(AGENPARL) - Roma, 27 Ottobre 2026 - L’auspicio è un summit con Castelli, le Prefetture e le parti sociali per garantire legalità, continuità occupazionale e fiducia nel futuro dei territori colpiti dal sisma
«A dieci anni dal terremoto del 2016, le popolazioni del cratere sismico non possono continuare a vivere nell’incertezza. Le ultime vicende giudiziarie che interessano il sistema della ricostruzione rischiano di aggiungere nuove preoccupazioni a una comunità che ha già pagato un prezzo altissimo in termini umani, sociali ed economici. Per tante famiglie, il ritorno nella propria abitazione, atteso da un decennio, rischia ancora una volta di allontanarsi». È quanto dichiara Claudia Mazzucchelli, segretaria generale della UIL Marche, esprimendo forte preoccupazione per le possibili ripercussioni delle recenti vicende giudiziarie sui cantieri della ricostruzione, sull’occupazione e sull’intero tessuto economico e sociale delle aree terremotate.
«Nel pieno rispetto del lavoro della magistratura – aggiunge – riteniamo indispensabile che le istituzioni intervengano tempestivamente per evitare che le conseguenze di queste vicende ricadano ancora una volta sulle persone più fragili, sulle imprese e sui lavoratori. La legalità è una condizione imprescindibile della ricostruzione, ma deve accompagnarsi alla capacità di garantire continuità ai lavori, tutela dell’occupazione e tempi certi per la restituzione delle abitazioni».
Per queste ragioni la UIL Marche ritiene necessaria l’apertura di un luogo stabile di confronto istituzionale, per individuare, insieme alle istituzioni e alle parti sociali, tutte le soluzioni necessarie a salvaguardare i diritti dei terremotati e i livelli occupazionali.
«Non possiamo dimenticare che dietro ogni cantiere ci sono famiglie che aspettano di tornare a casa, lavoratrici e lavoratori che rischiano di perdere il proprio reddito, imprese e attività dell’indotto che rappresentano un presidio economico fondamentale per questi territori. Ogni ulteriore rallentamento della ricostruzione rischia di alimentare un processo di desertificazione economica, sociale e demografica già in atto nelle aree interne delle Marche. Il rischio è che, quando finalmente le case saranno ricostruite, non ci siano più le persone, il lavoro e i servizi necessari per tornare ad abitarle».
La segretaria generale della UIL Marche sottolinea inoltre la necessità di un coinvolgimento diretto, oltre che dell’ Ufficio Speciale per la Ricostruzione, delle Prefetture interessate, quali presìdi istituzionali fondamentali per assicurare il rispetto della legalità, la trasparenza delle procedure e la tutela del tessuto produttivo e occupazionale.
«Chiediamo che le Prefetture, ciascuna nell’ambito delle proprie competenze, svolgano un ruolo attivo di garanzia e raccordo istituzionale, affinché la ricostruzione possa proseguire nel pieno rispetto delle regole, senza lasciare soli cittadini e lavoratori. Occorre rafforzare i controlli, prevenire ogni possibile infiltrazione illegale e, contemporaneamente, individuare strumenti capaci di evitare la paralisi dei cantieri e la dispersione delle professionalità coinvolte».