(AGENPARL) - Roma, 24 Novembre 2023 - (AGENPARL) – ven 24 novembre 2023 ALLEGATO A
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PROTOCOLLO D’INTESA
PER LA DEFINIZIONE DI PROPOSTE OPERATIVE PER L’ATTUAZIONE
DELL’ECONOMIA CIRCOLARE NEI SETTORI PRODUTTIVI DEL VENETO
REGIONE DEL VENETO
ARPAV (Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto),
UNIVERSITA’ CA’ FOSCARI,
UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI PADOVA
UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI VERONA
di seguito, congiuntamente definite “le Parti”;
PREMESSO CHE:
ai sensi dell’art. 8, comma 1, dello Statuto, il Veneto nel rispetto del principio di responsabilità nei
confronti delle generazioni future, opera per assicurare la conservazione e il risanamento dell’ambiente,
attraverso un governo del territorio volto a tutelare l’aria, la terra, l’acqua, la flora e la fauna quali beni e
risorse comuni;
la Regione del Veneto, per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali, riconosce tra gli obiettivi
da conseguire un modello di sviluppo sostenibile che tenga conto delle esigenze di protezione
ambientale, di uso efficiente delle risorse e di riduzione della produzione dei rifiuti;
in linea con gli obiettivi mondiali, dettati dall’Agenda di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite 2030,
ed europei, delineati nella programmazione 2021-2027, il Secondo Piano d’Azione per l’economia
circolare prevede misure legislative e non, per l’intero ciclo dei prodotti, dalla progettazione al riciclo,
con l’obiettivo di ridurre l’impronta complessiva della produzione e del consumo dell’Unione europea e
contribuire in tal modo al raggiungimento degli obiettivi del Green Deal10. Considerando infatti che la
metà delle emissioni deriva dall’estrazione e lavorazione delle risorse, il nuovo piano indirizza in
maniera specifica i settori ad alta intensità di risorse quali: elettronica e ICT; batterie e veicoli;
imballaggio; plastica; tessile; costruzione e alimentare;
Con la “Strategia nazionale per l’economia circolare”, sono stati definiti i nuovi strumenti amministrativi
e fiscali per potenziare il mercato delle materie prime seconde, affinché siano competitive in termini di
disponibilità, prestazioni e costi rispetto alle materie prime vergini. A tal fine, la Strategia agisce sulla
catena di acquisto dei materiali (Criteri Ambientali Minimi per gli acquisti verdi nella Pubblica
Amministrazione), sui criteri per la cessazione della qualifica di rifiuto (End of Waste), sulla
responsabilità estesa del produttore e sul ruolo del consumatore, sulla diffusione di pratiche di
condivisione e di “prodotto come servizio”;
l’aggiornamento del Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani e speciali, approvato con con D.G.R. n.
988 del 09/08/2022, contiene un “Focus di approfondimento n. 1 – Risorse circolari per il comparto
produttivo” che prevede l’attivazione di tavoli di confronto e l’adozione di strumenti regolatori, al fine di
individuare ambiti di miglioramento nella gestione degli scarti risultanti da determinate attività
produttive;
al fine di porre in essere azioni concrete per perseguire le finalità di tutela dell’ambiente e di
sostenibilità, occorre prendere atto che l’economia circolare sta diventando una realtà concreta a livello
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globale, in uno scenario contraddistinto dall’allarmante aumento del consumo di materie prime, e dalle
drammatiche tensioni internazionali dell’ultimo periodo;
in tale modello è possibile riconoscere un beneficio sociale e un valore economico per la collettività;
a fronte di una società civile maggiormente sensibile alla sostenibilità ed all’impatto ambientale delle
proprie scelte di consumo, la transizione verso un sistema economico circolare offre l’opportunità alle
aziende venete di guadagnare un vantaggio competitivo e di riposizionarsi all’interno di un mercato
attento non solo alla qualità di prodotti e servizi ma anche alla loro impronta ambientale;
è appurato che il sistema economico lineare, caratterizzato dal paradigma produzione-consumo-rifiuto,
provoca un enorme pressione sull’ecosistema, poiché necessita sempre di nuove risorse da un lato e non
riesce a smaltire efficacemente ciò che produce dall’altro. L’economia circolare è diventata un bisogno
percepito a livello globale proprio a causa dell’incremento costante della domanda di materie prime e
degli effetti negativi causati dal cambiamento climatico;
al fine di allinearsi alle istanze di sostenibilità fortemente presenti nel territorio, la Regione del Veneto,
in collaborazione con gli altri sottoscrittori del presente protocollo, intende assumere il ruolo di
facilitatore nella transizione verso un’economia circolare, attivando strumenti di governance inclusivi
che intercettino e rispondano al meglio ai bisogni delle aziende, del settore educativo, della società civile
e degli enti locali.
