(AGENPARL) - Roma, 2 Agosto 2024 - (AGENPARL) – ven 02 agosto 2024 In ra
IL MERCATO DEL LAVORO DIPENDENTE
NELL’ECONOMIA DEL MARE
Focus sulle principali dinamiche
occupazionali e sulle specializzazioni
produttive in Veneto
Luglio 2024
Focus 12 | 2024
Report realizzato dall’Osservatorio regionale Mercato del Lavoro
A cura di Laura Mulas, Veneto Lavoro
(Il report è stato chiuso con le informazioni disponibili a fine giugno 2024)
VENETO LAVORO
Osservatorio regionale Mercato del Lavoro
Via Ca’ Marcello, 67b
30172 – Venezia Mestre
www.venetolavoro.it
Introduzione
Il mare è da tempo considerato una risorsa con enormi potenzialità per lo sviluppo economico di un Paese,
in quanto la sua presenza in un territorio costituisce un fattore di crescita in grado di alimentare i processi
produttivi che persistono non solo sulla costa, ma anche nelle zone più interne, facendo leva su una lunga
catena di attività economiche1. In questi termini, l’economia del mare rappresenta un sistema produttivo
integrato di diverse filiere, qui di seguito sinteticamente elencate2:
? Filiera ittica: comprende le attività di pesca, di lavorazione del pesce e di preparazione di piatti a
base di pesce, incluso il relativo commercio all’ingrosso e al dettaglio;
? Filiera della cantieristica navale: fa riferimento alle attività di costruzione di imbarcazioni da diporto
e sportive, cantieri navali in generale e di demolizione, di fabbricazione di strumenti per
navigazione e, infine, di installazione di macchine e apparecchiature industriali connesse;
? Filiera delle estrazioni marine: riguarda le attività di estrazione di risorse naturali dal mare, come
ad esempio il sale, il petrolio e gas naturale con modalità off-shore;
? Filiera del trasporto marittimo di merci e passeggeri: fa riferimento a tutte le attività di trasporto
via acqua di merci e persone, sia marittimo che costiero, unitamente alle relative attività di
assicurazione e di intermediazione degli stessi trasporti e servizi logistici;
? Filiera dei servizi di alloggio e ristorazione: sono ricomprese tutte le attività legate alla ricettività,
di qualsiasi tipologia (alberghi, villaggi turistici, colonie marine, ecc.) e quelle chiaramente relative
alla ristorazione, compresa ovviamente anche quella su navi;
? Filiera delle attività sportive e ricreative: ricomprende le attività connesse al turismo nel campo
dello sport e divertimento, come i tour operator, guide e accompagnatori turistici, parchi tematici,
stabilimenti balneari e altri ambiti legati all’intrattenimento e divertimento (discoteche, sale da
ballo, sale giochi, ecc.);
? Filiera della ricerca, regolamentazione e tutela ambientale: include le attività di ricerca e sviluppo
nel campo delle biotecnologie marine e delle scienze naturali legate al mare più in generale,
assieme alle attività di regolamentazione per la tutela ambientale e nel campo dei trasporti e
comunicazioni. Inoltre, in questo settore sono presenti anche le attività legate all’istruzione
(scuole nautiche, ecc.).
L’Italia, grazie alla sua conformazione geografica particolarmente favorevole per l’economia del mare,
possiede notevoli potenzialità di sviluppo che le consentono di avere un ruolo fondamentale anche
all’interno dell’Unione Europea, area in cui l’economia del mare risulta essere un ambito in progressiva
espansione. Secondo l’ultimo report diffuso dalla Commissione Europea “The EU Blue Economy Report
2024” con i dati riferiti al 2021, oltre il 70% del valore aggiunto lordo dell’intera economia del mare e il 67%
degli occupati di questo settore sono riconducibili unicamente da cinque dei 27 stati membri, quali (in
ordine di importanza) Germania, Francia, Spagna, Italia e Paesi Bassi3. Il Veneto, in questo frangente,
Il concetto di economia del mare deriva dalla più ampia nozione di “Economia Blu” (o Blue Economy), la quale fa riferimento ad
un modello di business sostenibile che ha l’obiettivo di generare un impatto positivo di lungo periodo in relazione alla salute di
mari, oceani, laghi e fiumi, attraverso soluzioni innovative. Nel corso degli anni, la letteratura sul tema, così come le organizzazioni
internazionali nate per monitorare i progressi, si sono focalizzate prevalentemente nell’analisi delle attività legate agli oceani e
ai mari, cercando di diffondere questa visione di economia a tutti i Paesi del mondo. Le difficoltà insite nell’adozione di politiche
condivise tra tutti gli Stati ha portato l’Unione Europea a produrre annualmente dei report di monitoraggio (The EU Blue Economy
Report), mediante i quali trasmettere delle linee guida per i Paesi membri in riferimento alle attività produttive legate agli oceani.
2 Per la definizione delle filiere si fa riferimento al Report nazionale sull’economia del mare. Cfr. Infomare-Ossermare (2024), “XI
Rapporto Economia del Mare 2023” e precedenti, www.unioncamere.gov.it
3 Rispetto all’ultimo aggiornamento disponibile relativo al 2021, il valore aggiunto lordo dell’intera economia del mare è pari a
171,1 miliardi di euro, mentre la quota complessiva degli occupati coinvolti ammonta a 3,59milioni. Crf. Commissione Europea
(2024), “The EU Blue Economy Report”, https://oceans-and-fisheries.ec.europa.eu
fornisce un contributo importante al nostro Paese, soprattutto, come si vedrà, grazie alle sue rilevanti
specializzazioni produttive.
Il sistema dell’economia del mare, oltre ad essere un motore di crescita economica, possiede importanti
potenzialità anche nella creazione di posti di lavoro. In primo luogo, l’impatto positivo sull’occupazione è
direttamente connesso alla presenza di settori molto diversificati che coinvolgono una lunga catena di
attività produttive situate non per forza solo nei territori marittimi; in secondo luogo, i benefici risiedono
anche nella capacità di generare occupazione in quegli ambiti professionali legati ai trend emergenti nel
mercato del lavoro, quali l’innovazione tecnologica, la ricerca scientifica e le energie rinnovabili, che
risultano essenziali per il perseguimento di uno sviluppo sostenibile. Da questa prospettiva, difatti, il
concetto di economia del mare fa riferimento non solo alla ricchezza economica prodotta da parte di un
certo tipo di attività produttive, bensì la sua interpretazione va estesa anche ad un preciso modello di
sviluppo che pone al centro i temi della sostenibilità, della tutela ambientale e le prassi di valorizzazione
e protezione dell’ecosistema marino e terrestre.
L’obiettivo di questo focus è quello di analizzare il fenomeno dell’economia del mare del Veneto da una
prospettiva occupazionale, al fine di fornire un contributo volto ad arricchire il quadro conoscitivo sulle
caratteristiche di questo sistema produttivo, delle imprese e del suo impatto nel mercato del lavoro
dipendente nei territori maggiormente interessati. Nello specifico, l’intento di questo studio è quello di
indagare in chiave esplorativa le dimensioni della domanda di lavoro nell’ambito dell’occupazione
dipendente e le rispettive dinamiche, facendo emergere le principali caratteristiche dei rapporti di lavoro,
congiuntamente alle peculiarità produttive delle imprese e le specializzazioni territoriali.
Sulla base di questa impostazione, l’attenzione viene posta su tre aspetti principali, ad ognuno dei quali è
stata dedicata una sezione del report. La prima parte fa riferimento all’analisi dell’impatto dell’economia
del mare nella regione Veneto, mediante le informazioni sull’occupazione e sulle imprese contenute
nell’ultimo report nazionale sull’economia del mare4; saranno inoltre approfonditi in questa sezione i
profili imprenditoriali delle aziende situate in Veneto e operanti nelle rispettive filiere attraverso i dati del
Registro Imprese, forniti dal sistema informativo di InfoCamere. La seconda parte di questo report è
incentrata sulla ricognizione (dettagliata) del mercato del lavoro dipendente nell’economia del mare, con
i dati del Silv (Sistema Informativo Lavoro Veneto) in merito alle caratteristiche e alle dinamiche della
domanda di lavoro riferita alle assunzioni, cessazioni e ai saldi occupazionali dei rapporti di lavoro originati
dal flusso delle Comunicazioni Obbligatorie. Infine, nell’ultima parte di questa disamina saranno messe in
evidenza alcune specificità produttive e territoriali del Veneto, attraverso un’analisi più approfondita delle
imprese e dei comparti che compongono la filiera ittica e quella del trasporto marittimo, nonché i rapporti
di lavoro stipulati nell’ambito dell’occupazione dipendente e le relative dinamiche della domanda di
lavoro.
