(AGENPARL) - Roma, 18 Maggio 2024 - (AGENPARL) – sab 18 maggio 2024 Centro Carabinieri Addestramento Alpino
Alpines Ausbildungszentrum der Carabinieri
NOTA STAMPA – PRESSEMITTEILUNG
SELVA DI VAL GARDENA – GRÖDEN, 17 MAGGIO 2024.
CONCLUSIONE DEL CORSO DI AGGIORNAMENTO TECNICO-SCIENTIFICO PER I
COORDINATORI CE.SE.M DEL CENTRO NAZIONALE METEOMONT. CENTRO
CARABINIERI ADDESTRAMENTO ALPINO / DISTACCAMENTO DI AURONZO DI
CADORE, 13-17 MAGGIO 2024.
Selva di Val Gardena (BZ), 17 maggio 2024 – Si è concluso in data odierna il corso
di Aggiornamento Tecnico-Scientifico per i coordinatori CE.SE.M del Centro
Nazionale Meteomont, che si è tenuto dal 13 al 17 maggio presso la sede del Centro
Addestramento Alpino di Selva Val Gardena (BZ) – Distaccamento di Auronzo di
Cadore (BL). Un consuntivo nivologico nazionale sull’inverno 2023/2024 a cura del
Servizio Meteomont Carabinieri, un’analisi approfondita sui cambiamenti climatici,
la neve e le valanghe. Il consuntivo ha visto la partecipazione di tutto il personale con
qualifica di previsore valanghe che durante l’inverno ha coordinato, nei vari settori
montani dell’arco alpino e della dorsale appenninica, l’attività di monitoraggio,
previsione e informazione del pericolo valanghe nell’ambito del sistema nazionale e
regionale di allertamento del rischio valanghe. Il consuntivo è stato organizzato e
diretto dal Ten. Col. Vincenzo Romeo, con 35 anni di esperienza nel settore e Capo
del Centro Nazionale Meteomont del Comando Carabinieri Tutela Forestale e Parchi,
con il fondamentale supporto logistico-operativo del Distaccamento Scuola di
Auronzo di Cadore, comandato dal Ten. Giancarlo Caprini. Durante il consuntivo,
oltre agli aggiornamenti tecnico-scientifici sulle modalità di rilevamento e
valutazione del pericolo valanghe secondo gli standard internazionali, sono state
presentate le prime analisi dei dati meteorologici e nivologici raccolti durante l’ultima
stagione invernale al fine di elaborare i bollettini di previsione del pericolo valanghe
a supporto della valutazione e gestione dei relativi rischi, sia in aree antropizzate che
in territorio aperto innevato frequentato da sportivi ed escursionisti. L’innevamento
stagionale 2023/2024, sull’arco alpino ancora in corso, è stato caratterizzato da
significative anomalie meteoclimatiche rispetto gli andamenti storici degli ultimi
anni, di natura e di segnale decisamente differenti tra arco alpino e dorsale
appenninica. In generale, sull’arco alpino, dopo un periodo invernale relativamente
asciutto e caldo, che conferma i minimi storici nei mesi di dicembre-febbraio per
l’innevamento, sono seguite in tardo inverno e primavera (marzo e aprile) abbondanti
e ripetute nevicate che localmente, specie in alta quota e nei settori centrooccidentali, hanno superato non solo le medie storiche degli ultimi 30 anni, ma anche
in taluni casi i valori massimi storici, così recuperando il timido avvio di stagione.
L’innevamento avvenuto dopo ed in un periodo relativamente caldo (elevate le
temperature massime medie ed assolute), con alternate correnti di aria umida
relativamente fredda o calda, ha comportato una diffusa e continua destabilizzazione
del manto nevoso ed una sua frequente variabilità spaziale e temporale, sia nelle
dinamiche (situazioni e problemi valanghivi) che negli effetti (grado di pericolo). In
Appennino l’inverno, sia per le temperature, specie per quelle massime, che per
innevamento, non è mai iniziato: dal 20% al 90 % la riduzione delle nevicate e delle
altezze di neve al suolo registrata in numerose stazioni di rilevamento manuale lungo
tutta la dorsale, rispetto alla media degli ultimi 30 anni. I risultati di dettaglio delle
analisi effettuate stazione per stazione saranno pubblicati in appositi rendiconti
meteonivologici che saranno consultabili, analogamente a quanto fatto per le stagioni
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