(AGENPARL) - Roma, 6 Settembre 2026 - L’Arabia Saudita sta mobilitando risorse finanziarie imponenti per imporsi come il principale crocevia dell’infrastruttura cloud e dell’intelligenza artificiale in Medio Oriente. La scommessa di Riyadh poggia su un assunto economico fondamentale: con l’accelerazione globale dell’IA, la capacità di calcolo informatico sta diventando una delle risorse strategiche più preziose al mondo.
Trainato dagli obiettivi di Vision 2030 e dalla forza del capitale sovrano, il Regno sta riconfigurando la propria economia digitale, attirando investimenti e partnership con i colossi tecnologici globali.
La crescita infrastrutturale: dai megawatt ai miliardi
L’espansione del settore ha registrato un’accelerazione marcata negli ultimi anni. Secondo i dati del Ministero delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell’Informazione, dal lancio di Vision 2030 gli investimenti dedicati ai data center hanno superato i 16 miliardi di riyal (circa 4,26 miliardi di dollari).
I numeri fotografano una trasformazione rapida:
- Il Regno ospita attualmente oltre 60 data center operativi.
- La capacità installata è passata dai 68 megawatt (MW) del 2021 a circa 440 MW nel 2025.
Questo posizionamento non è passato inosservato sui mercati internazionali. Bloomberg ha inserito l’Arabia Saudita al secondo posto a livello globale (subito dopo gli Stati Uniti) tra i mercati di data center più attrattivi. Le stime di Statista indicano inoltre che il settore genererà entrate per 2,83 miliardi di dollari entro il 2030.
I vantaggi competitivi: scala e capitale sovrano
Per gli analisti, la forza di Riyadh risiede nella capacità di pianificare su scala industriale, un approccio difficile da replicare per i soli operatori privati.
- Infrastruttura centralizzata: Secondo Mark Minevich, presidente di Going Global Ventures, il capitale sovrano consente di allineare in un’unica fase la politica energetica, l’allocazione del territorio e i permessi burocratici.
- Progetti giganti: Il Regno sta sviluppando campus dedicati all’intelligenza artificiale in blocchi da 100 MW e oltre, dotati di sistemi di raffreddamento a liquido o a immersione per sostenere i carichi di lavoro intensivi dei modelli avanzati.
- Obiettivi a lungo termine: Iniziative come quelle di Humain mirano a sviluppare 1,9 GW di capacità entro il 2030 e 6,6 GW entro il 2034, con un budget stimato in 77 miliardi di dollari e l’obiettivo di implementare 600.000 GPU.
Una crescita inserita nel contesto regionale del Golfo
Il mercato globale corre veloce: un report di PwC stima che il Medio Oriente registrerà la crescita più rapida al mondo negli investimenti in data center fino al 2050, con una spesa cumulativa potenziale di 1,1 trilioni di dollari.
Tuttavia, gli esperti invitano a leggere il fenomeno in una prospettiva di ecosistema regionale. Elias Aad, partner di Kearney Middle East & Africa, sottolinea che i carichi di lavoro dell’IA richiedono requisiti differenti in termini di latenza e protezione dei dati, favorendo sinergie tra i diversi mercati del Golfo.
I punti di forza sauditi restano la combinazione di energia, disponibilità di terreni, grandi capitali e una posizione geografica strategica che fa da cerniera tra Europa, Africa e Asia occidentale.
Oltre l’hardware: competenze e governance dei dati
La sola costruzione di infrastrutture fisiche non è sufficiente a garantire il successo economico. Fadi Mantash, rappresentante di Cloudera in Arabia Saudita, evidenzia che le organizzazioni devono poter accedere e gestire efficacemente i propri dati per sfruttare le nuove fabbriche di intelligenza artificiale basate su tecnologie come quelle di NVIDIA.
A tal proposito, la Strategia Nazionale per i Dati e l’Intelligenza Artificiale punta a formare oltre 20.000 specialisti entro il decennio, affiancando alla potenza di calcolo una solida governance tecnologica.
La nuova ricchezza del Regno
Nelle parole dell’analista Abir Harcha di Infomineo, la transizione economica saudita rappresenta un cambio di paradigma epocale: “Per la maggior parte dell’ultimo secolo, la ricchezza strategica dell’Arabia Saudita è rimasta sottoterra. Oggi il Regno sta costruendo un diverso tipo di bene, misurato non in barili ma in megawatt di calcolo”.
Con un’economia digitale che già oggi contribuisce per circa il 15% al PIL (e punta al 20% con Vision 2030), i data center si confermano l’infrastruttura chiave per determinare la competitività internazionale dei prossimi decenni.