Vista la complessità del tema, per agevolare e supportare la lettura dei dati è stata inserita una premessa
metodologica in cui vengono esplicitati le fonti dati di riferimento e i criteri utilizzati per l’analisi e
mediante i quali si è definito il perimetro di osservazione dell’economia del mare, sia in termini di confini
territoriali che settoriali.
4 Cfr.
Infomare-Ossermare, op. cit.
Premessa metodologica: definizione del perimetro di osservazione e modalità di analisi dei dati
Per individuare al meglio le aziende e i lavoratori che operano prevalentemente in questo ambito
produttivo è stato necessario delimitare l’analisi del mercato del lavoro ai territori maggiormente
interessati e alle aziende che svolgono attività produttive legate al ‘sistema mare’. Pertanto, i criteri
utilizzati in questo focus sono finalizzati a circoscrivere, da un lato, tutte le attività economiche che
definiscono i singoli comparti delle filiere produttive interessate, e dall’altro, i territori che possono
ragionevolmente includere le imprese che operano all’interno di questi comparti. Al fine di impostare
parametri che siano il più possibile oggettivi, l’individuazione del perimetro di osservazione segue la
metodologia utilizzata nei report nazionali di monitoraggio sull’economia del mare5.
Sul versante delle attività economiche appartenenti al sistema mare, a partire dalle informazioni
disponibili è stato realizzato un elenco di codici Ateco6 che rappresentasse al meglio le caratteristiche
produttive della regione Veneto. Ogni codice selezionato è stato poi raggruppato all’interno delle filiere
presenti nel territorio, sulla base della classificazione utilizzata a livello internazionale dall’Unione
Europea7. Si tenga presente che l’elenco dei codici Ateco così impostato ha permesso non solo di
individuare le filiere dell’economia del mare maggiormente diffuse nel Veneto, ma di distinguere anche al
loro interno i comparti produttivi più specializzati.
Figura 1 – Veneto. I comuni litoranei e costieri considerati per l’analisi dell’economia del mare
Fonte: ns. elaborazione su dati Infomare – Ossermare (2024)
Per quanto riguarda i limiti territoriali sono stati presi in considerazione tutti i comuni che confinano con
il mare – definiti comuni litoranei – e quelli che hanno almeno metà della loro superficie entro 10 km dalla
costa – comuni costieri –. In totale, i comuni che rientrano nel perimetro dell’economia del mare sono 38,
dei quali, 27 rientrano nella provincia di Venezia, 6 in quella di Rovigo e 5 in quella di Padova (fig. 1).
5 Cfr.
Infomare-Ossermare (2024), op. cit.
L’elenco dettagliato di questi codici Ateco è stato inserito in appendice al report.
7 Commissione Europea (2024), op. cit.
Le elaborazioni presentate fanno riferimento a due fonti statistiche principali e per ognuna di essa sono
stati applicati gli stessi criteri metodologici sopra esplicitati (dove consentito sulla base della disponibilità
delle informazioni aggregate al livello di dettaglio utilizzato). Nello specifico, i dati del Silv (Sistema
Informativo Lavoro Veneto) hanno consentito di esaminare le caratteristiche e le dinamiche dei rapporti
di lavoro dipendente dal lato della domanda di lavoro; per quanto riguarda i profili imprenditoriali8 e gli
addetti delle aziende, le informazioni sono state ricavate dal sistema informativo delle Camere di
Commercio, che contiene i dati (in forma aggregata) presenti nel Registro Imprese, aggiornati
quotidianamente9.
1. L’impatto dell’economia del mare in Veneto e i profili imprenditoriali più diffusi
Secondo i dati disponibili presentati nell’ultimo Rapporto nazionale sull’economia del mare e riferiti al
2022 (graff. 1/2), in Veneto l’incidenza delle imprese che operano in questo ambito produttivo è pari al
3,1% del totale, una quota di poco inferiore alla media nazionale (3,8%) che colloca il Veneto al dodicesimo
posto della classifica delle regioni italiane. Il peso degli occupati risulta anch’esso in linea con quanto
osservato per le imprese e si attesta al 2,6% (Italia 3,6%).
Graff. 1/2 – Italia. Incidenza delle imprese e degli occupati dell’economia del mare sul totale delle regioni. Anno 2022
Occupati
Valle d’aosta
Umbria
Trentino-Alto Adige
Piemonte
Lombardia
Molise
Basilicata
Veneto
Emilia-Romagna
Italia
Toscana
Friuli-Venezia Giulia
Puglia
Abruzzo
Calabria
Lazio
Marche
Sicilia
Liguria
Sardegna
Lombardia
Piemonte
Umbria
Valle d’aosta
Abruzzo
Italia
Toscana
Emilia-Romagna
Veneto
Puglia
Friuli-Venezia Giulia
Calabria
Lazio
Sardegna
Sicilia
Marche
Campania
Liguria
Molise
Basilicata
Trentino-Alto Adige
Imprese
Fonte: ns. elaborazione su dati Infomare – Ossermare, XI Rapporto Nazionale sull’Economia del Mare
Sulla base di questi dati, ad un primo impatto l’economia del mare del Veneto sembra ricoprire un ruolo
marginale nel contesto produttivo regionale, specialmente se paragonato ad altre regioni italiane come
Liguria, Sardegna e Sicilia, che godono di un territorio litoraneo e costiero più esteso, e più favorevole allo
sviluppo delle attività legate al mare. Esistono, infatti, molteplici fattori che combinati tra loro
contribuiscono a spiegare il motivo per cui le imprese dell’economia del mare in Veneto rappresentino
una parte limitata del tessuto produttivo. In primo luogo, va sicuramente tenuto in considerazione il fatto
che dal punto di vista geografico lo spazio disponibile per lo sviluppo di attività legate al mare è limitato
ad una linea costiera relativamente breve (rispetto ad altre regioni italiane). In secondo luogo, ulteriori
ragioni vanno anche ricondotte alla struttura economica prevalente – tradizionalmente caratterizzata
dalle attività manifatturiere – e allo sviluppo del turismo costiero, il quale, nonostante rappresenti una
parte significativa delle attività dell’economia del mare, è legato in modo particolare alla città di Venezia
I dati sul numero delle imprese fanno riferimento alle aziende che hanno la sede legale in Veneto e che risultano iscritte nel
Registro Imprese delle Camere di Commercio (risultano quindi escluse le imprese che hanno la propria sede al di fuori del
territorio regionale).
9 Tutte le informazioni sulle imprese sono state estratte attraverso l’interfaccia di navigazione Parix Analitycs di Infocamere a
disposizione di Veneto Lavoro. I dati riportati nelle elaborazioni fanno riferimento al 18 giugno 2024, data di ultima consultazione.
che, rispetto al complessivo territorio regionale, costituisce solo una delle varie mete presenti e legate a
più tipologie di turismo10.
Inoltre, nonostante il ridotto apporto dell’economia del mare in Veneto in termini di numerosità delle
imprese e di occupati, è importante sottolineare la presenza di alcune specializzazioni produttive in tale
ambito che conferiscono alla regione un ruolo di rilievo a livello nazionale. Difatti, come si vedrà nel
dettaglio nell’ultima sezione del report, le province di Venezia e di Rovigo sono tra le prime in Italia per il
numero di imprese e il relativo grado di specializzazione della filiera ittica, la quale si sviluppa
principalmente nel segmento delle attività del settore primario (pesca e acquacoltura); l’economia del
mare veneziana, inoltre, emerge per il suo livello di specializzazione nel comparto del trasporto marittimo
di merci e passeggeri.
Il sistema dell’economia del mare della regione è composto da 14.734 imprese, delle quali la quasi totalità
è situata nei territori appartenenti alla provincia di Venezia (11.862 imprese), mentre nelle zone del
rodigino se ne contano 2.552 (tab. 1.1). La provincia di Padova, dunque, è quella che coinvolge un numero
piuttosto marginale di imprese legate al sistema mare (320 aziende) e per tal motivo, nelle elaborazioni
presentate si è optato per dare maggiore evidenza ai territori delle province che forniscono un apporto
più rilevante. Complessivamente, le filiere più sviluppate sono tre: al primo posto emergono per
numerosità le imprese dei servizi di alloggio e ristorazione (8.085, il 55% del totale) e a seguire si
distinguono le imprese della filiera ittica (3.497, il 24%) e del trasporto marittimo di merci e passeggeri
(1.376, il 9%).
