(AGENPARL) - Roma, 19 Settembre 2024 - (AGENPARL) – gio 19 settembre 2024 (ACON) Trieste, 19 set – “Non approvare la richiesta che anche
il Friuli Venezia Giulia presenti richiesta di referendum
abrogativo della legge sull’autonomia differenziata, da parte di
questa Maggioranza politicamente affratellata al Governo
nazionale, ? una banale dimostrazione della fedelt? dei ranghi
regionali ai suoi capitani nazionali. Ma tant’?, il referendum si
far?, io ne sono convinta, e intanto gi? fioccano i ricorsi delle
Regioni perch? sia riconosciuta l’illegittimit? costituzionale
dell’accozzaglia di norme che ha come testimonial il ministro
Calderoli”.
Lo dichiara in una nota la consigliera regionale Serena
Pellegrino, esponente di Alleanza Verdi e Sinistra, dopo il voto
con cui la Maggioranza consiliare ha cassato la proposta delle
Opposizioni di far presentare al Friuli Venezia Giulia la
richiesta di referendum abrogativo della norma sull’autonomia
differenziata, come gi? fatto da altre Regioni.
Spiega Pellegrino: “Questa legge non ? un favore che Fratelli
d’Italia fa regalando l’autonomia alla Lega pur di ottenere il
premierato. Questa legge, nel combinato disposto proprio con il
premierato, metter? a sistema istituzionale il divide et impera
di antica memoria, dove le Regioni, quelle pi? ricche si intende,
si dedicheranno pi? che alla legislazione di rilevanza politica
all’amministrazione di una montagna di denaro che non sapranno
dove destinare, promuovendo prebende piuttosto che servizi”.
“La previsione che si innesta sugli 11 articoli della legge
Calderoli – segnala la consigliera di Avs – ? pessima. Dopo aver
negoziato tra un intrigo di Palazzo e l’altro, con la regia sulla
formazione delle intese pressoch? esclusiva del presidente del
Consiglio dei ministri e dei ministeri, le Regioni che avranno
ottenuto autonomie differenziate metteranno all’opera tanti
Parlamentini che avranno molto potere di legiferare ognuno per il
proprio orticello. Anzi, diventer? normale quella logica della
concorrenza, che ormai ha segnato il passo anche nelle
istituzioni, perch? ogni regione cercher? di ‘far fuori’ quella
vicina travalicando ogni principio di cooperazione e
sussidiariet?”.
“Intanto – conclude Pellegrino – il Parlamento sar? ulteriormente
esautorato dal suo ruolo principale legislativo e di organo di
controllo del potere esecutivo e nel futuro produrr? leggi che
non saranno uguali per tutti, ma solo per le Regioni che
resteranno a regime ordinario. Chi non si accorge di questo, o ?
in malafede oppure ? fagocitato dalla propaganda”.
ACON/COM/rcm
191831 SET 24
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