(AGENPARL) - Roma, 23 Settembre 2026 - Il presidente argentino Javier Milei interviene oggi all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Al centro del suo discorso ci sono le crescenti tensioni geopolitiche con il Regno Unito relative alle ricerche petrolifere intorno alle Isole Falkland (chiamate in Argentina Isole Malvinas), un territorio d’oltremare britannico su cui Buenos Aires rivendica da tempo la sovranità.
Sanzioni, trivellazioni e reazioni internazionali
La disputa diplomatica ha subito una forte accelerazione a settembre, quando l’Argentina ha avviato procedimenti sanzionatori contro oltre sessanta persone e aziende coinvolte in un progetto di estrazione petrolifera off-shore.
La reazione di Londra non si è fatta attendere:
- Posizione britannica: Il governo di Londra ha definito le misure di Buenos Aires “inaccettabili”, ribadendo che le Falkland sono britanniche e che gli isolani hanno il pieno diritto di sfruttare le proprie risorse naturali.
- Il nodo israeliano: Giovedì Milei incontrerà il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. La scelta non è casuale, poiché il progetto petrolifero al centro della contesa vanta profondi legami con aziende israeliane.
- La posizione di Washington: La tensione si inserisce in un contesto delicato, dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha lasciato intendere che gli Stati Uniti potrebbero riconsiderare la propria storica neutralità sulla questione.
Un tema centrale per l’identità argentina
La sovranità sulle isole dell’Atlantico meridionale rappresenta un pilastro fondamentale dell’identità nazionale argentina, commemorato ancora oggi attraverso murales e monumenti in tutto il Paese dopo il conflitto del 1982.
Milei ha duramente criticato le trivellazioni, definendole una violazione di una risoluzione dell’ONU del 1976 che invitava i due Stati a risolvere pacificamente la controversia tramite il dialogo, evitando decisioni unilaterali.
Strategia politica o svolta patriottica?
Questa linea più dura rappresenta un netto cambio di rotta per Milei. Inizialmente, gli oppositori politici lo avevano criticato per aver mostrato scarso interesse verso la causa delle Malvinas, preferendo concentrarsi sui rapporti con Stati Uniti ed Europa.
Ora l’opposizione peronista accusa il presidente — che punta alla riconferma nel 2027 — di sfruttare la storica contesa territoriale per distrarre l’opinione pubblica e consolidare il consenso interno in vista delle prossime elezioni. Tuttavia, sondaggi e analisi locali evidenziano che l’impatto sulla popolarità del leader argentino resta per ora piuttosto limitato.
Nel frattempo, il governo ha presentato un disegno di legge per inasprire le sanzioni contro chi sfrutta illegalmente le risorse naturali nei mari argentini. Sebbene alcune parti del testo possano raccogliere un consenso bipartisan, il cammino parlamentare si preannuncia complesso a causa della mancanza di una chiara maggioranza in Congresso per il partito di Milei. Nonostante le turbolenze politiche, le società titolari del progetto petrolifero Sea Lion (Navitas Petroleum e Rockhopper Exploration) hanno fatto sapere di non temere rallentamenti significativi per lo sviluppo delle attività.