L’incidenza di queste attività produttive nelle aree considerate è piuttosto significativa, e ciò conferma
che il sistema mare assume un ruolo fondamentale per lo sviluppo economico di questi territori. Nei
comuni veneziani il peso delle imprese dell’economia del mare si attesta al 20% del totale, mentre in quelli
rodigini questa quota sale al 38%. Per quanto riguarda la distribuzione in base alla tipologia delle filiere
(graf. 3), nella provincia di Venezia si riscontra un importante presenza della filiera dei servizi di alloggio
e ristorazione (il 63% del totale) e a seguire di quelle relative al comparto ittico (12%) e al trasporto
marittimo di merci e passeggeri (11%). Nei territori della provincia di Rovigo, risulta evidente la prevalenza
di imprese che operano nel comparto ittico (il 77% del totale).
Tab. 1.1 – Veneto. Incidenza delle imprese dell’economia del mare sul totale delle imprese dei territori per provincia di
appartenenza e tipologia di filiera. Stock al 18 giugno 2024
Imprese economia del mare
Totale
di cui:
Territori in prov.
Territori in
di Venezia
prov. di Rovigo
Totale
Filiere produttive
Filiera ittica
Estrazioni marine
Cantieristica navale
Trasporto marittimo di merci e passeggeri
Alloggio e ristorazione
Ricerca, regolament. e tutela ambientale
Attività sportive e ricreative
Incid. % sul totale imprese
Territori in prov.
di Venezia
Territori in
prov. di Rovigo
14.734
11.862
2.552
3.497
1.376
8.085
1.476
1.349
7.453
1.976
Fonte: ns. elaborazioni su dati InfoCamere, Registro Imprese
Per approfondire le caratteristiche del settore turistico in Veneto si rimanda a Veneto Lavoro (2023), “La domanda di lavoro
nel settore turistico”, Misure/118 www.venetolavoro.it
Graf. 3 – Veneto. Economia del mare. Distribuzione delle imprese in base alla tipologia di filiera e
per provincia di appartenenza. Stock al 18 giugno 2024
Filiera Ittica
Trasporto marittimo di merci e passeggeri
Ricerca, regolamentazione e tutela ambientale
Cantieristica navale
Servizi di alloggio e ristorazione
Attività sportive e ricreative
Territori in prov. di Rovigo
Territori in prov. di Venezia
Fonte: ns. elaborazioni su dati InfoCamere, Registro Imprese
Sotto il profilo imprenditoriale in linea generale emerge che il tessuto produttivo è rappresentato in
prevalenza da ditte individuali poco strutturate e con un numero di addetti piuttosto limitato, seppure
con alcune peculiarità rispetto alle diverse filiere presenti nel territorio. Osservando i dati più nel dettaglio
(tabb. 1.2 e 1.3), si rileva che il 47% delle sedi di impresa è rappresentato da ditte individuali che, nella filiera
ittica raggiungono il 72% del totale; 3.984 sedi di impresa sono società di persone, mentre le società di
capitale ammontano a 3.519 ed entrambe queste tipologie si concentrano prevalentemente nei servizi di
alloggio e di ristorazione. Rispetto alle dimensioni in base alla classe di addetti (tab. 1.4), il 74% delle sedi
di impresa possiede tra 1 e 9 addetti, mentre un altro 17% ne è privo. Delle imprese senza addetti, poco
meno della metà appartiene ai servizi di alloggio e ristorazione (1.096 imprese), mentre per la filiera del
trasporto marittimo di merci e passeggeri, la quasi totalità delle attività produttive (1.090 imprese)
possiede tra 1 e 9 addetti.
Tab. 1.2 – Veneto. Economia del mare. Distribuzione delle imprese per tipologia e localizzazione territoriale. Stock al 18
giugno 2024
Totale
economia del mare
di cui:
Territori in prov. di
Venezia
Territori in prov. di
Rovigo
Totale
14.734
11.862
2.552
Ditte Individuali
Società di persone
Società di capitale
Altre forme
6.905
3.984
3.519
4.734
3.631
3.241
2.000
Fonte: ns. elaborazioni su dati InfoCamere, Registro Imprese
Tab. 1.3 – Veneto. Economia del mare. Distribuzione delle imprese per tipologia e principali filiere produttive. Stock al 18
giugno 2024
Totale
(di cui)
Filiera ittica
Cantieristica navale
Trasporto Marittimo
Alloggio e ristorazione
Attività sportive e ricreative
Ditte individuali
Società di persone
Società di capitale
Altre forme
Totale
6.905
3.984
3.519
14.734
2.532
2.788
2.997
2.263
3.497
1.376
8.085
Fonte: ns. elaborazioni su dati InfoCamere, Registro Imprese
Tab. 1.4 – Veneto. Economia del mare. Distribuzione delle imprese per classe di addetti e principali filiere produttive. Stock
al 18 giugno 2024
Totale
Economia del mare
Totale
(di cui)
Filiera ittica
Cantieristica navale
Trasporto Marittimo
Alloggio e ristorazione
Attività sportive e ricreative
Senza
addetti
(di cui)
1-9 addetti
10-19 addetti
Totale
Incid. %
0-19 addetti imprese senza
addetti sul
totale
14.734
2.577
10.885
14.375
3.497
1.376
8.085
1.096
2.589
1.090
6.037
3.461
1.334
7.858
Fonte: ns. elaborazioni su dati InfoCamere, Registro Imprese
2. Le dinamiche e le caratteristiche del lavoro dipendente
Come osservato attraverso i dati, il tessuto imprenditoriale di questo ambito produttivo appare frammentato
e costituito prevalentemente da imprese che annoverano una quota piuttosto limitata di addetti.
L’individuazione dei confini dell’economia del mare all’interno del mercato del lavoro dipendente11 ha fatto
emergere una domanda di lavoro trainata da specifici comparti produttivi e che risulta caratterizzata da una
presenza selettiva all’interno delle attività che compongono le filiere maggiormente diffuse.
2.1 La domanda di lavoro e la dinamica occupazionale nei territori dell’economia del mare
Prima di osservare nel dettaglio le caratteristiche della domanda di lavoro dell’economia del mare e il suo
impatto nel mercato del lavoro dipendente, è opportuno analizzare come si configura il mercato del
lavoro nel suo insieme nei territori interessati. Nel 2023, all’interno del perimetro territoriale che definisce
l’economia del mare si rilevano complessivamente 212.030 assunzioni, buona parte delle quali – in ragione
delle dimensioni geografiche e demografiche – interessano i territori della provincia di Venezia (196.082
assunzioni) (tab. 2.1).
Osservando la distribuzione settoriale delle assunzioni, si rileva come la domanda di lavoro dipendente –
contraddistinta in molti casi da rapporti di lavoro a termine di breve durata – sia effettivamente trainata
da specifici comparti produttivi direttamente connessi con le attività che compongono le filiere
dell’economia del mare. All’interno dei territori della provincia di Venezia, si registra una concentrazione
particolarmente elevata delle assunzioni nel terziario, dove incidono soprattutto i nuovi rapporti di lavoro
Per lavoro dipendente si intende l’insieme dei rapporti di lavoro con contratto a tempo indeterminato, determinato,
apprendistato e le missioni in somministrazione. In quest’analisi, non si tiene conto del lavoro intermittente per il quale risulta
difficile misurare l’effettivo apporto di lavoro nell’ambito dei contratti attivati.
stipulati nei servizi turistici (85.313 assunzioni, il 44% del totale). Se si considera l’intero comparto turistico
della provincia di Venezia, che registra nell’anno osservato 87.80012 assunzioni totali, risulta evidente che
quasi la totalità di questi rapporti di lavoro viene stipulata nei 27 comuni (su 44 totali) che definiscono
l’ambito dell’economia del mare della provincia.
Anche nei comuni in provincia di Rovigo, che in totale registrano 10.537 assunzioni di lavoro dipendente
nel 2023, si rileva una concentrazione maggiore dei rapporti di lavoro nel terziario (5.601, di cui 2.259 nel
turismo); nel dettaglio dei singoli comparti, quello che registra il volume più elevato è l’agricoltura con
2.548 nuovi rapporti di lavoro, che come si vedrà, è trainato quasi esclusivamente dalle attività agricole e
non da quelle di pesca e acquacoltura, dove sono tipicamente più diffuse forme di lavoro autonomo. A
seguire per numerosità di assunzioni emerge l’ambito produttivo del Made in Italy (1.172 assunzioni),
specialmente nelle industrie alimentari, le quali, a differenza della domanda di lavoro agricola, come si
darà conto più avanti sono strettamente connesse alla filiera ittica presente nel territorio.
Confrontando i volumi delle assunzioni dell’ultimo biennio, l’andamento della domanda di lavoro si
mantiene complessivamente positivo, specialmente nei comuni della provincia di Rovigo (+9% delle
assunzioni); nei territori veneziani la dinamica è favorevole ma in modo meno accentuato, con lievi
contrazioni sia nell’industria che nel comparto turistico (rispettivamente -6% e -1%).
