(AGENPARL) - Roma, 29 Settembre 2026 - *Govoni*: *"Ferrara dovrà affrontare sfide importanti da qui al 2030 per
consolidare e rafforzare la propria competitività. Aumentare la
produttività deve essere il nostro obiettivo e, per farlo, è necessario
ripensare l'impresa, mettendo a terra il potenziale innovativo, integrando
sempre più l'intelligenza artificiale nei processi industriali"*
* FERRARA, PROMETEIA: RIVISTO AL RIALZO IL VALORE AGGIUNTO NEL 2026
(+0,4%)*
Secondo trimestre 2026: tiene l'Industria manifatturiera, in ripresa
l'Edilizia, segnali di rallentamento per il Commercio
L'Export in espansione: +5,7%
*Prometeia rivede al rialzo la crescita del valore aggiunto in provincia di
Ferrara nel 2026 (+0,4%), tre decimi di punto percentuale in più rispetto
all'edizione precedente.* Vari i motivi: l'inatteso calo della domanda
mondiale di petrolio (specie in Cina e Giappone), che ha allungato i tempi
della scarsità; il minor trasferimento dei rincari ai beni non energetici;
il traino del PNRR alle battute conclusive.
Tiene, in particolare, nel secondo trimestre di quest'anno, l'Industria tra
le imprese fino a 500 dipendenti: a fronte del lieve calo della produzione
(-0,3%), crescono gli ordini (+1,3%), trainati da quelli dall'estero con un
+1,8%. Recupera la dinamica tendenziale dei comparti delle Costruzioni
(+2,9% l'andamento per il volume d'affari, rispetto all'analogo trimestre
del 2025 (+0,5% il risultato medio in regione) e dell'Artigianato edile
(+3%), che maggiormente aveva risentito della diminuzione nelle opere di
ristrutturazione edilizia con la fine degli incentivi. Rallenta il
Commercio al dettaglio (-0,9%), scoraggiato dall'inflazione, mentre
registra segnali di miglioramento la grande distribuzione organizzata
(+0,7%). In calo il Commercio alimentare (-0,4%), cosi come quello non
alimentare (-1,7%). In espansione l'export: secondo gli indicatori
provvisori del commercio internazionale di fonte Istat riferiti al primo
semestre di quest'anno, infatti, le esportazioni complessivi a valore
corrente delle imprese ferraresi segnano un +5,7%, a fronte del +4,5%
dell'Italia e del +3% dell'Emilia Romagna. Rimane preoccupante la
situazione del gap femminile relativo alle posizioni e alle retribuzioni:
le donne al vertice si fermano ad un 24% rispetto al totale e il gap sulla
retribuzione settimanale lorda in base alla qualifica si attesta
complessivamente al -21%. Sono alcune delle principali evidenze emerse il
29 settembre, alla presenza di Paolo Govoni, vice presidente della Camera
di commercio di Ferrara Ravenna, di Guido Caselli, direttore del Centro
Studi di Unioncamere Emilia Romagna, dell'Università e dei vertici di
Istituzioni e Associazioni di categoria, dall'Osservatorio dell'economia
della Camera di commercio.
*"Ogni giorno – **ha sottolineato Paolo Govoni, vice presidente della
Camera di commercio di Ferrara Ravenna** – raccontiamo di progettualità
concrete, di un territorio in trasformazione, di investimenti già attivati
e di risultati tangibili che, spesso, si traducono in realtà operative.
Tutto ciò avviene senza ignorare le criticità e le fragilità strutturali
che ancora permangono, ma con la consapevolezza di poter contare su una
autentica volontà di rilancio. Imprese, le nostre, che guardano al futuro
con determinazione e orgoglio, forti di una identità che si riscopre capace
di generare sviluppo, attrattività e nuove prospettive per la comunità e
per il sistema produttivo locale. Ferrara – ha concluso Govoni – dovrà
affrontare sfide importanti da qui al 2030 per consolidare e rafforzare la
propria competitività. Aumentare la produttività deve essere il nostro
obiettivo e, per farlo, è necessario ripensare l'impresa, mettendo a terra
il potenziale innovativo, integrando sempre più l'intelligenza artificiale
nei processi industriali, sapendo valorizzando la voce e il contributo
delle donne e delle giovani generazioni".*
*Le imprese guidate da giovani imprenditori rappresentano una componente
strategica del sistema produttivo ferrarese*, ma spesso incontrano ostacoli
legati a minore esperienza, reti relazionali più deboli e maggiori
difficoltà nell'accesso a competenze e mercati. L'indagine della Camera di
commercio, elaborata sulla base di un recente approfondimento "Il ruolo dei
distretti per le imprese giovanili" realizzato dal Centro Studi Tagliacarne
all'interno del 18° Rapporto annuale "Economia e Finanza sui distretti
industriali" di Intesa San Paolo, evidenzia come l'appartenenza a un
distretto industriale possa attenuare questi vincoli, favorendo crescita,
investimenti e competitività. Le imprese giovanili distrettuali mostrano,
infatti, migliori prospettive di fatturato ed export, una maggiore
propensione a investire in innovazione, tecnologie digitali, sostenibilità
e formazione del personale, oltre a beneficiare di filiere più integrate e
di un più agevole accesso a relazioni commerciali e istituzionali. La
presenza di reti collaborative con imprese, università e centri di ricerca
rafforza inoltre i processi di apprendimento e diffusione della conoscenza.
Il distretto emerge come un fattore abilitante per lo sviluppo
dell'imprenditoria giovanile, capace di sostenere percorsi di crescita e di
rafforzare la capacità competitiva delle imprese.




