(AGENPARL) - Roma, 1 Luglio 2023 - (AGENPARL) – sab 01 luglio 2023 Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale
COMUNICATO STAMPA
I Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Bari presentano i
risultati dell’attività operativa relativa all’anno 2022.
Il Nucleo Carabinieri TPC di Bari, nell’ambito delle attività investigative avviate
sulle regioni di Puglia e Basilicata ma con riflessi sull’intero territorio nazionale e
all’estero ha restituito, nel corso dell’anno 2022, al patrimonio culturale italiano,
un ingente numero di beni culturali a rischio di definitiva dispersione sul territorio.
L’attività operativa evidenzia, nel 2022, una graduale diminuzione dei reati contro
il patrimonio culturale, anche alla luce delle innovazioni legislative che hanno
inasprito il sistema sanzionatorio, rendendo più efficace l’attività repressiva. Sotto
quest’ultimo profilo il Nucleo di Bari ha deferito all’Autorità Giudiziaria 119
persone per reati di ricettazione, violazioni in materia di ricerche archeologiche,
contraffazione di opere d’arte, violazioni in danno del paesaggio ed altre tipologie di
reato previste dal Codice dei beni Culturali e del paesaggio e dal Codice Penale.
Sono state eseguite 26 perquisizioni domiciliari e locali che hanno consentito il
recupero di 3.707 beni culturali (erano 2.009 nel 2021), di cui 5 di tipo
antiquariale, archivistico e librario, 3613 reperti archeologici, 80 reperti
paleontologici oltre a 9 opere d’arte contraffatte, per un valore economico stimato
immessi sul mercato come autentici.
Particolare impulso è stato dato alla tutela delle aree archeologiche. Infatti, il
fenomeno che ancora oggi minaccia maggiormente il patrimonio culturale in Puglia
e Basilicata è sicuramente lo scavo clandestino che alimenta un traffico di reperti
archeologici e numismatici di importanti proporzioni, intorno al quale ruotano
enormi interessi economici e commerciali. Provengono da queste due regioni, del
resto, gran parte dei reperti archeologici nazionali (spesso di inestimabile valore
storico-culturale) illecitamente trasferiti e venduti all’estero. In tale quadro, nel
2022, sono state adottate misure tese all’identificazione sia dei diretti responsabili
degli scavi clandestini che dei fruitori dei beni archeologici estirpati dal territorio.
Le molteplici indagini investigative hanno consentito il deferimento all’Autorità
Giudiziaria di 11 persone per lo specifico reato di scavo clandestino ma anche,
attraverso l’attento monitoraggio delle piattaforme Marketplace ed e-commerce,
ormai divenuti canali preferenziali per la compravendita di arte, il recupero di oltre
2600 reperti archeologici databili III e IV sec. a.C. con il contestuale deferimento
di 55 persone per ricettazione di beni culturali appartenenti allo Stato.
In materia di tutela del paesaggio sono state incrementate le attività finalizzate a
perseguire la realizzazione di opere edilizie abusive o realizzate in difformità rispetto
ai progetti approvati in centri storici o comunque in aree sottoposte a vincolo e in
tale contesto sono state denunciate 29 persone.
Il costante impegno profuso dai militari del Nucleo TPC di Bari ha permesso, altresì,
di esprimere un’efficace e coordinata azione preventiva e di controllo in Puglia e
Basilicata, così riepilogata:
? 40 controlli a esercizi commerciali, mercati e fiere di oggetti antiquariali;
? 11 verifiche alla sicurezza anticrimine di musei, biblioteche ed archivi
congiuntamente agli organi periferici del MiC con la finalità di individuare i punti
di criticità dei sistemi difensivi;
? 86 controlli nelle aree archeologiche ritenute potenzialmente più esposte alle
aggressioni criminali, svolti congiuntamente al personale delle Soprintendenze,
del 6° Nucleo Elicotteri di Bari e dell’Arma Territoriale;
? 64 controlli ad aree tutelate da vincoli paesaggistici;
? 522 controlli di beni culturali nella Banca dati dei beni culturali illecitamente
sottratti.
Tra le operazioni più importanti dell’anno, anche a livello nazionale, è sicuramente
da menzionare “FREEZING” che ha consentito il rimpatrio, dall’Austria, del dipinto
“Caritas Romana” di Artemisia Gentileschi.
La tela seicentesca, appartenente all’eredità del Conte Giangirolamo II Acquaviva,
già conservato presso il Castello Marchione di Conversano (BA), era stato esportato
illecitamente dal territorio nazionale nel tentativo di commercializzarlo all’estero.
Due persone sono state indagate e deferite all’Autorità Giudiziaria per truffa ed
esportazione illecita di beni culturali. Le stesse, avevano presentato il dipinto, nel
2019, per il tramite di un’agenzia di intermediazione toscana, all’Ufficio
Esportazione (del Ministero della cultura) di Genova, dissimulando l’attribuzione
alla pittrice italiana di scuola caravaggesca Artemisia Gentileschi (1593 – 1653),
dichiarando un valore economico decisamente sottostimato e tacendo il legame
pertinenziale storicamente documentato con contesti architettonici vincolati
(Castello di Conversano e, successivamente, Castello Marchione di Conversano,
risalente al sec. XVI-XVII), riuscendo così ad ottenere un attestato di libera
circolazione viziato dalla erronea rappresentazione e valutazione dei fatti posti a
base della decisione della Commissione consultiva.
