(AGENPARL) - Roma, 13 Dicembre 2023 - (AGENPARL) – mer 13 dicembre 2023 Due aree di studio, i territori delle province di Arezzo e Grosseto,
inserite nel progetto ‘The Future of Rural Manufacturing’ promosso da
Ocse in collaborazione con DG Regio della Commissione Europea ed il
supporto della Regione Toscana e di IRPET. Lo scopo è valutare e
analizzare l’impatto dello sviluppo tecnologico e dell’innovazione sul
tessuto economico e sociale delle aree rurali. E comprendere in che modo le
politiche attuate a livello regionale e locale possono accompagnare in
questo processo le attività industriali attive nei territori. Le
conclusioni saranno presentate nel corso di due incontri in programma
giovedì 14 dicembre ad Arezzo ed il giorno dopo, venerdì 15, a Grosseto.
Il progetto, che Ocse sta portando avanti sotto forma di studio comparato
con le realtà di altri paesi europei (Francia, Germania e Slovenia), ha
preso in considerazione due aree toscane molto diverse tra loro sia dal
punto di vista geografico sia da quello delle specializzazioni produttive.
L’analisi fa emergere una serie di sfide, opportunità e raccomandazioni
politiche per potenziare le prestazioni del settore manifatturiero e lo
sviluppo regionale.
“Il rapporto – spiega l’assessore a economia e turismo Leonardo Marras –
ci offre interessanti spunti di riflessione sulle politiche che la Regione
può attuare per sostenere lo sviluppo dei territori nella loro diversità.
Ci vengono consegnate sfide su cui lavorare e target su cui concentrarsi
per correggere il tiro e dare risposte sempre più adeguate a quelle che
sono le esigenze diversificate, in questo caso delle province di Arezzo e
Grosseto, ma si tratta di un metodo di lavoro da replicare e adattare a
ogni territorio. Siamo per questo davvero riconoscenti verso l’Ocse che ha
scelto la Toscana per la sua analisi e auspichiamo di poter collaborare
ancora in futuro”.
“Partendo da un’analisi del tessuto economico locale e dalle criticità
strutturali che presenta il nostro territorio, ampiamente messe in luce
anche dalla recente classifica del Sole24ore – afferma Francesco Limatola,
presidente della provincia di Grosseto – il rapporto Ocse sull’industria
nelle aree rurali ci aiuta a comprendere i cambiamenti in corso per
cogliere le opportunità legate all’innovazione e alla riconversione in
chiave sostenibile del sistema produttivo locale. Il cambiamento deve
essere sostenuto lavorando uniti, come sistema territoriale, per superare
il gap infrastrutturale da un lato e il mismatch delle competenze
dall’altro. Nell’era della trasformazione digitale, dell’economia green e
dell’introduzione di nuove tecnologie a supporto dei processi produttivi,
il lavoro da fare per rispondere alla crescente richiesta di competenze
sempre più qualificate è davvero grande e richiede politiche mirate,
elaborate in un rapporto sempre più collaborativo e stretto tra pubblico e
privato. Ringraziamo l’Ocse e la Regione Toscana per l’attenzione riservata
al nostro territorio”.
“E’ fondamentale comprendere i cambiamenti in corso nelle aree definite
rurali, potendo sfruttare le opportunità messe a disposizione dall’Europa
con l’obiettivo di aumentare la competitività delle imprese e il benessere
del territorio – dichiara Alessandro Polcri, presidente della Provincia di
Arezzo -. La nostra provincia è caratterizzata da eccellenze in
agricoltura, industria e artigianato, con prodotti conosciuti e apprezzati
in tutto il mondo. Sono presenti grandi capacità in più settori
produttivi come oro, moda, elettronica, agroalimentare raggiungendo
risultati per sia per competenze, professionalità delle maestranze e
innovazione. Ringrazio la delegazione Ocse e la Regione Toscana per
l’importante lavoro svolto per le valutazioni con un richiamo a livello
internazionale”.
