(AGENPARL) - Roma, 5 Luglio 2024 - (AGENPARL) – ven 05 luglio 2024 Inaugurati 5 alpeggi su Appennino bagnonese (Ms). Saccardi: “Opportunità
per il territorio”
Scritto da Chiara Bini, venerdì 5 luglio 2024
Tornini, Garbia, Fagianelli, Baton, Matale, non sono solo nomi. Sono gli
alpeggi adagiati sul versante dell’appennino bagnonese, testimoni delle
fatiche e delle solitudini dei pastori che vi si ricoveravano in estate con
il bestiame, e oggi alpeggi di montagna per escursionisti e fungaioli.
A inaugurarli, stamani, la vicepresidente e assessora regionale
all’agricoltura e alle aree interne Stefania Saccardi che ha partecipato a
una cerimonia di taglio del nastro “collettivo” che si è svolta al
bivacco di Tornini. Insieme a lei, il sindaco di Bagnone (Ms), Giovanni
Guastalli, e il presidente del Parco Appennino Tosco Emiliano, Fausto
Giovannelli, il presidente del CAI sezione Bagnone, Federico Santini, il
presidente del Sigeric, Pierangelo Caponi e il presidente del Gruppo alpini
di Bagnone, Edamo Barbieri.
L’alpeggio Tornini sarà un’area di montagna con un plus molto speciale,
grazie al contributo del CAI, essendo stata pensata per essere accessibile
a tutti, sia a persone con disabilità, sia a coloro che per varie ragioni
hanno patologie che non consentono loro di affrontare sentieri più
impegnativi.
I cinque bivacchi e la sentieristica relativa sono stati recuperati e
ristrutturati grazie ai fondi PSR, in parte sulla vecchia programmazione,
in parte sulla nuova, per un totale complessivo di poco meno di 1 milione
di euro.
Si tratta di interventi che si inseriscono in un quadro di 121 progetti
finanziati sulla misura 8.5 per ripristinare rifugi/bivacchi e sentieri
inseriti nelle aree appenniniche e delle Alpi Apuane sui territori della
Lunigiana, Garfagnana e Media Valle (per un totale di circa 3,5 milioni di
euro di finanziamenti erogati).
“Questi alpeggi – ha detto la vicepresidente e assessora Stefania
Saccardi – ci raccontano storie in cui affonda le radici gran parte della
popolazione toscana, storie fatte di colori e di odori, quando ricotta e
formaggio non erano soltanto prodotti naturali, ma un rito, un veicolo di
messaggi inviati alla città. Con l’abbandono delle aree montane
dell’Appennino, un tempo presidiate da questi pastori, si sta perdendo la
memoria dei luoghi e delle persone che hanno contribuito a caratterizzare
le tradizioni, la cultura e le produzioni della montagna, oltre a vedere la
riduzione della biodiversità naturale nelle sue componenti vegetale ed
animale. Per questo motivo abbiamo ritenuto di rivolgere l’attenzione verso
questi sistemi territoriali che svolgono importanti funzioni ambientali,
paesaggistiche, storico-culturali e turistiche, ritenendo strategico
investire risorse nel recupero di alpeggi, bivacchi e sentieri di
montagna”.
“Sono convinta – ha concluso Saccardi – che l’assoluta straordinarietà
di questi luoghi possa trasformarsi in una opportunità per lo sviluppo di
un diffuso sistema turistico rurale sostenibile ed accessibile a tutti,
innescando un processo di rivitalizzazione di queste aree e delle loro
comunità che svolgono un prezioso ruolo di presidio e preservazione del
territorio montano”.
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