(AGENPARL) - Roma, 31 Agosto 2026 - "Negli ultimi sette anni il DIG Festival ha beneficiato, secondo gli atti pubblici che abbiamo ricostruito, di circa 880mila euro di contributi assegnati dalla Regione Emilia-Romagna e dal Comune di Modena, anche con il concorso della Fondazione di Modena. Una cifra importante e una continuità di finanziamento che impongono la massima trasparenza sull'utilizzo delle risorse. Per questo presenteremo un'interrogazione in Regione e un accesso agli atti per verificare nel dettaglio rendicontazioni, giustificativi di spesa e controlli effettuati".
"Dal 2020 al 2026 la Regione ha assegnato a DIG complessivamente 326mila euro, mentre dal Comune di Modena risultano contributi per 555mila euro. Nel solo 2026 si arriva a 150mila euro: 50mila dalla Regione e 100mila dal Comune. Non stiamo mettendo in discussione il diritto di un'associazione di organizzare liberamente un festival e di scegliere i propri ospiti e contenuti. Quando però una manifestazione viene finanziata in maniera così rilevante e continuativa con denaro dei contribuenti, è legittimo pretendere che ogni euro sia rendicontato e controllato con particolare attenzione. La questione assume anche un evidente rilievo politico alla luce del programma dell'edizione 2026, intitolata "Bella Ciao", che vedrà nuovamente tra gli ospiti Francesca Albanese, Relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati. Una presenza che già lo scorso anno aveva alimentato forti polemiche a Modena e non solo. Non intendiamo sindacare le opinioni degli ospiti né chiedere censure, ma è necessario fugare il dubbio che, nell'ultima zona rossa d'Italia, si sia finanziato un evento di parte. Una manifestazione così fortemente sostenuta dalle istituzioni – incalza Vignali – deve rendere totalmente trasparente il modo in cui utilizza le risorse pubbliche. Per questo ho presentato una dettagliata interrogazione. Vogliamo conoscere, per le annualità già concluse, quanto DIG abbia effettivamente speso e rendicontato, quali siano state le entrate complessive, quali fatture siano state controllate, quali siano i principali fornitori e quali spese siano state eventualmente escluse. Chiederemo inoltre copia delle fatture di maggiore importo e dei relativi pagamenti e vogliamo sapere se sia stata verificata l'assenza di doppio finanziamento delle medesime spese attraverso contributi regionali, comunali o provenienti da altri soggetti".
L'accesso riguarderà anche gli obblighi ambientali previsti dal bando regionale per i festival triennali.
"Il bando non si limita ad assegnare risorse, ma impone specifici impegni 'green'. Tra questi vi sono le azioni di sostenibilità sottoposte alla verifica di ARPAE, per le quali è previsto il raggiungimento di almeno 40 punti. Chiederemo quindi il Piano presentato da DIG, le singole azioni dichiarate, il punteggio richiesto, quello effettivamente riconosciuto, i report degli audit e tutta la documentazione sulla base della quale ARPAE ha attestato il rispetto delle condizioni". "Parliamo di verifiche molto concrete – spiega Vignali. Si tratta della mobilità degli ospiti, dell'utilizzo di treni e mezzi pubblici, dei materiali stampati, degli allestimenti, del catering e di altre azioni che devono essere documentate. Vogliamo sapere cosa sia stato dichiarato da DIG e cosa sia stato effettivamente accertato". "Dopo circa 880mila euro di finanziamenti pubblici tra Regione e Comune in sette anni, riteniamo che i cittadini abbiano diritto di conoscere non soltanto quanto è stato stanziato, ma anche come è stato speso e come è stato controllato".
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