(AGENPARL) - Roma, 25 Settembre 2026 - *Aree interne, la Puglia riparte dai territori: in Fiera la restituzione
del tour e delle proposte delle comunità. Al centro della sesta giornata di
partecipazione promossa dalla Regione Puglia in Fiera del Levante ci sono i
55 Comuni pugliesi e le aree interne*
*Decaro e Leuzzi: "Dall'ascolto ai progetti concreti. **Vivere, restare e
tornare deve diventare una possibilità concreta"*
La Strategia regionale sulle Aree interne coinvolge 55 Comuni e mette in
campo 75,3 milioni di euro per rafforzare servizi, sviluppo e attrattività
dei territori più fragili. Concluso il tour nelle cinque Aree Interne:
raccolte 66 schede di mappatura che offre una prima fotografia delle realtà
presenti e dei fabbisogni delle Aree Interne
Dalle risorse ai progetti, dall'ascolto delle comunità alla costruzione di
nuove opportunità per chi vive, lavora e investe nei territori più fragili.
Sono questi i principali temi affrontati durante la giornata "Aree Interne
– La strategia della Puglia per i territori più fragili", che si è svolta
nel Padiglione 152 della Fiera del Levante, nell'ambito del programma
regionale "Tutta la Puglia, abbiamo un programma da realizzare".
La Strategia per le Aree Interne (SRAI) è lo strumento con cui la Regione
Puglia accompagna il rafforzamento dei territori caratterizzati da maggiori
fragilità demografiche, infrastrutturali e nell'accesso ai servizi,
puntando sulla valorizzazione delle loro risorse e sulla costruzione di
nuove opportunità di sviluppo. La Strategia coinvolge 55 Comuni nelle
cinque Aree Interne di Alta Murgia, Gargano, Monti Dauni, Sud Salento e
Alto Salento e dispone complessivamente di una prima dotazione di 75,3
milioni di euro nell'ambito della Priorità IX del PR Puglia FESR-FSE+
La giornata in Fiera rappresenta un passaggio importante di questo
percorso: dopo il confronto avviato direttamente nei territori con
amministratori, realtà economiche e sociali, associazioni e cittadini, la
Regione restituisce una prima sintesi del lavoro svolto attraverso il tour
nelle cinque Aree Interne, concluso nelle scorse settimane. Un percorso di
ascolto e partecipazione pensato non soltanto per illustrare il nuovo ciclo
della Strategia e quanto realizzato nella precedente programmazione, ma
soprattutto per raccogliere bisogni, idee e proposte utili alla costruzione
degli interventi futuri.
Il primo risultato di questo lavoro è rappresentato dalle 66 schede di
mappatura raccolte durante gli incontri territoriali, che restituiscono una
prima fotografia delle realtà presenti nelle Aree Interne e delle loro
esigenze. La partecipazione ha coinvolto prevalentemente enti del Terzo
settore, pari al 53% dei soggetti, seguiti da imprese e cooperative sociali
(19,7%) e da gruppi informali e GAL (16,7%). L'area con il maggior numero
di adesioni è il Sud Salento, con il 39,4%, seguita da Gargano, Monti
Dauni, Alto Salento e Alta Murgia.
Dall'ascolto emerge con chiarezza la domanda di condizioni più solide per
far crescere e rendere durature le iniziative territoriali. L'83,3% delle
organizzazioni indica come principale fabbisogno la disponibilità di
risorse finanziarie. Seguono la necessità di creare reti e partnership,
indicata dal 59,1%, e quella di disporre di spazi e infrastrutture,
segnalata dal 57,6%.
Gli interventi attuativi della strategia sono già in corso: il 15 novembre
scadrà il termine per la presentazione dei progetti attuativi presentati
dai Comuni, dal 15 novembre al 15 dicembre si svolgeranno gli incontri
negoziali per la selezione degli interventi attuativi, dal 15 dicembre ci
sarà l'approvazione degli interventi, l'adozione degli impegni contabili,
la sottoscrizione dei disciplinari di attuazione con i singoli Comuni
titolari degli interventi.
