(AGENPARL) - Roma, 15 Agosto 2023 - (AGENPARL) – mar 15 agosto 2023 *SALARIO MINIMO, BARBERA (PRC): “FERRAGOSTO, NON E’ FESTA PER DISOCCUPATI
E LAVORATORI POVERI”*
“In queste ore il nostro pensiero va a chi lavora in questo giorno di
festa, a chi vorrebbe lavorare, ma è senza lavoro, e a chi, pur lavorando,
non ha una retribuzione tale da potersi permettere una vacanza, anche
minima, per lui e la propria famiglia. Qualcuno dimentica che in Italia ci
sono 4,6 milioni di lavoratori dipendenti che si collocano al di sotto
della soglia della povertà relativa, cioè il 30% del totale. Una vergogna
tutta italiana, visto che secondo quanto pubblicato dal 55mo Rapporto
Censis sulla situazione sociale del paese, negli ultimi trent’anni, tra il
1990 ad oggi, l’Italia è l’unico Paese Ocse in cui le retribuzioni medie
lorde annue sono diminuite: -2,9% in termini reali rispetto al +276,3%
della Lituania, il primo Paese in graduatoria, e al +33,7% della Germania e
al +31,1% della Francia. Purtroppo, va segnalato che anche la proposta
presentata dal centrosinistra e M5s, pur avendo avuto il merito di aver
portato il tema del salario al centro del dibattito politico, è tutt’altra
che risolutiva. Infatti, il salario orario minimo di 9 euro lordi non è
sufficiente oggi, dati alla mano, per garantire a un lavoratore con un
familiare a carico una situazione economica che gli permetta a lui e alla
sua famiglia di essere fuori dalla povertà. Inoltre è evidente che bisogna
prevedere una misura di indicizzazione di tale tariffa oraria e che il
costo di tale operazione, per essere efficace e favorire un reale processo
di redistribuzione della ricchezza, non può essere accollato allo Stato che
sarebbe costretto a dover ridurre la spesa sociale. D’altronde, in questi
ultimi trent’anni abbiamo assistito a una forte redistribuzione della
ricchezza tra lavoro e capitale, non si capisce quale sarebbe il problema
nell’invertire tale processo che è alla radice della crescente povertà
delle classi lavoratrici, della riduzione della produttività del lavoro e
della scarsa crescita economica del Paese a causa di una domanda di beni e
servizi insufficiente. Per questi motivi, Rifondazione Comunista insieme
alle altre forze che fanno parte di Unione Popolare stanno raccogliendo le
firme su una proposta di legge di iniziativa popolare che prevede un
salario orario minimo di 10 euro lordi, indicizzato e pagato dai datori di
lavoro. Una misura che non riguarderebbe solo i 4,6 milioni di lavoratori
poveri, ma tutto il mondo del lavoro in quanto favorirebbe una
redistribuzione della ricchezza anche per gli altri settori lavorativi,
favorendo un modello produttivo più virtuoso, non basato sulla
precarizzazione del lavoro, vera causa del lavoro sottopagato. A tale
proposito, ricordiamo che in Germania, paese più civile di noi, tale
salario orario minimo è pari a 12 euro da tempo e tale provvedimento non ha
creato né maggiore disoccupazione, né il tracollo dell’economia tedesca,
come paventa il governo Meloni e le associazioni di categoria dei datori di
lavoro”. E’ quanto dichiara Giovanni Barbera, membro del comitato politico
nazionale di Rifondazione Comunista.
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