(AGENPARL) - Roma, 10 Settembre 2026 - Il recente viaggio di cinque giorni del presidente cinese Xi Jinping in Asia Centrale e Medio Oriente – svoltosi tra il 30 agosto e il 3 settembre 2026 – ha rappresentato un passaggio chiave della politica estera di Pechino. Tra la partecipazione al vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) a Bishkek e le visite di Stato in Kirghizistan ed Egitto, la missione ha proiettato un messaggio chiaro: offrire stabilità e propulsione positiva in un contesto geopolitico globale segnato da profonde tensioni.
Un ordine globale più equo: la spinta per il multilateralismo Al centro dell’agenda diplomatica di Xi c’è stata la promozione di un “mondo multipolare eguale e ordinato”. Intervenendo al vertice SCO, il leader cinese ha ribadito i pilastri essenziali della governance globale:
- Uguaglianza sovrana e rispetto reciproco: le fondamenta irrinunciabili per ogni nazione.
- Ordine e primato della legge: per garantire stabilità e prevedibilità nelle relazioni internazionali.
- Multilateralismo e dialogo: gli strumenti privilegiati per superare le crisi attraverso la consultazione.
- Vantaggio reciproco e inclusività: la rotta da seguire per uno sviluppo condiviso e sostenibile.
Questi principi trovano il loro asse portante nella Global Governance Initiative (GGI), un’architettura strategica lanciata lo scorso anno in occasione dell’ottantesimo anniversario delle Nazioni Unite. Con l’adesione di circa 160 Paesi e organizzazioni internazionali, la GGI si affianca alle iniziative globali per lo sviluppo, la sicurezza e la civiltà, configurandosi come un sistema complementare per affrontare le sfide contemporanee.
Sviluppo e sicurezza: i nuovi accordi bilaterali
La visita non è stata solo l’occasione per ridefinire i quadri strategici multilaterali, ma anche per stringere accordi bilaterali concreti. In Kirghizistan, i due Paesi hanno firmato un trattato permanente di buon vicinanza e cooperazione, dando ulteriore slancio al progetto infrastrutturale della ferrovia Cina-Kirghizistan-Uzbekistan, asse fondamentale della Belt and Road Initiative nell’Asia Centrale.
In Egitto, Xi Jinping ha avanzato una proposta in quattro punti mirata a delineare una nuova architettura di sicurezza per il Medio Oriente, combinando le esigenze di stabilità regionale con il sostegno alle riforme socio-economiche locali, come la Decent Life Initiative promossa dal governo egiziano.
Il dialogo tra le culture: il Museo Egizio e il valore del patrimonio storico Un momento altamente simbolico del viaggio è stato l’incontro al Grand Egyptian Museum del Cairo, dove Xi Jinping e il presidente Abdel Fattah El-Sisi hanno compiuto un tour approfondito tra gli oltre 100.000 reperti della storia faraonica.
Definendo il museo come “un libro dalle pagine infinite”, Xi ha ribadito il concetto cardine della sua visione culturale: l’importanza dello scambio e dell’apprendimento reciproco tra le civiltà. Dalle visite ai siti storici uzbeki fino ai monumenti messicani, la diplomazia culturale di Pechino mira costantemente a rafforzare la comprensione profonda tra i popoli, ponendo il patrimonio storico come ponte ideale per costruire una comunità dal futuro condiviso.