CONSIDERATO:
il ruolo fondamentale che possono svolgere, ai fini della promozione e dell’applicazione dei principi
dell’economia circolare nell’ambito dei diversi settori produttivi, la Regione del Veneto, le Università, le
associazioni di categoria, quali portatori d’interesse nella condivisione di strategie unitarie e
nell’attuazione di azioni finalizzate al superamento di ostacoli tecnici, normativi per il riutilizzo dei
materiali da costruzione e demolizione e dei sottoprodotti;
che tra le azioni del Piano di gestione dei Rifiuti, approvato con D.G.R. n. 988 del 09/08/2022, sono da
segnalare:
? la promozione della collaborazione tra soggetti pubblici e privati ed istituti di ricerca, per lo sviluppo
di attività di ricerca e la diffusione di sistemi innovativi e virtuosi di gestione dei rifiuti in linea con i
principi dell’economia circolare, del Green Deal e del PNRR;
? l’attivazione di tavoli di confronto e di progetti sperimentali con il mondo produttivo, finalizzati al
sostegno e all’introduzione di modelli di produzione e di prodotti sostenibili e circolari;
VISTA la D.G.R. n. _________ del ________________________ con la quale la Giunta regionale ha
autorizzato la sottoscrizione del presente Protocollo d’Intesa;
Art. 1 – Obiettivi
CIÒ PREMESSO E CONSIDERATO
SI CONVIENE QUANTO SEGUE
L’obiettivo del presente Protocollo è quello di attivare strategie condivise e complementari che favoriscano
l’applicazione dell’economia circolare nei diversi settori produttivi, in particolare promuovendo:
la riduzione del consumo di risorse naturali attraverso una maggiore efficienza dei processi produttivi e
l’utilizzo di materiali di recupero in sostituzione degli analoghi materiali vergini;
l’utilizzo di risorse naturali rinnovabili;
lo sviluppo di un’industria del recupero di alta qualità e concorrenziale che orienti il mercato verso una
maggiore ed assestata fiducia nella qualità del materiale recuperato;
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la lettura analitica dell’attuale quadro normativo vigente individuando le relative criticità e le possibili
iniziative volte al loro superamento;
l’analisi del processo progettuale e realizzativo del processo produttivo, dalla progettazione al rilascio del
prodotto, in diversi settori produttivi, per verificare se quanto residuato da un settore produttivo possa
diventare risorsa per settore diverso, in una visione strategica fondata sull’ottimizzazione dei processi e
di economia circolare;
la promozione di strumenti tecnici operativi per promuovere il raggiungimento degli obiettivi di
circolarità, attraverso una efficace valutazione Life-Cycle Assessment che dia consapevolezza del danno o
delle potenzialità ambientali dovute a ciò che avviene in ognuna delle fasi del ciclo di vita di un prodotto;
la possibilità di sviluppare una piattaforma web, finalizzata alla raccolta e alla condivisione delle attività
svolte dai singoli sottoscrittori, da rendere eventualmente disponibile agli operatori del settore;
la promozione, lo sviluppo e il sostegno di modelli di business circolari fondati, anche, sui principi del
design circolare grazie al quale si prevede di ridisegnare e ri-progettare i prodotti ed i servizi,
riorganizzandone la produzione, la fornitura e la logistica per migliorare la durabilità, le possibilità di
riutilizzo, la riparabilità e l’eventuale ri-manifattura, con particolare attenzione ai materiali e le
combinazioni;
la promozione, lo sviluppo e il sostegno di modelli di business che prevedano l’affermazione e il
potenziamento delle catene di valore in senso circolare: appare fondamentale e strategico prevedere in tal
senso il coinvolgimento sia di tutti gli attori delle filiere coinvolti nelle diverse fasi (estrazione,
produzione, fornitura, commercializzazione di materie prime, prodotti e servizi) sia della rete di
connessioni tra questi;
lo studio e l’analisi dell’evoluzione delle competenze e dei cambiamenti dei ruoli organizzativi e delle
relazioni delle imprese per effetto del passaggio da un modello lineare ad un modello economico
produttivo circolare;
lo studio e lo sviluppo di strumenti tecnologici abilitanti in un’ottica per la quale la digitalizzazione e
l’innovazione siano strumento efficace ed efficiente per il superamento del modello lineare e
l’affermazione del modello circolare.
Art. 2 – Modalità operative
Al fine di raggiungere gli obiettivi di cui all’art. 1, si promuovono le seguenti attività:
1) Promozione di un progetto pilota con le seguenti finalità:
a. individuazione di un numero ristretto di aziende campione appartenenti a filiere differenti;
b. promozione di un’attività di testing sulle aziende individuate per valutare il grado di
circolarità della singola azienda e della filiera di riferimento per meglio valutare le policy da
sviluppare e le azioni da intraprendere;
c. ricerca, analisi, sviluppo di modelli di economia circolare che siano rispondenti alle
specifiche esigenze del territorio e delle piccole /medie imprese venete;
d. analisi e verifica, con riferimento alle aziende e alle filiere individuate, dei fabbisogni
finanziari e tecnologici per la realizzazione della transizione circolare, anche tenuto conto
dei sistemi innovativi e virtuosi di gestione dei rifiuti in linea con i principi dell’economia
circolare stessa, del Green Deal e del PNRR;
e. istituzione di un Comitato tecnico interdisciplinare, formato da esperti in materia, che abbia
lo scopo di gestire e di coordinare il progetto pilota, prevedendo e realizzando a tal fine tutte
le attività necessarie. Tale comitato sarà incaricato altresì di gestire e coordinare tutte le
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eventuali iniziative che dovessero nascere sulla base dei risultati del progetto pilota
medesimo.
