(AGENPARL) - Roma, 27 Marzo 2024 - (AGENPARL) – mer 27 marzo 2024 COMUNICATO STAMPA
A Modena seguite più di 1000 pazienti all’anno per Endometriosi
Endogym: un progetto di umanizzazione per le pazienti con l’endometriosi che soffrono di dolore pelvico cronico
Il progetto si propone di valutare i diversi benefici dati dalla pratica dello Yoga sul dolore miofasciale e dispareunia nel contesto della riabilitazione del pavimento pelvico
Modena, 27 marzo 2024 – Domani, giovedì 28 marzo, è la Giornata dell’Endometriosi e oggi l’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena presenta il progetto Endogym che si rivolge alle pazienti affette da endometriosi con dolore miofasciale e dispareunia afferenti all’ambulatorio di Endometriosi e Dolore Pelvico Cronico dell’AOU di Modena. Il progetto si propone di valutare i diversi benefici dati dalla pratica dello Yoga sul pelvico cronico e dolore miofasciale nel contesto del trattamento a scopo antidoltifico del pavimento pelvico. Tutto questo è reso possibile grazie alla collaborazione sinergica tra la Ginecologia e Ostetricia del Policlinico di Modena e la Medicina Riabilitativa, e sostanziale contributo dei volontari dell’associazione APE Onlus (Associazione Progetto Endometriosi), associazione di volontarie su scala nazionale, che da 18 anni informa sull’endometriosi. Il progetto prenderà il via ad aprile e durerà circa 6 mesi mesi al termine dei quali si valuteranno i benefici per le pazienti.
A Modena, ogni anno vengono seguite un migliaio di pazienti in ambulatorio, molte delle quali affette da endometriosi di grado moderato e severo. Ogni anno vengono eseguiti numerosi interventi chirurgici per questa patologia che spesso può richiedere approcci integrati e multispecialistici anche molto complessi. L’approccio chirurgico, nella quasi totalità dei casi endoscopico, viene offerto sia in laparoscopia che in chirurgia robotica.
“La realizzazione di questo progetto – spiega il Direttore Generale, dottor Claudio Vagnini – evidenzia ancora una volta come l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena abbia intrapreso un percorso importante sul tema dell’umanizzazione delle cure. L’assunzione fondamentale che ha caratterizzato l’investimento in questa politica aziendale si basa sulla consapevolezza che la condizione di salute o di malattia sia la conseguenza dell’interazione tra fattori biologici, psicologici e sociali. In particolare, gli studi dimostrano come i sintomi dell’endometriosi abbiano un impatto negativo sui parametri psicologici e sociali portando ad una significativa riduzione della qualità di vita. Dai risultati dei suddetti studi si evince che la sessualità di queste donne risulti fortemente compromessa e che la vita lavorativa venga sacrificata a causa di un dolore che diventa spesso invalidante. In quest’ottica, grazie all’insostituibile contributo del volontariato, oggi presentiamo un altro progetto che permette di prendere in carico non soltanto la patologia bensì anche il vissuto di malattia di queste donne. Ecco, dunque, un altro tassello che contraddistingue la clinica ostetrico-ginecologica modenese che già da anni si è attrezzata per essere punto di riferimento regionale per l’endometriosi.”
“L’endometriosi è una malattia infiammatoria cronica, estrogeno-dipendente, che colpisce tipicamente l’età riproduttiva. È caratterizzata dalla presenza di tessuto endometriale al di fuori della cavità uterina – spiega il prof. Antonio La Marca, Direttore dell’Ostetricia e Ginecologia – Si stima che colpisca il 6-10% delle donne, raggiungendo il 38% nel sottogruppo delle donne infertili e sale tra il 71 e l’87% nelle donne con dolore pelvico cronico. Il problema con l’endometriosi è che si tratta di una patologia con sintomi eterogenei che possono appartenere al sistema ginecologico (dismenorrea, dispareunia, infertilità e dolore pelvico cronico), al sistema gastroenterologico (gonfiore periodico, diarrea, dischezia o stitichezza) e al sistema urologico (disuria). Per questo motivo è necessario un approccio multidisciplinare sia dal punto di vista della diagnosi, sia da quello della terapia”.
L’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena è centro di riferimento regionale per l’Area Vasta Emilia Nord per la diagnosi e la terapia di secondo livello dell’endometriosi. L’Emilia – Romagna è stata la prima regione in Italia ad adottare una delibera che ha definito il PDTA e una delle poche che lo ha attuato nella pratica. Il centro di riferimento per l’endometriosi del Policlinico di Modena le pazienti possono ricevere una presa in carico globale e livelli di cure di alta qualità, con particolare riferimento al trattamento sia medico che chirurgico della patologia così come è presente l’articolazione funzionale con il centro di medicina della riproduzione per la presa in carico della paziente con lo scopo di preservare la fertilità.
“La fisiopatologia dell’associazione tra endometriosi e dolore è poco conosciuta – ricorda il dottor Carlo Alboni, Responsabile della Struttura Semplice di Chirurgia Ginecologica Mini-Invasiva e Robotica e Responsabile dell’Ambulatorio endometriosi e dolore pelvico cronico – Si ritiene che l’infiammazione sia una delle principali cause di dolore nell’endometriosi, associata ad un’alterata sorveglianza immunitaria del microambiente peritoneale. Il dolore pelvico cronico influisce profondamente sulla vita delle donne: porta ad affaticamento, ansia e in alcuni casi a depressione a causa dell’impatto che la malattia determina sulla qualità di vita delle pazienti. Lo yoga e il trattamento antalgico dei muscoli del pavimento pelvico sono pratiche utili a trattare il dolore cronico che in queste pazienti coesiste con il dolore dei visceri colpiti in modo diretto dalla malattia endometriosica che agisce come malattia infiammatoria cronica dell’intera area pelvica. In questi casi spesso l’impatto maggiore del dolore lo si ha sulla possibilità di avere rapporti sessuali senza dolore, molte di queste pazienti purtroppo, se non vengono curate, smettono di avere una vita sessuale a causa del dolore”.
Nel trattamento della paziente con endometriosi è importante un approccio multidisciplinare e cucito sulla stessa, andando a valutare oltre le componenti organiche della patologia stessa anche la componente miofasciale; la quale si può giovare di approcci sanitari affini come la fisioterapia e la pratica dello Yoga.
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