I privati proprietari, avevano fatto così uscire dal territorio italiano il dipinto
seicentesco a olio su tela (cm. 121×147) di straordinario pregio storico-artistico
raffigurante Caritas romana (Storia di Cimone e Pero narrata da Valerio Massimo
nel Factorum et dictorum memorabilium libri IX), già appartenente alla grande
collezione d’arte del Conte Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona (1600 – 1665), che
lo aveva commissionato alla pittrice romana intorno alla metà del ‘600, affidandolo
ad una prestigiosa Casa d’aste austriaca per massimizzare il ricavo economico
derivante dalla vendita all’estero dell’opera, che sarebbe così stata sottratta
definitivamente e irrimediabilmente al patrimonio culturale nazionale.
Le indagini, dirette dalla Procura di Bari, consentivano i rintracciare il dipinto
presso la Casa d’aste in Vienna, dove veniva sottoposto a sequestro in esecuzione
di un Ordine Europeo di Indagine (OEI) emesso dalla Procura della Repubblica
presso il Tribunale di Bari e in esecuzione di un provvedimento di freezing previsto
dal Regolamento Europeo 1805/2018 ed altresì di un sequestro preventivo emessi
dal GIP del Tribunale di Bari in accoglimento delle richieste degli inquirenti,
consentendo – con il coordinamento dell’organismo europeo di cooperazione
giudiziaria penale Eurojust e la collaborazione della Polizia austriaca – di recuperare
e rimpatriare l’opera, salvandola dal meccanismo speculativo implicante la
definitiva sottrazione del bene al controllo statale sui beni culturali, ovvero la sua
perdita a seguito di commercializzazione all’estero.
Altra importante attività investigativa avviata e coordinata dalla Procura della
Repubblica presso il Tribunale di Bari, consentiva di individuare una preziosa
collezione archeologica, consistente in 103 reperti di natura ceramica risalenti al
periodo compreso tra il V sec. a.C. e il I sec. d.C., di inestimabile valore storicoculturale ed importantissimo valore economico, custodita all’interno della sala
riunioni della sede centrale della Banca Popolare di Bari. Le investigazioni, che
hanno accertato l’assoluta estraneità della nuova dirigenza, secondo
l’impostazione accusatoria, afferiscono ad un’operazione di compravendita di
reperti archeologici perfezionata nell’anno 2009 dall’allora Amministratore
Delegato dell’istituto bancario, che aveva fatto approvare al consiglio di
amministrazione dell’istituto la proposta di acquisto per un controvalore di
centomila euro a favore di collezionista privato. Tuttavia la raccolta archeologica,
pur essendo stata denunciata alla competente Soprintendenza dagli originari
proprietari, non aveva mai ottenuto la dichiarazione di legittimità di possesso. Le
indagini hanno infatti acclarato l’illecita provenienza della stessa che, a fronte di
una prima denuncia di possesso presentata nel 1993 nel numero di 41 reperti in
piatti e vasellame, di fatto veniva incrementata fino a 103 pezzi formalmente e
fisicamente ceduti alla Banca Popolare di Bari.
L’intera collezione, quindi, essendo interamente appartenente al patrimonio dello
Stato Italiano, non essendo mai stata dimostrata la legittima detenzione in data
antecedente al 1909 (Legge 364/1909), veniva sequestrata preventivamente su
decreto del G.I.P. di Bari.
In data 14 settembre 2022 nel corso di una cerimonia questo Nucleo restituiva alla
Chiesa di San Giovanni Battista in Casanova del Comune di Leonessa (RI) quattro
preziose reliquie consistenti in un frammento della mangiatoia che fu la culla di
Gesù Cristo, un frammento del mantello di San Giuseppe sposo, una porzione della
cintura in cuoio di San Francesco D’Assisi e un frammento di pelle di San Carlo
Borromeo, rubati dalla stessa Chiesa il 4 febbraio 1994 e recuperate da personale
di questo Nucleo nel 2002 a seguito di una perquisizione eseguita in Perugia presso
l’abitazione di un antiquario del posto.
Bari, 01 luglio 2023
Per ulteriori informazioni:
Ten. Col. Giovanni Di Bella
Comandante del Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Bari
Trending
- Rifondazione: “Oggi in piazza a Castel Volturno, contro i Centri per il Rimpatrio, per i diritti di tutte/i
- Missione del sistema Venezia in Cina: nuove collaborazioni tra università, cultura, imprese e infrastrutture. Venturini: “Fondam
- CP – Accès aux études de santé : la licence portail santé remplacera le PASS/LAS dès la rentrée 2027
- Dichiarazione del Sindaco di Cassano all’Ionio Gianpaolo Iacobini sull’attentato avvenuto stanotte in contrada Lattughelle
- Teatro del Parco, presentazione delle rassegne dedicate alle nuove generazioni per la stagione 2026-2027
- Mastella: “Episodio di violenza al Corso, faccio appello ad un’integrazione intelligente della componente straniera
- Cortei. Montaruli (FdI): Noi per il volto scoperto sempre, irresponsabile dichiarazione video AVS
- comunicato stampa – TRUFFA AI DANNI DI UN’ANZIANA SVENTATA A SAN GIUSEPPE JATO L’ASTUZIA DELLA VITTIMA E IL TEMPESTIVO INTERVENTO DEI CARABINIERI PORTANO ALL’ARRESTO DI UN GIOVANE
- Fragilità: rigore scientifico e vicinanza umana
- CONFINDUSTRIA CATANIA, OLTRE 100 IMPRENDITORI E MANAGER ALLA PRIMA BUSINESS ACADEMY