(AGENPARL) - Roma, 28 Agosto 2026 - La situazione nella roccaforte spagnola di Ceuta è arrivata a un punto di rottura. A distanza di un mese dall’afflusso record di oltre 70.000 persone arrivate a nuoto o a piedi dal Marocco, il territorio enclave vive giornate di profonda instabilità, segnate da blocchi stradali, cariche delle forze dell’ordine e assalti diretti alle istituzioni.
Scontri sulle spiagge e tensioni con la Croce Rossa
Il clima di fortissima ostilità si è tradotto in episodi di aperta guerriglia urbana. Nelle ultime ore la polizia è intervenuta in assetto antisommossa su una spiaggia locale, facendo uso di gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti ed evitare scontri diretti con i migranti accampati nell’area. Decine di residenti locali avevano organizzato un sit-in per bloccare i mezzi della Croce Rossa diretti a portare generi di conforto, intonando cori di protesta contro la presenza dei migranti e degli operatori umanitari.
La tensione è alimentata anche da gravi episodi di violenza contro la sicurezza. Un portavoce della polizia ha confermato che un veicolo militare con a bordo quattro soldati è stato teso in un’imboscata da circa settanta migranti di nazionalità marocchina, che hanno bersagliato il mezzo con un fitto lancio di pietre. I militari sono riusciti a fuggire prima dell’arrivo dei rinforzi, mentre dodici persone sono state arrestate e un soldato ha riportato ferite lievi.
Residenti allo stremo e scontro politico aperto
Con una superficie di appena diciotto chilometri quadrati, la città autonoma gestisce una pressione umanitaria e logistica insostenibile. Sebbene la stragrande maggioranza di chi è arrivato a luglio abbia fatto ritorno in Marocco in poche ore, sul territorio restano stabilmente migliaia di persone in condizioni di irregolarità. Le stime del governo centrale parlano di cifre oscillanti tra 3.500 e 7.000 presenze, mentre i vertici politici locali denunciano una quota superiore a 10.000 unità.
Le autorità locali denunciano un totale isolamento da parte di Madrid. Kissy Chandiramani, consigliere finanziario di Ceuta, ha espresso alla radio SER il profondo senso di abbandono percepito dalla cittadinanza. Sulla stessa lunghezza d’onda il leader dell’opposizione popolare Alberto Núñez Feijóo, che ha duramente attaccato il premier Pedro Sánchez per la gestione tardiva e inadeguata dell’emergenza. Nel mirino delle opposizioni ci sono anche le tempistiche con cui l’esecutivo ha risposto alla crisi, tra ritardi istituzionali e polemiche estive.
Le contromisure del governo centrale
Per arginare l’emergenza, il governo spagnolo ha annunciato l’invio di personale supplementare per velocizzare le procedure di identificazione e rimpatrio. L’esecutivo ha inoltre stanziato 25 milioni di euro in fondi straordinari destinati alla tutela e all’accoglienza dei minori non accompagnati, istituzionalizzando contestualmente un “comando unico” operativo guidato dal ministro delle Politiche Territoriali Ángel Víctor Torres per coordinare la risposta sul campo in vista delle prossime elezioni generali.
