “perché tutto ciò che facilita il voto e la democrazia trova il nostro consenso”. Ora si è come al censimento dell’anno zero, quando tutti dovevano tornare al luogo di residenza: una modalità arcaica; le nuove tecnologie permettono diverse soluzioni.
Sandro Repetto (Partito Democratico – PD – Demokratische Partei) ha ricordato l’esperienza dell’immigrato che nel film “Bianco, rosso e Verdone” rientrava dalla Germania a Roma, e chiarito che quello del voto a distanza è un processo innovativo che sollecita anche le giovani generazioni a partecipare ed essere protagoniste. In questo modo si osteggia anche l’astensione che sta minacciando il sistema democratico.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha sostenuto la proposta, ma messo in guardia dal far votare in Alto Adige persone che vengono da altre regioni. Altra cosa è il voto per corrispondenza, inviando il proprio voto al Comune di appartenenza. Tuttavia, nessuno può garantire che questo voto venga anche conteggiato: anche in Austria le poste austriache non sono state in grado di inviare la scheda elettorale in tempi utili. Bisogna tutelarsi dalle manipolazioni, e il voto come presentato rappresenta un pericolo per la provincia.
L’ass. Marco Galateo (Fratelli d’Italia) ha chiarito che è positivo voler ampliare l’esperienza di voto, tuttavia per un Comune può essere problematico organizzare il regolare svolgimento del voto se non sanno quanti elettori in più arriveranno. Già ora ci sono delle possibilità di voto in un Comune diverso, previa comunicazione, in casi riguardanti per esempio per le forze dell’ordine. Egli voterà contro.
Secondo il presidente della Provincia Arno Kompatscher il problema rilevato da Knoll è di facile superamento, perché le persone da fuori provincia voterebbero i candidati della relativa regione, non quelli dell’Alto Adige; ci sono però pesanti oneri di tipo amministrativo, e bisogna chiedersi se ne vale la pena. Si vuole andare in un’altra direzione, offrendo la possibilità di votare online: il voto digitale permetterebbe di votare da casa o da una sede istituzionale, senza problemi di registrazione o di conteggio. Esiste già l’identità digitale, e le leggi esistenti lo permettono, anche se serve un regolamento d’esecuzione. Il censimento linguistico è stato svolto in parte, per la prima volta, online, ed egli si augura che a breve si possa anche votare online. In merito, ci si confronta anche con il Garante per la privacy. Il voto attuale non è accoglibile, ma sarebbe bello essere la prima regione in Italia a introdurre un sistema come questo. Köllensperger si è rallegrato di questo proposito, ritenendo complicata l’eventuale forma ibrida. Quanto detto da Kompatscher, tuttavia, non contraddice il voto, che si rivolge al Governo. Ha ribadito che è difficile convincere i ragazzi, nativi digitali, a fare tanti km per tornare a casa per votare, e ricordato l’esperienza di voto fuori sede alle ultime europee. Messo in votazione, il voto è stato respinto con 20 no e 12 sì.
Alex Ploner (Team K) ha quindi illustrato la Scuola: separare la direzione didattica da quella amministrativa e istituzionalizzare i vertici sull’istruzione (presentata dai conss. Ploner A., Köllensperger, Rieder e Ploner F. il 19/12/2024), emendata, con la quale chiedeva di impegnare la Giunta provinciale a rafforzare il decentramento dell’amministrazione scolastica attraverso: (1) un opportuno e funzionale raggruppamento dei processi amministrativi a livello comprensoriale, previa assegnazione di personale con adeguata qualifica funzionale; (2) un miglioramento dello status dei collaboratori e delle collaboratrici delle segreterie scolastiche sulla base del contratto di comparto entrato in vigore il 1° gennaio 2025; (3) una formazione mirata dei collaboratori e delle collaboratrici; (4) una consulenza centralizzata da parte delle direzioni scolastiche e dei servizi competenti (ad esempio appalti, informatica, ecc.). Non è possibile che i dirigenti scolastici debbano occupare il 70-80% del loro tempo con compiti amministrativi, ha detto Ploner, perché essi devono interessarsi della scuola e rapportarsi con insegnanti, alunni e famiglie. Ci sono scuole di grandi dimensioni con una contabilità imponente, e i dirigenti scolastici, che spesso a loro volta delegano a insegnanti, non sono formati per questi compiti. Giusto è stato dare l’autonomia alle scuole, ma che ogni scuola debba ordinarsi la propria carta igienica non ha più senso: bisogna ripensare l’intero sistema e offrire un supporto, il nuovo contratto di comparto offre possibilità a questo scopo. Il consigliere ha sollevato inoltre il problema dei ritardi nell’utilizzo del fondi PNRR.
Brigitte Foppa (Grüne Fraktion – Gruppo verde – Grupa vërda) ha ricordato una mozione analoga del proprio gruppo presentata nel 2022: dal confronto con le scuole era emerso che così non si poteva andare avanti, anche perché il processo digitale era stato introdotto in parallelo a quello analogico, causando un doppio lavoro. Un grande desiderio espresso dalle scuole era un ufficio di consulenza. La proposta di una dirigenza scolastica e una amministrativa, tuttavia, non aveva ricevuto un grande consenso. Il Gruppo verde sosteneva la mozione.
Maria Elisabeth Rieder (team K), cofirmataria, ha ricordato l’approfondimento del tema nella scorsa legislatura, l’audizione degli insegnanti e le richieste espresse nel 2020 dai sindacati, inserite nella mozione: per esempio, un congruo stipendio alle segretarie che si occupano delle questioni amministrative. È necessario promuovere una formazione del personale esistente, che va pagato meglio e deve poter fare carriera.
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