"Le Aree Interne non sono territori da assistere – sottolinea il presidente
della Regione Puglia, *Antonio Decaro* – ma comunità nelle quali esistono
energie, competenze e risorse che dobbiamo mettere nelle condizioni di
crescere e creare valore. Nelle aree interne però, esiste anche forte il
tema dello spopolamento, non solo in Puglia. I dati ci dicono che lo
spopolamento è più forte nei piccoli comuni, ma che rappresentano la
stragrande maggioranza dei comuni del nostro Paese, sono quasi il 70% e
coprono il 50% della superficie. Dobbiamo adottare insieme quella che
chiamiamo l'agenda del controesodo, cioè la possibilità di ripopolare quei
luoghi che sono anche la ricchezza del nostro Paese. Noi proviamo a fare la
nostra parte e per questo abbiamo scelto di costruire la nuova fase della
Strategia partendo dal confronto diretto con chi quei territori li vive
ogni giorno. Le proposte raccolte durante gli incontri sui territori, sulla
scorta di una mappatura che è stata stilata, si concentrano in particolare
su cinque direttrici strategiche: la destagionalizzazione e la creazione di
poli culturali; gli incentivi per la mobilità lenta e lo sviluppo di
percorsi utili al cicloturismo; i servizi socio-sanitari ed educativi di
prossimità; l'incremento delle iniziative a favore del turismo delle radici
e le opportunità legate ai nomadi digitali; la valorizzazione delle filiere
enogastronomiche locali. Sono indicazioni che rappresentano una prima base
di lavoro per avviare la fase successiva della Strategia, nella quale le
esigenze espresse dalle comunità dovranno incontrare le risorse disponibili
e tradursi in interventi e progettualità coerenti con le caratteristiche
dei diversi territori. Il nostro compito è mettere a disposizione risorse e
strumenti per accompagnare i territori nella trasformazione delle idee in
progetti e costruire una nuova idea di sviluppo per le aree interne così da
introdurre meccanismi di riequilibrio territoriale e da generare equo
valore e opportunità in tutta la Regione. L'idea non è solo quella di
mettere in relazione l'amministrazione regionale con i singoli gruppi delle
aree interne, ma mettere in relazione le aree interne tra di loro e cercare
di capire insieme quale può essere il percorso da intraprendere per
valorizzare il territorio ma anche attrarre capitale".
"Il percorso che abbiamo costruito nelle aree interne pugliesi oggi e
durante il tour ci ha portato fuori dalle stanze della programmazione e
dentro i territori, ad ascoltare chi ogni giorno li abita, ci lavora, fa
impresa e costruisce comunità" Lo dichiara l'assessora regionale con delega
alle Aree Interne, *Marina Leuzzi*.
"In questo percorso abbiamo incontrato territori capaci di innovare,
cooperare e costruire risposte nuove. Per questo dobbiamo smettere di
guardare alle aree interne soltanto come territori da sostenere e iniziare
a considerarle protagoniste di un modello di sviluppo diverso e innovativo.
Sperimentando servizi adatti alle caratteristiche peculiari dei territori:
trasporto a chiamata, sanità territoriale, scuole e servizi digitali
accessibili anche nei piccoli comuni. E riconoscendo il valore prodotto dai
servizi ecosistemici come la cura dei boschi, dell'acqua, del suolo e della
biodiversità: attività che producono benefici per una comunità molto più
ampia e che possono creare nuove opportunità economiche e di lavoro.
Questo laboratorio può aiutarci a costruire risposte anche per quei
territori che non rientrano formalmente nella classificazione delle aree
interne, ma che sono ai margini dei principali flussi economici e
produttivi e nei quali l'accesso ai servizi è più difficile. Territori che,
come gli altri, hanno bisogno di una visione per il futuro e delle
condizioni per poter essere abitati senza resistere".
Gli incontri sui territori delle scorse settimane sono stati utili a
rilevare le criticità maggiormente percepite dai cittadini che risiedono
nelle aree interne pugliesi. Tra queste figurano la difficoltà di garantire
una sostenibilità finanziaria strutturale alle iniziative organizzate per
lo più da soggetti locali, la carenza di immobili pubblici utilizzabili, le
debolezze del trasporto pubblico, la complessità burocratica e lo
spopolamento giovanile. Elementi che restituiscono una fotografia concreta
delle condizioni che ancora oggi rendono più difficile vivere, lavorare e
investire nei territori interni.
Con il confronto di questa giornata il percorso di pianificazione
strategica entra nella fase operativa. Il primo passaggio sarà
l'aggiornamento delle Strategie d'Area, alla luce dei risultati conseguiti
nel precedente ciclo di programmazione e degli elementi emersi dal
confronto con le comunità. Seguiranno la definizione degli interventi di
rafforzamento dei modelli di governance intercomunale e la selezione dei
progetti da finanziare con le risorse FESR.
I fondi sono distribuiti tra le cinque aree in relazione alle rispettive
strategie: 28,8 milioni di euro ai Monti Dauni, 13 milioni all'Alto
Salento, 13 milioni al Sud Salento, 11,5 milioni al Gargano e 7,7 milioni
all'Alta Murgia.
Gli interventi indicati nei programmi riguardano prevalentemente la
riqualificazione e rifunzionalizzazione di immobili e spazi pubblici, la
valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale e il
rafforzamento della capacità di accoglienza e dell'offerta territoriale.
Una sfida che va oltre la realizzazione delle infrastrutture e che riguarda
la capacità di creare condizioni concrete perché le persone possano trovare
servizi, opportunità, lavoro e nuove occasioni di vita nei territori
interni.
Nel pomeriggio il lavoro proseguirà attraverso cinque tavoli tematici
dedicati a servizi, welfare e abitare; giovani, lavoro e nuove economie;
cultura, identità e spazi di comunità; turismo lento, paesaggio e
produzioni locali; governance e capacità territoriale dei Comuni in rete.
Alle sessioni di confronto hanno partecipato amministratori, operatori,
esperti, realtà economiche e sociali e rappresentanti delle comunità.
Link video dichiarazione Decaro
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Link video dichiarazione Leuzzi
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Link video immagini copertura
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