(AGENPARL) - Roma, 2 Febbraio 2024 - (AGENPARL) – ven 02 febbraio 2024 *COMUNICATO STAMPA*
*DIFESA, RETE SINDACALE MILITARE: “LA TUTELA SANITARIA DEL PERSONALE
MILITARE NON È IN VENDITA” *
“Lo Stato Maggiore della Difesa, dal quale ci aspettavamo la stessa
sensibilità e lungimiranza dimostrata dal Ministro della Difesa che, pur in
assenza di un obbligo di legge ha già per due volte incontrato le scriventi
Associazioni, ha invece chiesto al Co.Ce.R Comparto Difesa di fornire un
parere sul nuovo disciplinare tecnico da porre a base di gara per la
polizza assicurativa sanitaria del personale delle FF.AA. e dell’Arma dei
Carabinieri.
Esprimiamo grande perplessità e disappunto per l’inopportuna richiesta ad
un organismo che non ha più, nei fatti, alcuna potestà giuridica sulla
materia contrattuale e sul tema in questione, visto che già dal 1° febbraio
2024, si conoscono i dati consolidati delle deleghe sindacali sottoscritte
dal personale militare con riferimento ai Sindacati Militari, unici
organismi deputati a rappresentare il personale su queste materie. Che si
chieda al Co.Ce.R., in maniera quanto mai intempestiva, di esprimere un
parere su un tema così sentito dal Personale in armi solo perché mancano
alcuni giorni alla definizione della rappresentatività sindacale appare
semplicemente grottesco.
Ma ancor più allarmante, oltre al metodo, è il merito!
Andando con ordine, ai commi 348-349 della legge n. 213/2024 (bilancio
2024), vengono stanziati 38,3 milioni di euro per ciascuno degli anni dal
2024 al 2026, da destinare alla stipula di polizze assicurative per la
copertura sanitaria ed infortunistica complementare/integrativa del
personale delle Forze armate e delle Forze di polizia.
Ora, da ciò che si evince dalla presentazione fornita da SMD al Co.Ce.R. –
Comparto Difesa, la quota mediamente stanziata pro-capite per il nuovo
contratto di assistenza sanitaria per i militari ed i carabinieri (quasi
300.000 operatori più del 60 percento del totale del Comparto) passerebbe
da 50 (già a Bilancio operante 2023) a 75 euro impegnando le risorse
aggiuntive finanziarie destinate dal Governo ( tutte quelle spettanti per
ffaa e carabinieri? ) portando però ad una rinuncia completa all’apprezzato
screening annuale di prevenzione sanitaria a fronte di altre scelte su
diversi altri versanti della polizza.
Ora pur comprendendo le difficoltà nel finalizzare una polizza che preveda
un check up generalizzato come in passato, rimane comunque da valutare un
possibile nuovo e più ristretto ambito di prevenzione mirata nonché le
scelte operate nel definire il nuovo disciplinare che il Co.Ce.R ha
accettato, non si sa bene perché e soprattutto con che valenza
rappresentativa.
Chiediamo, pertanto al Sig. Ministro Crosetto, cui riponiamo massima
fiducia, un autorevole intervento teso a chiarire allo Stato Maggiore della
Difesa, una volta per tutte, che la tutela del personale militare è già
sostanzialmente in capo alle Associazioni Professionali a Carattere
Sindacale tra Militari (APCSM); ad oggi già ampiamente rappresentative del
Personale e nel merito della questione di rinviare ad un confronto cui sin
d’ora ci dichiariamo immediatamente disponibili. NON SIAMO PIÙ DISPOSTI AD
ASPETTARE OLTRE”. Lo comunica, in una nota, la Rete Sindacale Militare.
*Per info e contatti*
*Antonio Tarallo – Segretario Generale USIC *
https://usicc.it
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