(AGENPARL) - Roma, 23 Dicembre 2023 - (AGENPARL) – sab 23 dicembre 2023 **Agroalimentare, due nuovi prodotti dolciari nell’elenco dei PAT**
/Scritto da Sara Ghilardi, sabato 23 dicembre 2023/
L’anno si chiude con l’aggiornamento dell’Elenco dei Prodotti
Agroalimentari Tradizionali che vede l’inserimento di due nuovi prodotti
appartenenti entrambi alla Categoria “Paste fresche e prodotti della
panetteria, della biscotteria, della pasticceria e della confetteria”. Si
tratta della “Befana di Barga” la cui richiesta di iscrizione arriva
dal Comune di Barga, mentre il Comune di Vicchio ha presentato la richiesta
della “Scola”.
Già in marzo erano state approvate delle richieste di aggiornamento della
scheda produttiva per i “Quaresimali” mentre era stato precisato il
nome della “Torta d’erbi della Lunigiana” e non d’erbe.
Il totale dell’elenco dei PAT della Toscana sale così a 464.
“Con la Befana di Barga e la Scola cresce l’elenco dei prodotti
agroalimentari tradizionali identificati dal Ministero – ha detto la
vicepresidente e assessora all’agroalimentare Stefania Saccardi – E questo
non può che rallegrarci. I Pat rappresentano un immenso patrimonio
ereditato dal sapiente lavoro di chi sul territorio ha nobilitato i
prodotti locali con ricette straordinarie che sono diventate un simbolo
della Toscana. Una base solida e di estrema qualità per avviare politiche
integrate di sviluppo territoriale e, più in generale, una risorsa per lo
sviluppo del comparto agroalimentare e la Regione si impegna a
valorizzare”.
La Befana di Barga sono i biscottini ricoperti di marzapane colorato di
Alkermes e spolverati di zucchero, hanno le più svariate forme e sono
preparati tradizionalmente nel periodo natalizio o durante l’anno in
corrispondenza di occasioni particolari, matrimoni, battesimi, comunioni,
cresime, ecc.. Ogni famiglia conserva tuttora i propri stampini delle forme
più varie tramandati di generazione in generazione. La preparazione
casalinga poi è un vero rito collettivo, dove ognuno ha i suoi compiti:
l’impasto e il marzapane vengono preparati il giorno precedente e fatti
riposare al fresco. Una volta pronti ci si ritrova da chi ha la cucina più
grande e possibilmente, il forno a legna. C’è chi spiana, chi dà la
forma, chi pinzetta, chi aggiunge il marzapane e chi aggiunge gli elementi
decorativi. L’uso dell’apposita pinzetta richiede una manualità ed
un’esperienza che si acquisisce solo con anni e anni di preparazioni. Era
tradizione preparare la Befana anche per i parenti emigranti. L’arrivo del
biscotto in Scozia, in America, in Brasile ecc. rappresenta infatti per i
bargo-esteri un motivo di festa evocando i ricordi della terra natia. E’ un
prodotto che viene preparato anche dai forni e dalle pasticcerie di Barga
ma è molto sentito dalle famiglie per le quali vi è perfino il concorso
per “La migliore befana casalinga” che si svolge il 5 gennaio. Si
racconta che gli abitanti di Castelvecchio, frazione del Comune di Barga,
in occasione dell’Epifania, erano soliti regalare al poeta Giovanni Pascoli
un cestino di Befana di Barga.
La “Scola” o “Spola” è invece un dolce allungato, morbido e
profumato, arricchito da zucchero, uvetta, anice, prodotto dai forni di
Vicchio e venduta come fila di 6 panini, che si possono vendere anche
singolarmente. La “scola” viene prodotta annualmente solo nel mese di
febbraio esclusivamente dai fornai del comune di Vicchio, prodotto è
arrivato fino ai giorni nostri sostanzialmente senza modifiche nella
ricetta.
Se ne riscontra la produzione già dagli inizi del 1900 dalle testimonianze
di generazioni trascorse tramandate ai consumatori odierni, o in modo più
puntuale, al 1940 secondo la testimonianza di alcuni produttori locali, che
ricordano la produzione della “scola” nella frazione di Molezzano per
la festività della Candelora.
Il prodotto “scola” è da collegare alla festa della Candelora, che nel
calendario liturgico era dedicata alla Purificazione della Vergine avvenuta
appunto 40 giorni dopo il Natale.
È interessante notare come i dizionari storici (vedi Tommaseo) riportino
il lemma come variante “spola”, facendo riferimento a un filoncino di
pane di forma affusolata come la spola di legno della tessitura.
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