Osservando la dinamica occupazionale di lungo periodo, tenendo naturalmente conto delle marcate
differenze nei volumi generati dalla domanda di lavoro dei rispettivi territori, emerge a colpo d’occhio la
diversa caratterizzazione settoriale nelle due province (graff. 4/5): per quanto riguarda i comuni
veneziani, il bilancio di lungo periodo è trainato dal terziario, che dal 2008 al 2023 ha generato +32.286
posizioni di lavoro dipendente; nei territori rodigini dal 2008 si rileva un progressivo rafforzamento sia
dell’agricoltura, che registra nel periodo una crescita di +718 posizioni di lavoro dipendente, sia del
terziario, soprattutto a partire dal 2017, totalizzando +848 posizioni di lavoro.
Tab. 2.1 – Veneto. Territori dell’economia del mare: assunzioni nel lavoro dipendente* per principali settori produttivi e
province. Anni 2022 e 2023
Totale assunzioni
nei territori
dell’economia del
Totale
Agricoltura
Industria
Made in Italy
Metalmeccanico
Altre industrie
Utilities
Costruzioni
Servizi
Comm.-tempo libero
Commercio dettaglio
Servizi turistici
Ingrosso e logistica
Servizi finanziari
Terziario avanzato
Servizi alla persona
Altri servizi
208.121
7.471
26.007
7.051
8.302
1.566
1.091
7.989
174.643
102.453
13.902
88.551
16.225
8.988
32.248
14.230
(di cui)
Territori in
Provincia di
Venezia
192.844
4.967
21.859
5.238
7.189
1.285
7.148
166.018
99.279
13.222
86.057
15.330
8.819
28.922
13.293
Totale assunzioni
nei territori
Territori in
provincia di dell’economia del
Rovigo
9.685
2.020
2.235
1.098
5.430
2.513
2.201
1.495
212.030
7.900
24.792
6.751
7.480
1.225
1.040
8.268
179.338
102.507
14.657
87.850
16.068
14.019
31.945
14.326
(di cui)
Territori in
Provincia di
Venezia
196.082
4.910
20.615
4.846
6.496
1.049
7.248
170.557
99.361
14.048
85.313
15.085
13.797
28.492
13.380
Territori in
provincia di
Rovigo
10.537
2.548
2.388
1.172
5.601
2.583
2.259
1.578
* Tempo indeterminato, apprendistato, tempo determinato e missioni in somministrazione
Fonte: ns. elaborazioni su dati Silv (estrazione 25 maggio 2024)
Cfr. Veneto Lavoro (2024), “Il Sestante”, 1/2024 in www.venetolavoro.it/sestante
10/32
Graff. 4/5 – Veneto. Territori dell’economia del mare. Dinamica delle posizioni di lavoro dipendente* per settore e
provincia. Anni 2008-2023. Variazioni cumulate, 2008=0
Territori prov. di Venezia
Territori prov. di Rovigo
32.286
35.000
1.000
30.000
25.000
20.000
15.000
10.000
1.171
5.000
-5.000
-2.210
-10.000
Agricoltura
Servizi
Agricoltura
Industria
Industria
-1.500
-15.000
-1.225
-1.000
Servizi
*tempo indeterminato, determinato, apprendistato e missioni in somministrazione
Fonte: elab. Veneto Lavoro su dati Silv (estrazione 25 maggio 2024)
2.2 La domanda di lavoro e la dinamica occupazionale nei settori dell’economia del mare
Osservando la domanda di lavoro che riguarda esclusivamente le attività economiche dell’economia del
mare, è possibile rilevare con riferimento al 2023 che le assunzioni di questo particolare ambito hanno
interessato il 46% del totale dei nuovi rapporti di lavoro stipulati nei territori considerati (tab. 2.2).
Complessivamente, le assunzioni effettuate dalle aziende che operano nell’economia del mare sono
98.198, di cui 94.048 fanno riferimento ai comuni della provincia di Venezia, mentre 3.683 a quelli rodigini.
Nei territori veneziani, l’incidenza delle assunzioni dell’economia del mare sale al 48%, mentre nella
provincia di Rovigo si osserva una quota nettamente inferiore e pari al 35% del totale. Questa differenza
particolarmente significativa è riconducibile alle diverse attività produttive dell’economia del mare che si
sono sviluppate nei territori.
Tab. 2.2 – Veneto. Economia del mare. Assunzioni, cessazioni, saldi di rapporti di lavoro dipendente* per principali territori.
Anni 2008-2023
Assunz.
Cessaz.
Saldo
(di cui)
Territori in prov. di Venezia
Assunz.
Cessaz.
Saldo
70.120
63.980
66.524
77.150
69.487
73.154
78.130
83.860
85.832
96.360
93.734
90.634
44.135
64.281
98.803
98.198
69.169
65.009
67.105
77.482
68.589
72.848
78.053
81.288
84.611
93.780
93.017
89.709
48.861
62.413
96.648
95.647
-1.029
2.572
1.221
2.580
-4.726
1.868
2.155
2.551
67.503
61.740
64.379
75.130
67.141
70.498
75.590
81.007
83.035
92.986
90.066
87.240
41.241
60.786
94.764
94.048
Totale territori
66.713
62.734
64.771
75.261
66.380
70.255
75.487
78.592
81.832
90.575
89.413
86.251
45.977
58.920
92.582
91.518
2.415
1.203
2.411
-4.736
1.866
2.182
2.530
Territori in prov. di Rovigo
Assunz.
Cessaz.
Saldo
2.290
1.886
1.839
1.727
2.042
2.336
2.184
2.445
2.406
2.960
3.218
2.983
2.510
3.110
3.555
3.683
2.166
1.942
2.001
1.902
1.918
2.289
2.195
2.312
2.432
2.831
3.173
3.024
2.509
3.120
3.607
3.690
* Tempo indeterminato, apprendistato, tempo determinato e missioni in somministrazione
Fonte: ns. elaborazioni su dati Silv (estrazione 25 maggio 2024)
11/32
Attraverso l’analisi di lungo periodo emerge che dal 2008 la domanda di lavoro nell’ambito dell’economia
del mare si è progressivamente rafforzata con un ritmo piuttosto vivace. Nei comuni appartenenti alla
provincia di Venezia, tra il 2008 e il 2023 la crescita delle assunzioni è pari al +39%, mentre nei territori
rodigini raggiunge il +61%.
Osservando il saldo delle posizioni di lavoro dipendente (graff. 6/7), il 2023 ha fatto registrare un valore
positivo pari a +2.551 unità, che risulta trainato in modo particolare dalla filiera del turismo costiero nei
territori della provincia di Venezia. Per quanto riguarda i comuni rodigini, il bilancio di fine anno risulta
negativo, anche se piuttosto contenuto come i valori rilevati durante tutto il periodo considerato.
Complessivamente, la dinamica occupazionale dell’economia del mare fa registrare tra il 2008 e il 2023 un
saldo delle posizioni lavorative positivo per +9.202 unità, grazie soprattutto alla forte crescita rilevata
nell’ultimo triennio (dopo l’esaurirsi dell’emergenza sanitaria del 2020) trainata dal turismo.
Graff. 6/7 – Veneto. Economia del mare. Dinamica delle posizioni di lavoro dipendente*
Variazioni cumulate 2008-2023 (2008=0)
Variazioni annue 2019-2023
9.202
10.000
8.000
3.000
2.000
7.354
1.000
6.000
4.000
-1.000
2.000
-2.000
-3.000
-4.000
-5.000
-4.000
-1.942
-2.000
*tempo indeterminato, determinato, apprendistato e missioni in somministrazione
Fonte: elab. Veneto Lavoro su dati Silv (estrazione 25 maggio 2024)
2.3 Le filiere produttive dell’economia del mare
Nell’ambito dell’economia del mare del Veneto e all’interno del perimetro territoriale osservato, la filiera
che genera il maggior volume di assunzioni di lavoro dipendente è quella relativa alle attività del turismo
costiero (tab. 2.3), che come si è già visto, avvengono per lo più nei comuni veneziani13. Nel 2023 queste
ammontano complessivamente a 84.427, delle quali la maggior parte interessa i servizi di alloggio e
ristorazione, mentre solo il 7% riguarda l’ambito delle attività sportive e ricreative14. A seguire per
numerosità emergono le assunzioni effettuate dalle imprese della filiera del trasporto marittimo di merci
e passeggeri, in tutto 7.869. Risultano più marginali le assunzioni nella filiera ittica (2.317, il 2% del totale),
nella cantieristica navale15 (1.889) e nell’ambito delle attività di ricerca, regolamentazione e tutela
ambientale (1.668).
Si rammenta che la filiera del turismo costiero ricomprende sia le attività di alloggio e di ristorazione, sia quelle relative alle
attività ricreative e sportive. Questi due comparti, che individuano rispettivamente due filiere diverse dell’economia del mare,
sono stati accorpati sotto l’insieme delle attività turistiche, in quanto entrambi legati all’ambito turistico.
