(AGENPARL) - Roma, 2 Settembre 2026 - Una nuova pubblicazione individua le aree critiche lungo le coste
dell'Antartide che rendono meno affidabili le proiezioni dell'innalzamento
del livello del mare
Lo studio è stato coordinato dal RINGS Action Group dello Scientific
Committee on Antarctic Research (SCAR) a cui partecipa anche l'Istituto
Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS
TRIESTE, 2 SETTEMBRE 2026 – Una nuova revisione scientifica internazionale
evidenzia importanti lacune nelle informazioni relative al substrato
roccioso (bedrock) lungo le coste dell'Antartide, che rappresentano oggi
uno dei principali ostacoli alla possibilità di prevedere in modo più
affidabile il futuro innalzamento del livello globale del mare.
Il lavoro, recentemente pubblicato sulla rivista Reviews of Geophysics
dell'American Geophysical Union (AGU), sintetizza le conoscenze attuali
sulle interazioni tra ghiaccio, oceano, atmosfera e Terra solida nella zona
costiera dell'Antartide e mette in evidenza le principali lacune
conoscitive, sottolineando la necessità di migliorare le osservazioni su
scala pan-antartica.
Lo studio è stato realizzato da 80 scienziati e scienziate provenienti da
17 Paesi e attivi nei campi della glaciologia, dell'oceanografia, della
geofisica e delle scienze dell'atmosfera. Il lavoro è stato coordinato dal
RINGS Action Group dello Scientific Committee on Antarctic Research (SCAR)
e sostenuto dal Council of Managers of National Antarctic Programs (COMNAP).
"Il lavoro riunisce osservazioni, modelli e conoscenze teoriche per
evidenziare come la disponibilità incompleta di dati continui a limitare le
stime della perdita di ghiaccio in Antartide e del futuro innalzamento del
livello del mare", spiega Fausto Ferraccioli, direttore della Sezione di
Geofisica dell'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica
Sperimentale – OGS e co-autore dello studio.
"La zona costiera dell'Antartide è il punto in cui interagiscono oceano,
ghiaccio, atmosfera e substrato roccioso: per questo è fondamentale per
prevedere il contributo delle calotte al futuro innalzamento del livello
del mare. Tuttavia, la scarsità di osservazioni in questa regione lascia
lacune critiche nella nostra comprensione dei processi in atto, rendendo
l'Antartide una delle principali fonti di incertezza", afferma il primo
autore e presidente del RINGS Action Group, Kenichi Matsuoka del Norwegian
Polar Institute.
Un punto cruciale per l'innalzamento del livello del mare
La zona costiera dell'Antartide non è semplicemente il margine del
continente, ma è un sistema strettamente interconnesso in cui il ghiaccio
ancorato al fondale incontra l'oceano e nel quale piccoli cambiamenti
possono avere conseguenze molto rilevanti. "I processi che avvengono in
prossimità della zona di galleggiamento (grounding zone) – il punto in cui
il ghiaccio si solleva dal fondale e inizia a galleggiare – possono,
infatti, regolare il deflusso del ghiaccio o, in determinate condizioni,
innescare retroazioni che accelerano la perdita di ghiaccio" spiega
Ferraccioli.
Le osservazioni satellitari degli ultimi decenni mostrano che la perdita di
massa dell'Antartide è aumentata. I cambiamenti più rapidi sono determinati
dalle interazioni tra il ghiaccio e l'oceano circostante e dal movimento
del ghiaccio ai margini della calotta. "Tuttavia, alcuni parametri
fondamentali delle aree costiere rimangono scarsamente mappati. RINGS sta
coordinando gli sforzi internazionali per colmare le lacune nella nostra
conoscenza delle zone costiere dell'Antartide", spiega ancora Ferraccioli.
Le principali lacune e perché sono importanti
La revisione individua lacune nelle osservazioni dirette della topografia
del fondale nelle aree costiere e delle cavità al di sotto delle
piattaforme di ghiaccio. Poiché i modelli della calotta glaciale sono
altamente sensibili alle condizioni della zona costiera, anche i modelli
più avanzati possono produrre risultati fuorvianti quando questi dati sono
assenti o scarsamente vincolati.
Sebbene le osservazioni satellitari forniscano misurazioni importanti del
movimento del ghiaccio e dei cambiamenti della superficie, non possono
osservare dallo spazio il substrato roccioso situato sotto il ghiaccio.
"I soli dati satellitari non sono sufficienti per stimare in modo
affidabile la perdita di ghiaccio verso l'oceano e i soli modelli
computerizzati non possono prevedere i cambiamenti futuri. Entrambi
dipendono da una conoscenza accurata della topografia sotto al ghiaccio e
della batimetria . Le osservazioni proposte in questo lavoro rappresentano
un tassello fondamentale che oggi manca", afferma Matsuoka.
Una roadmap per un'azione coordinata
Poiché nessun singolo Paese può raggiungere da solo una copertura completa
dell'intera zona costiera dell'Antartide, gli autori sottolineano che il
coordinamento internazionale è essenziale.
"Indagini non coordinate rischiano di lasciare lacune o di duplicare gli
sforzi nazionali. Questo lavoro fornisce un quadro basato sulle evidenze
per sostenere il coordinamento delle attività RINGS nell'ambito di SCAR e
COMNAP, contribuendo a costruire dataset internazionali più completi per
migliorare le proiezioni dell'innalzamento del livello del mare", afferma
Matsuoka.
"Gli sforzi di RINGS sono coordinati a livello internazionale e
rappresentano un importante passo avanti verso il prossimo International
Polar Year 2032–33", conclude Matsuoka.
Link alla pubblicazione:
Credits immagine: Kenichi Matsuoka, Norsk Polarinstitutt