2) Istituzione del “Tavolo per l’economia circolare”, d’ora in poi “Tavolo” al quale parteciperanno i
referenti designati di ogni singola Parte e avente le seguenti caratteristiche:
a. Il “Tavolo” costituisce momento di confronto, di condivisione e di concertazione per tutte le
azioni che ciascuna Parte si impegna a realizzare.
b. Il “Tavolo è coordinato dalla Regione del Veneto e si riunisce con cadenza almeno
trimestrale.
c. Ognuna delle Parti può richiedere la convocazione del Tavolo anche per la trattazione di
argomenti specifici.
d. Il “Tavolo” verifica periodicamente lo stato di attuazione del Protocollo d’Intesa e i risultati
raggiunti.
e. Ove ritenuto opportuno, in considerazione di specifiche tematiche da trattare, la
partecipazione al “Tavolo” potrà essere aperta ad ulteriori organizzazioni del mondo
imprenditoriale, professionale, accademico-scientifico e delle associazioni iscritte al
Registro Unico Nazionale del Terzo Settore operanti nel territorio, salvo quanto previsto dal
successivo art. 4.
f. Il Tavolo si avvale di gruppi di lavoro appositamente costituiti per lo sviluppo delle
iniziative necessarie all’attuazione degli obiettivi di cui all’articolo 1.
Art. 3 – Impegni delle Parti
Le Parti si impegnano a mettere a disposizione le proprie competenze al fine di perseguire gli obiettivi di cui
all’art. 1. In particolare:
La Regione del Veneto si impegna a:
? coordinare le attività del “Tavolo”;
? pubblicizzare mediante i propri canali informativi le iniziative sviluppate nell’ambito del Tavolo;
? coordinare l’attività ricognitiva sulle possibilità di accesso ad eventuali Fondi Europei;
? individuare eventuali iniziative normative e/o regolamentari utili ai fini dell’applicabilità della
disciplina in materia;
? utilizzare i risultati del lavoro del “Tavolo” per iniziative regolatorie in tema di Sottoprodotti,
cessazione della qualifica di rifiuto (EoW), eco-design e altre connesse all’economia ircolare.
ARPAV si impegna a:
mettere a disposizione attività già svolte e in particolare:
? fornire il quadro di riferimento rispetto alla produzione di rifiuti nei diversi settori produttivi e il
relativo comparto impiantistico regionale;
? rendere fruibile una specifica sezione del portale di ARPAV che possa fornire le informazioni
utili nell’adozione di misure atte a promuovere modelli circolari;
attuare nello specifico per il “Tavolo” le seguenti attività:
? valutare la fattibilità dell’implementazione di un applicativo (anche in collaborazione con altre
Agenzie Regionali per la protezione dell’Ambiente) che agevoli l’incontro tra domanda e offerta
di materiali riciclati;
? sviluppare delle procedure specifiche al fine di standardizzare il riconoscimento di materiali che
hanno cessato la qualifica di rifiuto.
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Le 3 università del Veneto (Università Ca’ Foscari di Venezia, Università degli Studi di Padova e
Università degli Studi di Verona) si impegnano, secondo una ripartizione che verrà stabilita in un
documento successivo ed integrativo al presente Protocollo, ad effettuare attività di ricerca, studio e analisi
sui seguenti temi:
Best practices internazionali e nazionali circa:
? la riduzione del consumo di risorse naturali attraverso una maggiore efficienza dei processi
produttivi e l’utilizzo di materiali di recupero in sostituzione degli analoghi materiali vergini;
? l’utilizzo di risorse naturali rinnovabili;
? lo sviluppo di un’industria del recupero di alta qualità e concorrenziale che orienti il mercato
verso una maggiore ed assestata fiducia nella qualità del materiale recuperato;
? i migliori processi progettuali e realizzativi del processo produttivo (dalla progettazione al
rilascio del prodotto sul mercato), in diversi settori produttivi, per verificare se e come quanto
residuato da un settore produttivo possa diventare risorsa per lo stesso settore ovvero per settore
diverso, in una visione strategica fondata sull’ottimizzazione dei processi e di economia
circolare;
? gli strumenti tecnici operativi più idonei per promuovere il raggiungimento degli obiettivi di
circolarità attraverso una efficace valutazione Life-Cycle Assessment;
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