14 In merito al comparto delle attività sportive e ricreative si fa presente che il volume delle assunzioni riferito ai principali contratti di
lavoro dipendente qui analizzati costituisce solo un insieme parziale dei nuovi rapporti di lavoro stipulati in questa filiera, in quanto i
rapporti di lavoro vengono attivati anche mediante altre forme contrattuali che rientrano nel lavoro intermittente e parasubordinato.
15 Per quanto riguarda la filiera della cantieristica navale è opportuno segnalare l’esistenza di alcuni limiti nell’individuazione delle
imprese che fanno parte della filiera, che possono portare ad una sottostima non quantificabile del volume di assunzioni
attualmente individuato. In particolare, il limite persiste per le aziende che operano nell’ambito delle subforniture di componenti
nautici di vario tipo, in quanto si tratta di realtà produttive che si inseriscono in maniera trasversale all’interno dell’industria,
rendendo impossibile la loro precisa individuazione mediante il criterio dei codici Ateco. Si tratta, infatti, di attività che possono
rientrare nel settore metalmeccanico, metallurgico, elettronico, chimico, dell’arredamento, del tessile e dell’impiantistica.
12/32
A partire dal 2008, tutte le maggiori filiere sono state caratterizzate da un progressivo rafforzamento dei
volumi di assunzioni di lavoro dipendente. Complessivamente, l’aumento dei nuovi rapporti di lavoro tra
il 2008 e il 2023 è pari al +40% ed è dovuto in particolare alla crescita della domanda di lavoro dei servizi
turistici (+37%), del trasporto marittimo (+77%) e della filiera ittica (+36%).
L’emergenza sanitaria del 2020 ha avuto ripercussioni negative portando le assunzioni complessive ad
una contrazione del -51%. L’impatto è stato più importante nella filiera del turismo costiero e in quella dei
trasporti marittimi, in parte connesse l’un l’altra; tuttavia, con l’esaurirsi dell’emergenza sanitaria e la
riapertura delle attività, entrambe le filiere registrano una ripresa della domanda di lavoro che raggiunge
il suo massimo nel 2022, superando ampiamente i volumi di assunzioni rilevati nel 2019. La filiera ittica è
quella che risulta meno colpita dalla pandemia (-3% delle assunzioni nel 2020), e in parte questo è avvenuto
perché al suo interno ci sono comparti ritenuti essenziali – come quello delle industrie alimentari – che
hanno continuato l’attività produttiva anche con il Covid-19. Tuttavia, anche se le ripercussioni sembrano
non aver impattato sulla domanda di lavoro dipendente della filiera, sono state rilevate importanti
difficoltà soprattutto per quanto riguarda le attività autonome di pesca e acquacoltura, le quali –
nonostante durante l’emergenza sanitaria fossero autorizzate ad operare nel rispetto degli standard di
sicurezza – sono risultate penalizzate soprattutto per le limitazioni dei canali commerciali di distribuzione
afferenti alla comparto della ristorazione16.
Rispetto alle dinamiche più recenti, nel 2023 si osserva un lieve calo delle assunzioni dall’anno precedente,
dovuto ad andamenti diversificati tra le varie filiere. I nuovi rapporti di lavoro del turismo costiero restano
stabili per effetto di una lieve contrazione delle assunzioni nei servizi di alloggio e ristorazione e una
crescita di quelle afferenti alle attività sportive e ricreative; il trasporto marittimo segna una contrazione
delle assunzioni del -6%, trainata prevalentemente dalle attività del trasporto e alla movimentazione delle
merci connesse al comparto industriale; la filiera ittica e quella della cantieristica navale fanno registrare
all’opposto un aumento delle assunzioni rispettivamente del +19% e +5%.
Tab. 2.3 – Veneto. Economia del mare. assunzioni e saldi nel lavoro dipendente* per filiere produttive. Anni 2008, 2019-2023
Assunz. Saldo Assunz. Saldo Assunz. Saldo Assunz. Saldo Assunz. Saldo Assunz. Saldo
Totale
Filiere produttive (di cui)
– Turismo costiero
Alloggio e ristorazione
Attività sportive e ricreative
– Trasporto marittimo merci e passeg.
– Cantieristica navale
– Filiera ittica
– Ricerca, regolament. e tutela ambient.
70.120
951 90.634
44.135
-4.726 64.281
1.868 98.803
2.155 98.198
2.551
61.541
58.020
3.521
4.439
1.425
1.698
234 76.046
166 71.517
4.529
258 9.285
1.510
112 2.250
1.507
499 36.003
487 33.511
2.492
14 3.057
1.510
109 2.050
149 1.504
-4.572 54.599
-4.300 50.860
3.739
-363 3.766
-9 1.883
32 2.202
182 1.808
1.692 84.831
1.742 79.809
5.022
-46 8.402
1.791
57 1.954
1.817
1.835 84.427
1.774 78.722
61 5.705
218 7.869
294 1.889
2.317
-11 1.668
2.148
2.033
* Tempo indeterminato, apprendistato, tempo determinato e missioni in somministrazione
Fonte: ns. elaborazioni su dati Silv (estrazione 25 maggio 2024)
Dal punto di vista dei saldi occupazionali a fine 2023 tutte le filiere dell’economia del mare registrano
bilanci positivi, ma solo il comparto turistico evidenzia un miglioramento dei valori nel corso del tempo e
contribuisce a determinare il saldo complessivo, positivo per +2.551 posizioni di lavoro. Dal 2008 al 2023,
nella filiera del turismo costiero si registra la crescita più importante delle posizioni di lavoro dipendete,
pari a +6.339 unità. Nelle altre filiere, contraddistinte da una maggiore diffusione dei rapporti di lavoro a
termine, il bilancio di fine anno risulta più contenuto (graff. 8/9).
Sabatella R. F. et al. (2020), “Impatto socioeconomico sulla piccola pesca dell’emergenza COVID-19”, in Quaderni di economia
del lavoro, n.111/2020, Franco Angeli.
13/32
Graff. 8/9 – Veneto. Economia del mare. Dinamica delle posizioni di lavoro dipendente* per tipologia di filiera
produttiva. Variazioni cumulate, 2008-2023 (2008=0)
6.339
7.000
2.000
1.880
1.500
6.000
5.000
4.000
1.000
3.000
2.000
1.000
-1.000
Trasp. marittimo di merci e passegg.
Cantieristica navale
Filiera ittica
Ricerca, regolamentazione e tutela ambientale
-2.000
-1.000
Turismo costiero
*tempo indeterminato, determinato, apprendistato e missioni in somministrazione
Fonte: elab. Veneto Lavoro su dati Silv (estrazione 25 maggio 2024)
La distribuzione territoriale dell’occupazione dipendente delle varie filiere dell’economia del mare
restituisce un’immagine molto diversa rispetto a quella rilevata per le imprese (tab. 2.4). Ad esempio, per
l’ultimo anno osservato, nei comuni appartenenti alla provincia di Rovigo, il 60% delle assunzioni si registra
nell’ambito del turismo costiero (2.227 rapporti di lavoro), mentre la filiera ittica interessa un ulteriore 33%
(1.220). Dal lato delle aziende, come già esplicitato, emerge invece una netta predominanza delle imprese
appartenenti al comparto ittico e ciò è riconducibile al fatto che si tratta di una filiera, soprattutto per le
attività relative alla pesca e all’acquacoltura, nella quale sono largamente diffuse forme di lavoro
autonomo. Nel caso ancora più specifico della “piccola pesca”, ovvero quella che coinvolge imprese
artigiane e imbarcazioni di piccole dimensioni, spesso e volentieri il proprietario del mezzo utilizzato per
pescare è anche l’unico lavoratore presente.