Arezzo può contare su una produzione manifatturiera tradizionale, grazie
alla forte presenza di pmi altamente specializzate in settori quali
oreficeria (principale distretto con circa 1 300 aziende e 9000 addetti),
tessile e abbigliamento, pelletteria e calzoleria. Negli anni alcune
aziende leader locali, nei settori citati, sono cresciute fino a diventare
gruppi internazionali con fatturato di miliardi di euro.
Grosseto, invece, è caratterizzata da un’economia rurale e un ambiente
prevalentemente agricolo, con un settore di trasformazione alimentare fatto
di piccole botteghe artigianali spesso dedicate all’offerta di servizi ai
produttori agricoli locali (p. es. manutenzione e riparazione di
attrezzature, ecc.). Alcune attività industriali manifatturiere si trovano
lungo la costa. Altro importante settore economico è il turismo, balneare
o rurale.
Capitale umano e mercato del lavoro locale sono fattori chiave per il
futuro del settore manifatturiero nelle due province. Arezzo può puntare
su un solido know-how e su un alto livello di specializzazione.
Invecchiamento della popolazione, necessità di promuovere R&S ed integrare
più sapere e innovazione nella produzione, transizione verso un modello di
economia più circolare e ricerca di nuove competenze adatte ai settori
emergenti locali (come le TIC) sono le sfide per il futuro. A Grosseto,
investire nel capitale umano è fondamentale per sostenere la transizione
dalle tradizionali attività rurali, principalmente legate ad agricoltura e
turismo. Bisogno di lavoratori qualificati e lotta contro il mancato
incontro domanda-offerta riguardano entrambe le province, con un maggiore
peso ad Arezzo.
Nei settori di più recente sviluppo (TIC e nuove tecnologie ad Arezzo),
alcuni dei fattori decisivi per l’insediamento delle imprese nell’ambiente
rurale sono legati alla maggiore capacità di trattenere i lavoratori
qualificati. Così come la qualità della vita, che rende il mercato del
lavoro potenzialmente attraente (come nel caso del villaggio Smart Working
di Santa Fiora, in provincia di Grosseto). Per entrambe le province la
risposta alle esigenze del mercato del lavoro, compresa attrazione,
sviluppo e qualificazione delle competenze, sta nella capacità di
migliorare l’interconnessione scuola-impresa. Formazione professionale e
permanente sono integrate dagli istituti di istruzione superiore, sia a
livello universitario sia di istituti tecnici superiori. Il Polo
universitario di Arezzo e quello di Grosseto devono convogliare e modulare
l’offerta formativa accademica e di alta formazione tecnica per rispondere
alle esigenze specifiche locali.
Riguardo all’esecuzione operativa delle politiche industriali, regionali e
rurali, la Regione dal 1999 coinvolge i soggetti interessati (enti locali,
parti economiche e sociali) in tutte le fasi della progettazione,
attraverso un tavolo permanente di concertazione e definizione delle più
importanti scelte di politica economica e sociale ed attuazione delle
politiche di intervento regionale. Nonostante un possibile disallineamento
tra politiche settoriali e territoriali, la Toscana rappresenta un caso
positivo di azione coerente. Dato che ogni area ‘rurale’ è diversa,
affinché l’intervento sia efficace occorre una capacità di adattamento
specifica per il luogo. Sulla buona strada intrapresa ci sono margini di
miglioramento per ottenere una maggiore e più forte integrazione tra
politiche settoriali e territoriali. La dimensione regionale può sostenere
un’azione sempre più incisiva ed efficace, rafforzata da un dialogo
proficuo tra Regione e Province.
Il Rapporto completo è disponibile al seguente link:
https://phplist.servizi.tix.it/rt-ToscanaNotizie/lt.php?tid=VL7yxUUO2oSZaitYh/h7fo9IufB8WjWRuG4LQ7kBvS/ReaX0w/CNPbjfeig/QH/E
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