(AGENPARL) - Roma, 6 Maggio 2024 - (AGENPARL) – lun 06 maggio 2024 **Suvignano, riapre la chiesa della tenuta confiscata. La Regione: per la
rinascita servono tutte le istituzioni**
/Scritto da Antonio Cannata, lunedì 6 maggio 2024/
Per il futuro della tenuta di Suvignano è importante creare sinergie con
lo Stato, affinché il governo possa iniziare a dare una mano dal punto di
vista economico.
E’ il messaggio che la Regione Toscana, attraverso il presidente della
giunta, ha rivolto questa mattina alle istituzioni nazionali che hanno
fatto visita alla tenuta in occasione di un nuovo importante passaggio del
percorso di rinascita del bene più importante mai confiscato alle mafie
nel centro-Italia: la riapertura al culto della cappella di Santo Stefano,
piccolo edificio dedicato alla preghiera che accompagna da sempre la storia
di questa immensa tenuta inserita tra le colline di Monteroni d’Arbia e
Murlo.
Il presidente è intervenuto nel corso della tavola rotonda dedicata a
lavoro e agricoltura, che ha preceduto la celebrazione della Santa Messa
per salutare il ritorno al culto della chiesetta. All’incontro hanno preso
parte tra gli altri la presidente della commissione antimafia e la
sottosegretaria all’interno, il cardinale e arcivescovo di Siena-Colle di
Val d’Elsa-Montalcino Augusto Paolo Lojudice, oltre alla vicepresidente
della Regione (con deleghe all’agricoltura), l’assessore regionale alla
legalità, i vertici di Ente Terre, l’agenzia in house dell’amministrazione
toscana a cui è affidata la gestione della tenuta.
Il presidente, esprimendo soddisfazione per la ripresa delle funzioni
religiose nella cappella, ha ribadito l’impegno della Regione per il
rilancio della tenuta. Ha ricordato la recente presentazione dell’Ostello
della legalità, finanziato con risorse regionali, che presto avvierà le
attività ricettive facendo da punto-tappa per ragazze e ragazzi impegnati
contro le mafie e per turisti appassionati di cammini lungo la via
Francigena.
Occorre creare, secondo il presidente, una sempre maggiore integrazione tra
le attività di formazione che oggi si svolgono per consolidare la cultura
della legalità e l’impegno antimafia, il turismo, l’agricoltura, in modo
da dare il senso di un luogo che diventa fonte di civiltà, di lavoro,
incontro tra i giovani.
Suvignano è una tenuta di 638 ettari, in cui sorgono 13 immobili da
ristrutturare, 4 laghetti naturali. Oggi già funzionano un agriturismo,
ospita iniziative contro la criminalità organizzata con i giovani, accanto
a attività cerealicole e ulivicoltura ed è attivo il Centro regionale per
le competenze agroalimentari tradizionali.
Di recente, ha ricordato la vicepresidente della Regione e assessora
all’agricoltura, la Regione ha presentato anche il piano industriale per
sviluppare ulteriormente attività agricola biologica e zootecnica,
valorizzando qualità e rispetto per l’ambiente. La tenuta, ha sottolineato
la vicepresidente, può diventare il simbolo della volontà collettiva
delle istituzioni, dello Stato della capacità di saper gestire un bene con
legalità ed efficienza e di dimostrare la propria forza. Un dovere, ha
concluso, che dobbiamo sentire tutti addosso e come impegno prioritario.
L’assessore regionale alla legalità ha evidenziato come Suvignano sia
l’esempio di riferimento dell’impegno della Toscana per la riqualificazione
dei beni in confiscati alle mafie. A Suvignano la Regione opera con
strutture e risorse proprie. Qui si testimoniano i percorsi della
legalità, con i soggiorni promossi dalle organizzazioni del terzo settore
che con ragazze e ragazzi tengono percorsi sulla cultura della legalità e
la lotta alle mafie. La Regione, continuerà a investire risorse perché
l’obiettivo è recuperare totalmente il patrimonio affidatogli, a partire
dall’edificio principale, la villa, che necessita di 6 milioni di euro per
la ristrutturazione. Ma, ha tenuto a ribadire l’assessore, la Regione non
può essere lasciata da sola ed è auspicabile condivisione e
compartecipazione nel progetto Suvignano.
Nota. Il comunicato è stato redatto in ottemperanza alla disposizioni
sulla par condicio scattate con l’indizione dei comizi elettorali per le
elezioni europee ed amministrative dell’8 e 9 giugno 2024.
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