Tab. 2.4 – Veneto. Economia del mare. Assunzioni nel lavoro dipendente* e lavoratori assunti: distribuzione territoriale delle
principali filiere produttive. Anni 2022 e 2023
Assunzioni
Territori prov. di Venezia
Totale (di cui)
– Turismo costiero (di cui)
Alloggio e ristorazione
Attività sportive e ricreative
– Trasporto marittimo di merci e passeggeri
– Cantieristica navale
– Filiera ittica
Territori prov. di Rovigo
Totale (di cui)
– Turismo costiero (di cui)
Alloggio e ristorazione
Attività sportive e ricreative
– Trasporto marittimo di merci e passeggeri
– Cantieristica navale
– Filiera ittica
Lavoratori
Assunzioni
Lavoratori Nr. assunz. medie
per lavoratore
94.764
82.383
77.705
4.678
8.337
1.602
48.784
43.815
40.389
3.426
1.969
1.495
1.495
94.048
81.948
76.644
5.304
7.805
1.710
1.082
51.669
46.591
42.952
3.639
1.850
1.602
1.005
3.555
2.187
1.849
1.088
2.596
1.793
1.459
3.683
2.227
1.845
1.220
2.653
1.906
1.543
* Tempo indeterminato, apprendistato, tempo determinato e missioni in somministrazione
Fonte: ns. elaborazioni su dati Silv (estrazione 25 maggio 2024)
14/32
Un’altra peculiarità emerge osservando la filiera del trasporto marittimo di merci e passeggeri, quasi
completamente circoscritta nei territori della provincia di Venezia. A tal proposito emerge, infatti, una
condizione particolare che interessa il rapporto tra il volume di assunzioni e quello dei rispettivi lavoratori
che non si riscontra né per le altre filiere dell’economia del mare, né per le altre attività logistiche che
interessano forme diverse di trasporto. Difatti, in questa filiera il rapporto tra lavoratori coinvolti e il
numero di assunzioni attivate nell’anno 2023 è decisamente elevato e pari a 4,2; ciò significa che ogni
lavoratore coinvolto è stato interessato mediamente da circa 4 rapporti di lavoro durante l’anno. Si tratta
di una condizione che può essere definita strutturale nella logistica che riguarda l’ambito marittimo,
specialmente per le attività di supporto connesse ai trasporti via mare, quali la movimentazione delle
merci nelle aree portuali che interessa una buona parte della domanda di lavoro della filiera. Come si
vedrà, in merito alle caratteristiche contrattuali di questi lavoratori, la quasi totalità delle assunzioni
stipulate nel 2023 è caratterizzata da contratti in somministrazione di brevissima durata (graf. 10).
Graf. 10 – Distribuzione delle durate dei rapporti di lavoro dipendente a termine* per principali filiere. Anno 2023
Ricerca, regolamentazione e tutela ambientale
Filiera ittica
2-7gg
8-30 gg
Cantieristica navale
1-3 mesi
3-6 mesi
> 6 mesi
Trasp. marittimo di merci e passeggeri
Turismo costiero**
* Tempo determinato e missioni in somministrazione a tempo determinato
**Il turismo costiero ricomprende le filiere dei servizi di alloggio e ristorazione e delle attività sportive e ricreative.
Fonte: ns. elaborazioni su dati Silv (estrazione 25 maggio 2024)
Dal punto di vista delle tipologie contrattuali (tabb. 2.5/2.6/2.7), la forma più diffusa riguarda i rapporti di
lavoro stipulati a tempo determinato: si tratta nel 2023 di 70.808 assunzioni che sul totale considerato
rappresentano il 72% e delle quali 33.123 (il 47% del totale) sono state attivate in modalità stagionale a
supporto delle attività turistiche. La seconda tipologia contrattuale maggiormente diffusa fa riferimento
ai rapporti di lavoro stipulati in somministrazione (17.226 totali, quasi esclusivamente a tempo
determinato), di cui buona parte interessano la filiera del turismo costiero (10.816) e la restante quota si
rileva nell’ambito dei trasporti marittimi, dove il 76% delle assunzioni totali del 2023 è avvenuta in
somministrazione.
L’apprendistato ha interessato 5.921 assunzioni, e riguarda per il 73% contratti stagionali che vengono
stipulati nel turismo costiero. In merito ai rapporti di lavoro a tempo indeterminato nel 2023 si registrano
4.263 assunzioni, anche in questo caso avvenute in prevalenza nell’ambito turistico. Per quanto concerne
gli accessi al tempo indeterminato (che comprendono le assunzioni e le trasformazioni dal tempo
determinato e dall’apprendistato), nel 2023 si registrano 8.071 nuovi rapporti di lavoro, un volume che,
nell’ultimo quinquennio osservato, risulta in progressivo rafforzamento in tutte le filiere considerate.
15/32
Tab. 2.5 – Veneto. Economia del mare. Assunzioni nel lavoro dipendente* per contratto e filiera produttiva. Anni 2019-2023
Totale
Tempo indeterminato (di cui)
Turismo costiero**
Trasporto marittimo di merci e passeggeri
Filiera della cantieristica navale
Filiera ittica
Ricerca, regolamentazione e tutela ambientale
Tempo determinato (di cui)
Turismo costiero**
Trasporto marittimo di merci e passeggeri
Filiera della cantieristica navale
Filiera ittica
Ricerca, regolamentazione e tutela ambientale
Apprendistato (di cui)
Turismo costiero**
Missioni in somministrazione (di cui)
Turismo costiero**
Trasporto marittimo di merci e passeggeri
Filiera ittica
90.634
3.727
2.524
65.241
59.492
1.975
1.014
1.457
1.287
6.128
5.872
15.538
8.158
6.743
44.135
2.343
1.544
34.381
29.575
1.113
1.545
1.377
3.274
3.111
4.137
1.773
2.027
64.281
2.287
1.503
48.798
43.528
1.140
1.635
1.619
4.980
4.760
8.216
4.808
2.618
98.803
3.622
2.566
71.131
65.313
1.430
1.232
1.496
1.658
5.863
5.549
18.187
11.403
6.474
98.198
4.263
3.025
70.808
64.948
1.323
1.325
1.785
1.421
5.921
5.638
17.206
10.816
5.987
* Tempo indeterminato, apprendistato, tempo determinato e missioni in somministrazione
**Il turismo costiero ricomprende le filiere dei servizi di alloggio e ristorazione e delle attività sportive e ricreative.
Fonte: ns. elaborazioni su dati Silv (estrazione 25 maggio 2024)
Tab. 2.6 – Veneto. Economia del mare. Assunzioni nel lavoro dipendente stagionale* per principali filiere produttive. Anni
2019-2023
Totale (di cui)
Turismo costiero**
Trasporto marittimo di merci e passeggeri
Filiera ittica
Incid.% assunz. stagionali sul totale economia del mare
33.034
31.659
22.329
21.607
30.354
29.601
36.646
35.761
37.470
36.541
* Tempo determinato e apprendistato
**Il turismo costiero ricomprende le filiere dei servizi di alloggio e ristorazione e delle attività sportive e ricreative.
Fonte: ns. elaborazioni su dati Silv (estrazione 25 maggio 2024)
Tab. 2.7 – Veneto. Economia del mare. Accessi al tempo indeterminato* per filiera produttiva. Anni 2019 – 2023
Totale (di cui)
Turismo costiero**
Trasporto marittimo di merci e passeggeri
Filiera della cantieristica navale
Filiera ittica
Ricerca, regolamentazione e tutela ambientale
7.078
4.991
4.171
2.792
4.015
2.732
6.858
5.016
8.071
5.950
* Tempo indeterminato e trasformazioni totali al tempo indeterminato
**Il turismo costiero ricomprende le filiere dei servizi di alloggio e ristorazione e delle attività sportive e ricreative.
Fonte: ns. elaborazioni su dati Silv (estrazione 25 maggio 2024)
Dal punto di vista degli andamenti del periodo 2019-2023, risulta rilevante il rafforzamento dei contratti a
tempo indeterminato, i quali, dopo l’emergenza sanitaria, hanno fatto registrare una progressiva crescita
favorita dall’aumentare delle trasformazioni dei rapporti di lavoro a tempo determinato. Su questo
versante, tutte le filiere osservate sono state interessate da un aumento delle assunzioni e delle
trasformazioni, e ciò non è riconducibile solo alla dinamica favorevole che ha caratterizzato il mercato del
lavoro dopo l’esaurirsi della pandemia. L’aumento dei rapporti di lavoro stabili può essere in parte legata
16/32
ad alcune dinamiche che riguardano tutto il mercato del lavoro in questa particolare fase storica,
caratterizzata da carenza di lavoratori (soprattutto giovani), sia per una questione di progressiva erosione
del bacino occupazionale disponibile legato al calo demografico, sia per una difficoltà di reperimento
dovuta alla mancanza di candidati in possesso di competenze adeguate (skill mismatch). Per far fronte a
queste problematicità, le imprese stanno attuando delle strategie di labour hoarding17 in base alle quali
risulta più efficace ed economico trattenere i lavoratori in azienda, piuttosto che affrontare le difficoltà
legate alla ricerca di personale nei momenti effettivi di bisogno.
