(AGENPARL) - Roma, 28 Settembre 2023 - (AGENPARL) – gio 28 settembre 2023 Ufficio stampa Gruppo Partito Democratico
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Dl Giustizia: Gianassi (Pd), ossessivo ricorso a fiducia, governo diviso su intercettazioni
“C’è un ricorso ossessivo al voto di fiducia e alla decretazione d’urgenza. E’ una mortificazione per il Parlamento, per il lavoro parlamentare, anche per i contributi che i gruppi parlamentari possono dare alla qualità della norma finale. E’ veramente un paradosso che a farsi protagonista di questo uso così eccessivo della decretazione d’urgenza e della fiducia sia questo governo, visto che Giorgia Meloni, fin quando è stata all’opposizione, ha sempre censurato l’uso da parte dei governi che erano in carica. Evidentemente, dismessi i panni dell’opposizione e indossati gli abiti del capo del governo, si è dimenticata delle vecchie battaglie e usa questo strumento anche in modo improprio perché non vengono mai rispettati i limiti che Corte Costituzionale chiede al governo di rispettare. I decreti non possono essere decreti che mettono insieme tante materie diverse, oggi abbiamo parlato di intercettazioni, di tribunale minorile, di Covid, di otto per mille e del ministero della cultura. Un decreto raffazzonato che mette insieme di tutto e di più e così non va bene”. Così il deputato dem Federico Gianassi, capogruppo Pd in commissione Giustizia, sulle pagine del sito web dei deputati Pd con un video intervistato a margine della sua dichiarazione di voto sulla fiducia al decreto Giustizia.
“Sulle intercettazioni – ha concluso l’esponente Pd – le differenze nella maggioranza sono state palesate in commissione perché Forza Italia ha presentato molti emendamenti per cambiare radicalmente il testo. Alla fine hanno fatto un pastrocchio. Con questa norma, scavalcano un’opinione diffusa della Cassazione, che già consentiva di usare le intercettazioni per questi reati e, avendo fatto una norma nuova, creano un problema per tutti i processi in corso, perché chiaramente non è possibile applicarla retroattivamente. Succederà che nei processi in corso le intercettazioni già disposte non saranno utilizzabili, quindi non si potenzia l’azione di contrasto, ma si indebolisce quell’azione, un vero disastro”.
Roma, 28 settembre 2023
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