(AGENPARL) - Roma, 15 Ottobre 2026 - Nel romanzo pubblicato da Rubbettino, lo stilista diventa una presenza immaginaria che accompagna la crescita di una ragazza calabrese. Una storia di formazione tra arte, memoria ed emancipazione. Gianni Versace torna a parlare attraverso l’immaginazione letteraria. In Essere Gianni Versace, il romanzo di Bianca Fenizia pubblicato da Rubbettino nella collana Velvet, lo stilista è il fantasma, il mentore e la voce interiore di Nina Basile, una giovane donna impegnata a costruire la propria identità.
L’incontro avviene il 15 maggio 1998. Nina ha dieci anni, cade da un traghetto durante una gita scolastica e rischia di annegare nello Stretto di Messina. Mentre sprofonda, le appare un uomo dal sorriso inconfondibile, avvolto in un accappatoio barocco: è Versace, assassinato a Miami dieci mesi prima. Nell’invenzione narrativa di Fenizia, sarà lui a salvarla e ad accompagnarla negli anni successivi.
Un maestro che invita a scegliere
Il Versace del romanzo non offre soltanto conforto. È una presenza ironica, affettuosa ed esigente, che spinge Nina a riconoscere la bellezza, a mettere in discussione le convenzioni e a cercare una strada personale.
La protagonista cresce in una famiglia modesta di Reggio Calabria, tra il lavoro della madre sarta e le aspirazioni artistiche frustrate del padre muratore. Le aspettative familiari e sociali sembrano delimitare il suo futuro. Nina dovrà misurarsi con quelle pressioni, attraversando esperienze dolorose e trovando nell’arte e nella moda strumenti per ricostruirsi.
Il suo percorso conduce da Reggio Calabria a Milano e poi a New York. Gli spostamenti segnano le tappe di una progressiva conquista di autonomia, nella quale il rapporto con le origini continua a trasformarsi.
Due voci, tra realtà e invenzione
Alla vicenda di Nina si alterna la voce in prima persona dello stilista. Fenizia immagina un Versace brillante e irriverente, capace di ripercorrere l’infanzia reggina, la sartoria materna, la scoperta dei tessuti e le passioni artistiche.
La costruzione narrativa intreccia così una figura storica e un personaggio inventato. Il libro non si presenta come una biografia documentaria: usa la libertà del romanzo per interrogare l’eredità culturale di Versace e il significato che può assumere nella vita di un’altra persona.
Cinema, mitologia, musica e storia dell’arte alimentano questo dialogo. Le figure dello spettacolo e della cultura che attraversano le pagine compongono un immaginario nel quale la moda diventa espressione del corpo, delle differenze e del desiderio di libertà.
La bellezza come possibilità
Al centro del racconto c’è la capacità di dare forma alla propria singolarità. Per Nina, creare e vestire diventano modi per esprimere ciò che ancora non riesce a trovare voce.
Anche la Calabria conserva un ruolo decisivo: è il luogo in cui nascono lo sguardo e la sensibilità della protagonista, tra contraddizioni, colori e stratificazioni culturali. Partire significa confrontarsi con quell’eredità e darle un significato nuovo.
Il romanzo attraversa quarant’anni, dal 1998 al 2038, accompagnando Nina verso un’identità artistica autonoma. Il titolo racchiude il senso del percorso: “essere Gianni Versace” diventa l’invito a trovare il coraggio di essere sé stessi.
Bianca Fenizia, scrittrice e giornalista, ha esordito nella narrativa con I padroni del mare, pubblicato da Rubbettino nel 2025.
Il libro: Bianca Fenizia, Essere Gianni Versace, Rubbettino, collana Velvet, 2026, 216 pagine, 18 euro.