Tab. 2.8 – Veneto. Economia del mare. Assunzioni nel lavoro dipendente* per tipologia di orario e principali filiere. Anni 2019-2023
Totale
Assunzioni part time (di cui)
Turismo costiero**
Trasporto marittimo di merci e passeggeri
Filiera ittica
Assunzioni full time (di cui)
Turismo costiero**
Trasporto marittimo di merci e passeggeri
Filiera ittica
Incid. % part-time (totale)
Turismo costiero**
Trasporto marittimo di merci e passeggeri
Filiera ittica
90.634
29.295
27.343
61.241
48.639
8.444
1.715
44.135
16.960
15.598
27.110
20.370
2.709
1.561
64.281
22.162
20.519
42.036
34.038
3.296
1.671
98.803
30.345
28.321
68.354
56.445
7.447
1.519
98.198
31.552
29.149
1.285
66.569
55.223
6.581
1.805
* Tempo indeterminato, apprendistato, tempo determinato e missioni in somministrazione
**Il turismo costiero ricomprende le filiere dei servizi di alloggio e ristorazione e delle attività sportive e ricreative.
Fonte: ns. elaborazioni su dati Silv (estrazione 25 maggio 2024)
Per quanto riguarda il regime orario dei rapporti di lavoro (tab. 2.8), la maggior parte delle assunzioni
osservate nel 2023 viene stipulata a tempo pieno (66.569 assunzioni nel 2023, il 68% del totale). I nuovi
contratti part-time rilevati nel corso dello stesso anno ammontano a 31.552 e la loro incidenza è
maggiormente elevata nella filiera del turismo costiero (35% del totale delle assunzioni della filiera),
ambito che, oltre alla stagionalità, è caratterizzato anche da forme di lavoro piuttosto flessibili. Come
logico aspettarsi, l’incidenza delle assunzioni part-time si riduce considerevolmente nell’ambito dei
trasporti marittimi per le ragioni già evidenziate in precedenza (molti contratti in somministrazione di
brevissima durata), mentre nella filiera ittica si attesta al 22%.
Come per il contesto regionale, l’incidenza complessiva delle assunzioni part-time nell’economia del mare
è pari al 32%, e il volume delle assunzioni rilevate nell’ultimo quinquennio osservato si è progressivamente
rafforzato: tra il 2019 e il 2023 l’aumento delle assunzioni con questo regime orario è pari al +8%, con una
dinamica positiva anche nell’ultimo biennio (+4%), durante il quale si osserva una contrazione del -3% dei
nuovi rapporti di lavoro full time.
2.4 I lavoratori assunti e i profili professionali
Sul versante delle caratteristiche socio-anagrafiche e professionali dei lavoratori coinvolti nell’ambito
dell’economia del mare (tab. 2.9), emerge una leggera prevalenza di assunzioni relative a lavoratori
uomini (55.984 assunzioni, il 57% del totale), di nazionalità italiana (67.493, il 69%), per il 46% sotto i 30 anni
e per il 43% adulti, che si trova ad essere impiegato nelle professioni qualificate dei servizi (61%) e in quelle
non qualificate (23%).
Il labour hoarding si riferisce al recente fenomeno rilevato nel mercato del lavoro, secondo il quale le aziende preferiscono
tenere gli occupati in eccesso, anche in un periodo in cui la congiuntura economica risulta incerta.
17/32
Il quadro che emerge è logicamente influenzato dal volume delle assunzioni che riguardano il turismo
costiero e vale quindi la pena di osservare i dati, anche se più contenuti, sulle assunzioni di lavoro
dipendente che riguardano più nel dettaglio i lavoratori delle diverse filiere.
In merito al genere dei lavoratori coinvolti, la filiera ittica, dopo quella del turismo costiero, è quella che
fa registrare una maggiore concentrazione di assunzioni di lavoratrici donne, le quali nel 2023 ammontano
a circa 1.161, di poco superiori a quelle che interessano gli uomini e in aumento rispetto al 2019. Queste
lavoratrici sono inserite prevalentemente nelle attività delle industrie alimentari, un comparto che anche
a livello regionale, è caratterizzato da un’elevata presenza femminile. Gli uomini si inseriscono anch’essi
nel comparto dell’industria, ma all’interno di questa filiera sono maggiormente diffusi anche nelle altre
attività. Le assunzioni che riguardano le donne sono maggiori rispetto a quelle degli uomini anche nella
filiera della ricerca, regolamentazione e tutela ambientale (940 nel 2023) per effetto della presenza del
comparto dell’istruzione18.
Tab. 2.9 – Veneto. Economia del mare. Assunzioni nel lavoro dipendente* per principali caratteristiche dei lavoratori. Anni 2019-2023
Totale
90.634
44.135
64.281
98.803
98.198
Donne
Uomini
38.503
52.131
19.861
24.274
28.420
35.861
42.355
56.448
42.214
55.984
Italiani
Stranieri
63.939
26.695
32.595
11.540
46.230
18.051
69.921
28.882
67.493
30.705
Giovani 54 anni
36.426
45.381
8.827
16.317
22.584
5.234
26.308
31.323
6.650
43.988
44.189
10.626
44.959
42.176
11.063
Prof. Tecnico-impiegatizie
Professioni qualif. dei servizi
Operai specializzati
Conduttori e operai semi-spec.
Professioni non qualificate
8.472
51.929
3.546
1.840
24.847
5.464
24.227
2.958
10.707
7.539
38.130
3.335
14.399
10.968
60.132
3.713
1.006
22.984
11.041
59.835
4.013
22.396
* Tempo indeterminato, apprendistato, tempo determinato e missioni in somministrazione
Fonte: ns. elaborazioni su dati Silv (estrazione 25 maggio 2024)
Rispetto alle classi di età (tab. 2.10), per l’ultimo anno osservato, dal punto di vista delle filiere i giovani under
30 sono presenti in percentuali minori sia nella filiera ittica, sia in quella della ricerca, regolamentazione e
tutela ambientale, dove in entrambe prevalgono le classi di età adulta con, rispettivamente, 1.259 e 1.145
assunzioni. I giovani sotto i trent’anni sono maggiormente interessati dalle assunzioni stipulate nell’ambito
del turismo e, a seguire, una quota pari a 3.105 rapporti di lavoro si osserva nella filiera del trasporto
marittimo, dove risultano in aumento rispetto al volume rilevato nel 2019.
Con riferimento alla presenza di lavoratori con cittadinanza straniera (tab. 2.11), complessivamente nel
2023 si rilevano 30.705 assunzioni totali, le quali rappresentano il 31% del totale. Rispetto al 2019, la crescita
di rapporti di lavoro che interessano gli stranieri è stata più intensa rispetto alla componente italiana, e
pari al +15% (italiani +5%). Più nel dettaglio, gli aumenti più consistenti riguardano soprattutto le filiere del
turismo costiero (+19%) e quella ittica (+22%), anche se in quest’ultima si tratta di volumi piuttosto
contenuti (444 assunzioni totali). È opportuno segnalare come la presenza straniera, dal lato della
domanda di lavoro, sia strutturalmente rilevante nell’ambito dei trasporti marittimi (il 31% del totale
assunzioni), tuttavia si rileva un calo del -17% delle assunzioni rispetto al 2019 (italiani -14%).
La selezione dei codici Ateco include le scuole secondarie di secondo grado di formazione tecnica e professionale.
18/32
Per quanto riguarda le cittadinanze maggiormente presenti (graf. 11), emergono i lavoratori bangladesi
(7.100 assunzioni), i rumeni (5.000 assunzioni) e i senegalesi (1.800); questa composizione riflette una
caratterizzazione specifica nell’ambito dell’economia del mare, in quanto, a livello regionale i lavoratori
più numerosi provengono tradizionalmente dalla Romania e dal Marocco.
Tab. 2.10 – Veneto. Economia del mare. Assunzioni nel lavoro dipendente* per genere e principali filiere produttive. 2019 e 2023
Totale (di cui)
Turismo costiero**
Trasporto marittimo di merci e passeggeri
Filiera ittica
Ricerca, regolamentazione e tutela ambientale
Donne
Uomini
Totale
Donne
Uomini
Totale
38.503
35.944
1.087
52.131
40.102
8.807
1.163
90.634
76.046
9.285
2.250
1.507
42.214
39.641
1.161
55.984
44.786
7.521
1.156
98.198
84.427
7.869
2.317
1.668
* Tempo indeterminato, apprendistato, tempo determinato e missioni in somministrazione
**Il turismo costiero ricomprende le filiere dei servizi di alloggio e ristorazione e delle attività sportive e ricreative.
Fonte: ns. elaborazioni su dati Silv (estrazione 25 maggio 2024)
Tab. 2.11 – Veneto. Economia del mare. Assunzioni nel lavoro dipendente* per classe di età e principali filiere produttive. 2019 e 2023
Giovani
54 anni
45.381
37.041
5.147
1.182
1.085
8.827
7.197
1.107
Totale
Giovani
54 anni
42.176
35.055
3.674
1.259
1.145
11.063
9.299
1.090
Totale
98.198
84.427
7.869
2.317
1.668
* Tempo indeterminato, apprendistato, tempo determinato e missioni in somministrazione
**Il turismo costiero ricomprende le filiere dei servizi di alloggio e ristorazione e delle attività sportive e ricreative.
