(AGENPARL) - Roma, 11 Settembre 2023 - (AGENPARL) – lun 11 settembre 2023 Con l’acquisizione del Crocifisso Corsi
una nuova opera
entra a far parte delle collezioni
della Galleria dell’Accademia di Firenze
Comunicato stampa
Una nuova opera entra a far parte delle collezioni della Galleria dell’Accademia di Firenze. Presso l’ultima Biennale Internazionale dell’Antiquariato BIAF, che si è tenuta a Palazzo Corsini nel 2022, il museo ha acquisito un crocifisso dipinto risalente al primo quarto del secolo XIV, noto come Crocifisso Corsi, che i visitatori potranno, da subito, ammirare all’interno delle sale al piano terra, accanto alle opere pittoriche dei massimi artisti fiorentini attivi tra Duecento e Trecento.
“Arricchire il museo con nuove acquisizioni, è un compito che mi sono prefissa dall’inizio della mia direzione e dal 2016 ad oggi possiamo contarne ben 17” racconta Cecilie Hollberg, direttore della Galleria dell’Accademia. “Dopo il busto in marmo di Napoleone di Lorenzo Bartolini, siamo lieti di accogliere nelle nostre collezioni il Crocifisso Corsi, un’opera realizzata nel primo quarto del XIV secolo da un pittore fiorentino che prende il nome proprio da questa tavola: Maestro del Crocifisso Corsi.”
L’attribuzione al Maestro del Crocifisso Corsi si deve a Richard Offner, nel 1931, che lo definì «un pittore dal talento drammatico», formatosi a stretto contatto con il Maestro della Santa Cecilia. Il Crocifisso proveniva dalla ricca raccolta che l’ingegnere Arnaldo Corsi lasciò al Comune di Firenze nel 1938. Dal 1952 lo troviamo sul mercato antiquario e da allora passò nelle mani di diverse proprietà, fu annesso a varie collezioni private tra il capoluogo toscano, Milano e Venezia, prima di giungere, oggi, alla Galleria dell’Accademia di Firenze, tramite l’antiquario Fabrizio Moretti.
Grazie a questa attribuzione, venne identificata come dello stesso autore, un’altra croce dipinta, conservata sempre alla Galleria dell’Accademia di Firenze, molto affine a questa sotto tanti punti. Un’opera di dimensioni più grandi che, fino al 1782, si trovava nella Chiesa di San Pier Scheraggio a Firenze. L’opera era situata nel percorso espositivo della Galleria, nelle sale al piano terra, dedicate al Duecento e al Trecento, pubblicata nei cataloghi scientifici delle raccolte del museo. Nel 2019 fu trasferita nelle Gallerie degli Uffizi, per una rimozione dal percorso decisa dall’allora direttore.
Il Crocifisso Corsi, una tempera su tavola, è arrivata alla Galleria dell’Accademia in un buono stato di conservazione, anche se mancante di alcune parti come i terminali laterali e il braccio superiore con la relativa cimasa, dove si presume fosse raffigurato un Pellicano mistico, nell’atto di nutrire i piccoli col suo sangue, allegoria di Cristo, morto per la redenzione dell’umanità. Il terminale sinistro, con l’effigie della Vergine dolente, è stato identificato, negli anni ’80, da Milan Boskovits in una raccolta privata: anche se in cattive condizioni, questo elemento ha consentito una parziale ricostruzione dell’opera.
Il museo ha sottoposto il dipinto ad intervento di anossia, operazione necessaria per tutelare ed evitare attacchi di tarli. La buona condizione degli strati pittorici ha permesso di documentare i peculiari dettagli tecnici, come la rara qualità del cinabro velato a lacca rossa in rilievo, le raffinate bordure del perizoma in oro, il decoro del tabellone in lamina d’argento. La pittura è stesa a velature su un disegno ombreggiato: la tempera all’uovo è talmente sottile e delicata da far emergere lungo il corpo di Cristo le lamine argentee sottostanti. Il tabellone è decorato con un motivo con elementi ad intreccio, piuttosto diffuso in ambito fiorentino nel primo Trecento, che appare di fonte squisitamente giottesca. Il Crocifisso Corsi costituisce un documento ulteriore della straordinaria articolazione e vitalita? creativa del panorama fiorentino degli inizi del Trecento.
Galleria dell’Accademia di Firenze
Via Ricasoli, 58-60 – Firenze
www.galleriaaccademiafirenze.itIG @galleriaaccademiafirenze FB @galleriadellaaccademia
Ufficio Stampa Davis & Co. | Lea Codognato | Caterina Briganti
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