(AGENPARL) - Roma, 3 Agosto 2023 - [lid] – L’approvazione definitiva da parte della Camera, mercoledì 2 agosto, del decreto-legge n. 69 del 2023 rappresenta un’ulteriore dimostrazione dell’approccio del Governo Meloni nei confronti dell’Unione europea, che, attraverso il costante dialogo e confronto, consente di individuare le migliori soluzioni per assicurare la tutela degli interessi nazionali e, al contempo, la conformità dell’ordinamento interno a quello comunitario, consentendo all’Italia di migliorare la performance in termini di assolvimento degli obblighi comunitari rispetto al posizionamento che spesso ha caratterizzato il nostro Paese.
L’obiettivo principale del provvedimento è, infatti, quello di ridurre il numero delle procedure di infrazione gravanti sull’Italia, attualmente pari a 84 contro una media europea di 65 infrazioni per Stato membro, e di prevenire l’apertura di nuove.
Nel dettaglio, il provvedimento consente di agevolare la chiusura di 13 procedure d’infrazione, tra cui quelle in materia di imposta di registro analoga a quella prevista per l’acquisto prima casa; quelle in materia di tutele nei procedimenti penali e nel procedimento di esecuzione del mandato di arresto europeo; di lavoro a tempo determinato del personale volontario del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco; di lavoro a tempo determinato del personale scolastico e del personale dell’istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica; di tutela ambientale per quanto riguarda il superamento dei valori limite fissati per il PM10, i valori di biossido di azoto e i valori limite per il PM 2,5.
Inoltre, lo stesso provvedimento agevola anche la chiusura di 8 casi di pre-infrazione, tra cui quelli in materia di sistemi di garanzia dei depositi bancari; di attribuzione della Carta del docente anche ai docenti con contratto a tempo determinato; di pubblicità nel settore sanitario; di rilascio dei passaporti; pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare.
Infine, la norma previene l’apertura di nuove procedure di infrazione, provvedendo ad adeguare immediatamente l’ordinamento nazionale rispetto a 9 regolamenti europei e a 2 direttive europee.
“Risultati importanti” ha commentato il Ministro Fitto, “raggiunti grazie ad una piena collaborazione tra le amministrazioni competenti, l’Esecutivo europeo e il Parlamento”.