Fonte: ns. elaborazioni su dati Silv (estrazione 25 maggio 2024)
Tab. 2.12 – Veneto. Economia del mare. Assunzioni nel lavoro dipendente* per cittadinanza e principali filiere produttive. 2019 e 2023
Totale (di cui)
Turismo costiero**
Trasporto marittimo di merci e passeggeri
Filiera ittica
Ricerca, regolamentazione e tutela ambientale
Italiani
Stranieri
Totale
Italiani
Stranieri
Totale
63.939
53.442
6.353
1.887
1.473
26.695
22.604
2.932
90.634
76.046
9.285
2.250
1.507
67.493
57.633
5.444
1.873
1.651
30.705
26.794
2.425
98.198
84.427
7.869
2.317
1.668
* Tempo indeterminato, apprendistato, tempo determinato e missioni in somministrazione
**Il turismo costiero ricomprende le filiere dei servizi di alloggio e ristorazione e delle attività sportive e ricreative.
Fonte: ns. elaborazioni su dati Silv (estrazione 25 maggio 2024)
19/32
Graf. 11 – Veneto. Economia del mare. Assunzioni nel lavoro dipendente* per principali cittadinanze. Anni 2019 e 2023
Bangladesh
Romania
Senegal
Marocco
Albania
Ucraina
Moldova
Pakistan
Filippine
1.000
2.000
3.000
4.000
5.000
6.000
7.000
* Tempo indeterminato, apprendistato, tempo determinato e missioni in somministrazione
Fonte: ns. elaborazioni su dati Silv (estrazione 25 maggio 2024)
In merito ai profili professionali più diffusi (tab. 2.13), in ogni filiera del sistema mare è possibile rilevare
composizioni specifiche.
? Trasporto marittimo di merci e passeggeri: le professioni non qualificate sono il gruppo che assorbe
l’82% delle assunzioni (6.480 in totale) e che interessa maggiormente gli addetti allo spostamento
delle merci. A seguire, una quota ristretta delle assunzioni di lavoro dipendente è riservata ai profili
tecnici (246 assunzioni), in particolare ai comandanti navali e agli ufficiali di bordo. Risulta minoritaria
anche la categoria dei conduttori e degli operai semi-specializzati, in tutto 583 assunzioni nel 2023,
che si concentra nelle figure professionali dei marinai di coperta e dei conduttori di barche e battelli a
motore.
? Filiera ittica: buona parte delle assunzioni rilevate in questa filiera nel 2023 fanno riferimento alle
figure operaie specializzate (1.251, il 54%), di cui il gruppo più consistente è quello relativo al comparto
delle industrie alimentari (943) e a seguire si rilevano i rapporti di lavoro di acquacoltori e pescatori
(247). L’incidenza delle professioni qualificate è piuttosto bassa a confronto delle altre filiere, e
riguarda poco meno di 300 assunzioni che si distribuiscono tra la manodopera addetta allo
spostamento merci ed assimilati, all’imballaggio e al magazzino e i braccianti (13% del totale).
? Turismo costiero: il gruppo più numeroso è, coerentemente con i comparti maggiormente
rappresentati da questo settore, quello delle professioni qualificate dei servizi legate alle attività di
alloggio e ristorazione. Questo insieme professionale interessa il 70% delle assunzioni totali, e si
distribuisce prevalentemente nelle qualifiche dei camerieri di ristorante (28.804 assunzioni), nei
cuochi (9.771), nei baristi (7.958) e nei camerieri di albergo (6.131).
20/32
Tab. 2.13 – Veneto. Economia del mare. Assunzioni nel lavoro dipendente* nelle principali filiere per qualifiche professionali
principali. Anno 2023 e variazioni sul 2019
Turismo costiero**
Totale assunzioni (di cui)
Professioni tecniche
Tecnici preparazione alimentare
Animatori turistici e professioni assim.
Formatori, istruttori e allenatori
Intrattenitori
Impiegati
Segretari
Addetti all’accoglienza
Professioni qualif. dei servizi
Cuochi
Camerieri d’albergo
Camerieri della ristorazione
Baristi e addetti alla ristorazione
Operai specializzati
Operai servizi di igiene e pulizia
Conduttori e operai semi-spec.
Professioni non qualificate
Facchini, add. spost. merci ed assimil.
Pulizia nei servizi di alloggio
Personale nei servizi di ristorazione
Personale addetto alla pulizia di uffici
Variaz.%
2023/
84.427
2.624
5.457
4.159
59.396
9.771
6.131
28.804
10.728
1.220
15.244
2.155
2.966
7.519
1.032
Trasporto marittimo di merci e
passeggeri
Totale assunzioni (di cui)
Professioni tecniche
Comandanti navali
Ufficiali e assistenti di bordo
Impiegati
Segretari
Impiegati gestione logistica
Professioni qualif. dei servizi
Operai specializzati
Conduttori e operai semi-spec.
Marinai di coperta
Cond. Di barche e battelli a motore
Professioni non qualificate
Facchini, add. spost. merci ed assim.
Pers. add. imballaggio e magazz.
Variaz.%
2023/
7.896
6.477^
6.255
Filiera ittica
Variaz.%
2023/
Totale assunzioni (di cui)
Professioni tecniche
Tecnici della produzione
Impiegati
Professioni qualif. dei servizi
Addetti alle vendite
Operai specializzati
Operai industria alimentare
Acquacoltori
Pescatori
Conduttori e operai semi-spec.
Add. macchine confez. prod. Ind.
Professioni non qualificate
Facchini, add. spost. merci ed assimil.
Pers. add. imballaggio e magazz.
Braccianti
2.317
1.251
* Tempo indeterminato, apprendistato, tempo determinato e missioni in somministrazione
**Il turismo costiero ricomprende le filiere dei servizi di alloggio e ristorazione e delle attività sportive e ricreative.
^ dato condizionato dalle assunzioni giornaliere in somministrazione
Fonte: ns. elaborazioni su dati Silv (estrazione 25 maggio 2024)
Tab. 2.14 – Veneto. Economia del mare. Dinamica delle posizioni di lavoro dipendente* per principali gruppi professionali.
Saldi cumulati 2019-2023
Turismo costiero**
Totale
Cuochi
Camerieri della ristorazione
Baristi e addetti ristorazione
Pers. non qualif. servizi di ristor.
Trasporto marittimo di merci e persone
1.594
Totale
Impiegati
Conduttori barche e battelli a motore
Add. magaz.-merci
Filiera ittica
Totale
Operai industria alimentare
Marinai di coperta
Facchini, add. spostam. merci ed ass.
Pers. add.imballaggio e al magazz.
Braccianti
* Tempo indeterminato, apprendistato, tempo determinato e missioni in somministrazione
**Il turismo costiero ricomprende le filiere dei servizi di alloggio e ristorazione e delle attività sportive e ricreative.
Fonte: ns. elaborazioni su dati Silv (estrazione 25 maggio 2024)
Per quanto riguarda la dinamica occupazionale dei profili professionali nel periodo tra il 2019 e il 2023 (tab.
2.14), nel turismo costiero si rileva un aumento delle posizioni lavorative di +1.092 unità in riferimento alle
figure professionali più diffuse nel comparto della ristorazione (cuochi, camerieri e baristi); nell’ambito
del trasporto marittimo si registrano contrazioni più rilevanti per impiegati (-107 posizioni di lavoro) e
conduttori di barche e battelli a vapore (-139). All’opposto, sempre in questa filiera, le professioni non
qualificate legate alla movimentazione delle merci nei magazzini sono caratterizzate da un bilancio
positivo di +131 posizioni lavorative. Per quanto riguarda la filiera ittica, le professioni interessate da una
maggiore crescita delle posizioni di lavoro in essere sono quelle operaie appartenenti all’industria
alimentare (+50 posizioni di lavoro); si rileva una dinamica positiva anche per le professioni non qualificate
relative alle merci, come i facchini (+28 posizioni di lavoro) e il personale addetto all’imballaggio e allo
spostamento (+28) e quelle (non qualificate) del settore primario (braccianti, +20 unità). Appaiono in
contrazione le posizioni di lavoro dei marinai di coperta (-28).
21/32
3. Le specializzazioni territoriali
Nell’ambito dell’economia del mare i territori della provincia di Venezia e di Rovigo competono a livello
nazionale per il numero di imprese e il relativo grado di specializzazione in determinate filiere. Secondo
l’ultimo report nazionale sull’economia del mare, la provincia di Venezia risulta essere la prima a livello
nazionale per grado di specializzazione19 nella filiera del trasporto marittimo di merci e passeggeri. Inoltre,
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