(AGENPARL) - Roma, 14 Settembre 2026 - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è intervenuto direttamente sulla condotta della campagna militare ucraina, esortando pubblicamente il leader Volodymyr Zelensky a interrompere gli attacchi con i droni contro le raffinerie e le infrastrutture petrolifere russe. L’appello del capo della Casa Bianca giunge sullo sfondo di una marcata turbolenza sui mercati energetici internazionali, innescata dal record storico registrato dai prezzi del diesel negli Stati Uniti, saliti in media oltre i 6 dollari al gallone. Un fattore di forte pressione economica sui consumatori statunitensi, destinato a pesare in vista delle imminenti elezioni di medio termine a novembre.
La strategia di attacchi a lungo raggio condotta da Kiev contro l’industria petrolifera e del gas della Federazione Russa — mirata a colpire la principale fonte di finanziamento dell’apparato militare di Mosca — ha provocato nei mesi scorsi significativi problemi di razionamento interno in Ucraina e spinto il Cremlino a blindare il mercato con un divieto di esportazione del diesel. Tale blocco, unito alle gravi restrizioni dei flussi di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz causate dal conflitto in corso contro l’Iran, ha contratto drasticamente le forniture globali. Secondo i dati pubblicati dall’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE), le esportazioni combinate di prodotti raffinati dal Golfo e dalla Russia ad agosto si sono ridotte a circa un quarto rispetto ai volumi precedenti la crisi, privando i mercati internazionali di un pilastro fondamentale del commercio marittimo energetico.
Di fronte alle richieste di Washington di salvaguardare la stabilità delle forniture globali ed evitare ulteriori rincari, le autorità di Kiev ribadiscono la legittimità strategica di colpire la filiera economica che alimenta l’invasione russa. Sul terreno, tuttavia, il conflitto registra una pericolosa escalation su entrambi i fronti. La campagna aerea di Mosca si è intensificata con l’impiego massiccio di missili balistici e droni a reazione di nuova generazione, progettati per superare le difese aeree ucraine. I bombardamenti hanno colpito la rete energetica e il porto strategico di Odesa, causando vittime tra i civili, oltre ad innescare un incendio nei pressi del valico doganale di Yahodyn-Dorohusk, al confine con la Polonia, riaccendendo l’allarme sulla sicurezza lungo i confini della NATO. In territorio russo, parallelamente, le autorità locali hanno confermato attacchi con droni contro hub industriali nel Tatarstan e unità di lavorazione nella raffineria di Slavyansk-on-Kuban, a testimonianza di un confronto che continua a estendersi ben oltre la linea del fronte.
